Quid est Veritas?

Agosto 2018.

Una pioggia insolita aveva da poco finito di urlare, fuori, nello spazio aperto e bello dell’Antica Tonnara di Portoscuso.

Il Big Blue Festival si apprestava a terminare con una cena, tra ospiti, amici ed emozioni a caldo.

A un certo punto, Eleonora si alza in piedi e annuncia: “Per chi volesse cominciare a pensarci, il tema della prossima edizione della Fiera del Libro di Iglesias sarà… “Quid est Veritas?”.

Quid est Veritas? È la domanda che Ponzio Pilato rivolge a Gesù nel Vangelo secondo Giovanni, chiedendo di “rendere testimonianza alla verità”.

Che cos’è la verità? Se lo si chiede a una sola persona, difficilmente si può ottenere risposta. O meglio, le parole dette dal singolo si perderebbero, come pochi granelli di sabbia che fanno mulinello assieme al vento. Nei quattro giorni appena trascorsi alla Fiera del Libro di Iglesias 2019, abbiamo cercato di rispondere a questa domanda; di scomporre, sviscerare, analizzare e ricomporre la verità in ogni sua sfaccettatura; di guardarla da tutte le angolazioni. Ma questo viaggio comincia in un tempo che è difficile collocare con precisione.

Si potrebbe dire che “chi legge” è da sempre alla ricerca della verità, dove tra le parole scritte da altri spera di trovare uno spiraglio riflesso della propria, o al contrario uno schiaffo che risveglia la coscienza e sconfina in territori inesplorati, fomentando “il seme del dubbio”.

Per quanto ci riguarda, possiamo affermare di esserci aggregati, un giorno e di aver camminato fianco a fianco nella stessa direzione, se pure calcando passi differenti. Abbiamo cercato la verità nella “Cultura a km 0”, nella “Padrona della festa”, la nostra Terra, che sempre celebriamo nella sua giornata, il 22 Aprile. L’abbiamo trovata in ogni brandello lasciato per strada, nelle orme di un percorso che insieme ad altri non smetteremo mai di “Costruire”.

Vorrei partire da un concetto che considero fondamentale e che arriva dall’analisi fatta al connubio “verità e giustizia”, con uno sguardo profondo e di attenzione delicata a quello che dovrebbe essere punto di partenza della verità: l’ascolto. Mi correggo: il sentire. Prendersi carico delle verità altrui, farle proprie, per una comprensione a trecentosessanta gradi. Soprattutto per non diventare anestetizzati e sordi.

Abbiamo affiancato il tema della verità alla filosofia, a quel grande punto di domanda che si può considerare padre dell’attuale genere “noir”; alla scienza, alla poesia, alla lettura, quella silenziosa e quella ad Alta Voce; allo sport, anche quello estremo che è facile da giudicare, impossibile da comprendere appieno, pur ascoltando la testimonianza di un uomo, uno sportivo che ci ha parlato della sua “vita oltre”.

Ci siamo addentrati nel mondo scomposto e sempre più indecifrabile della comunicazione e dell’informazione che in un numero crescente di casi diventa disinformazione: vera bugia che pretende di vestire i panni di falsa verità.

Ci siamo resi conto di quanta verità è presente nei mondi immaginari disegnati con maestria dagli autori di graphic novel e di come, anche in questo caso, i messaggi vengano trasmessi attraverso forme d’arte differenti.

Abbiamo gettato reti su altre reti, guardato nascere e sigillato la collaborazione con Festiva Letterari che ci piace chiamare “gemelli”.

Un grande spazio di espressione e manipolazione consapevole è stato lasciato ai bambini, che loro, di verità, ne sono esperti osservatori e custodi. Forti delle nostre radici, ci siamo cullati nella storia e nelle tradizioni che ci contraddistinguono, apportando però nuovo sapere e sentendoci cittadini di mondi simili… se osservati tutti da vicino.

Come ogni anno, una particolare e sentita importanza è stata dedicata alla ricorrenza della Liberazione, nella giornata del 25 Aprile. Abbiamo pensato, letto, cantato di resistenza, e ascoltato parole rimaste impresse sulla carta così come sui cuori, per non permettere mai alla nostra memoria di stendere oblio su ciò che è stato. Siamo tutti un po’ “Giulia”: impariamo a sapere, a ricordare, a dissentire. Siamo tutti un po’ “Giordano”: impariamo a stare calmi.

Non so se, alla fine della fiera, abbiamo trovato una risposta alla nostra domanda, “Quid est Veritas?”, ma siamo sicuramente certi che non v’è unicità, ed è particolarmente stolto colui o colei che crede di conoscerla in toto, o peggio… di possederla. Come detto più volte, noi pensiamo che la Verità sia di tutti e che l’interrogativo possa rimanere aperto, ancora da scoprire. Soltanto muovendoci insieme potremo diventare esploratori e guide, sentirci coinvolti e mettere non un solo punto, ma creare sempre diversi e nuovi nodi nella medesima rete; seminare su terreni fertili di bellezza, lasciando al margine sterili aridità.

Posso dire che io immagino la verità come una delle entità più razionali che ci siano, eppure so che la mia parte affonda le sue (o le mie) radici in un groviglio inestricabile di emozioni e che sarà sempre questo il mio contributo alla verità collettiva.

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