Idee in Costruzione

“Nessuno ti regala nulla”

“Niente succede per caso”

“Le cose non cadono dal cielo”

Eppure… Eppure.

Succede che una sera di Giugno prendo posto tra una fila di sedie in plastica blu nel giardino della biblioteca comunale. Lo avevano aperto da qualche tempo ed era veramente carino, con alcuni tavoli sistemati per lo studio, panche per la lettura e le aiuole curate,  con piantine di verbena verdi e profumate. Il sole si rifletteva nei vetri delle finestre che davano sulle sale interne, la calura estiva si svelava appena, era piacevole sulla pelle. Attendevo un po’ spaesata l’inizio dell’evento, mancavano pochi minuti ormai. Non sapevo cosa aspettarmi, non ricordavo di aver mai partecipato alla presentazione di un libro.

C’era un tavolino con sopra una pila di copie del libro, con copertina e titolo accattivanti: “La consistenza dell’acqua”. Una delle bibliotecarie era pronta a dirigere la presentazione e poi c’era l’autrice, una ragazza dalla carnagione chiara con occhiali da sole a contenere qualche ciocca dei lunghi capelli biondi. Diffondeva un’aura che per me aveva già qualcosa di magico. Era una scrittrice, cavolo. Vera, in carne e ossa, aveva scritto un libro vero ed era lì per parlarne con noi. Divenne subito una chiacchierata amichevole: dapprima qualche informazione  sugli studi e le occupazioni; domande sulla trama; poi scavando più a fondo, i perché. Il lavoro che sta dietro alla costruzione delle parole, come prendono vita i personaggi e le loro storie; letture a voce alta tratte dal libro.

Rimasi affascinata da ogni singola parola, nella testa già danzavano sogni e nell’aria correva una certa elettricità che mi faceva sentire nel posto giusto al momento giusto. Una sensazione che provavo davvero di rado in quel periodo. A fine serata mi avvicinai da lei con la mia copia tra le mani e oltre ai complimenti mi venne naturale parlarle di me e di quel che avrei desiderato fare. La sua dedica, un augurio per realizzare i miei sogni.

La rincontrai qualche mese dopo a un’altra presentazione, sempre alla biblioteca, ma nella sala interna. Quella  volta era in veste di relatrice. “La custode del miele e delle api” : un’altra autrice, un’altra storia a prendere vita dentro quelle mura e sempre lo stesso sogno a scoppiare dentro la mia testa. L’inverno volgeva al termine e già si vociferava di una fiera del libro per la prima volta nella mia città, nel mese di Aprile. Fu la relatrice a parlarne ai presenti una volta terminata la presentazione. Faceva parte di un’associazione culturale dal nome strano, Argonautilus, che avrebbe organizzato questo grande evento.

Anche quella sera mi avvicinai. Raccolsi il coraggio a due mani, presentandomi e chiedendole approfondimenti. Mi riconobbe, ricordava di avermi vista tra il suo pubblico. Che piacere inaspettato. Le dissi anche che se avessero avuto bisogno di una mano per l’organizzazione io sarei stata disponibile.

Non so da dove venisse fuori tanta audacia, da me che solitamente stavo nascosta dietro dubbi e paure. Avvertivo una spinta di energia verso il mondo che quella ragazza aveva aperto. Un’esplosione di parole e colori in movimento. Lo sentivo mio più che mai, perché già mi rendevo conto che era popolato. Non potevo ancora sapere quanto .

Non sapevo ancora che avrei seguito tantissime altre presentazioni come quella, che avrei conosciuto altri lettori come me, autori, autrici, librai e sentito parlare di editoria, case editrici e di mondi d’arte collegati tra loro. In quella sera d’inverno, dopo aver ascoltato l’autrice, non avrei mai immaginato che un giorno sarei stata io stessa correlatrice alla presentazione del suo ultimo libro. O che mi sarei iscritta a un corso di editoria e avrei partecipato a un concorso letterario con un racconto tutto mio, vincendo il primo premio. Le mie di parole, dentro un libro.

Ma soprattutto non sapevo che sarei entrata a far parte di un gruppo di persone che sarebbero diventate il tizzone ardente della mia ispirazione continua. Perché è questo. Relazionarsi, conoscere, imparare. Dare qualcosa del proprio io, ricevere e sentirsi parte di una rete in evoluzione, proiettata al futuro e alla costruzione di cose belle.

Si può fare la differenza.

Non è vero che nessuno ti regala nulla, ci sono persone che donano il loro tempo per raggiungere obiettivi comuni. Non è vero che niente succede per caso. Le cose cadono anche dal cielo, con un po’ di fortuna, l’importante è saperle cogliere e soprattutto coltivarle con impegno e dedizione. La fatica, quella verrà certamente ripagata e quando si otterrà qualcosa per cui si è lottato, avrà un significato diverso e una ricchezza inquantificabile.

 

©Erika Carta

 

 

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