Un vocabolo per la Fiera del Libro di Iglesias, e perché. La parola agli ospiti.

Ylenia Bagato

*SINERGIA*

“Iglesias è un albero che affonda le radici in una terra antica e meravigliosa, è insieme di persone che lavorano con tenacia e attenzione, come i cloroplasti che nelle foglie trasformano l’anidride carbonica in ossigeno, così Argonautilus porta cultura e respiro. È questo che vogliamo noi di Festival Giallo Garda dalla Rete PYM appena nata con Iglesias e Elba Book Festival: essere sinergia per una cultura rinnovata e vincente”.

Federica Calosso

*PERIFERIA*

“Falchera è un quartiere molto periferico di Torino dove ha sede il Circolo sardo Sant’Efisio, un luogo forse addirittura più periferico del quartiere Paraguay a Iglesias, con cui ha molti punti in comune. Anche la Sardegna è in qualche modo regione periferica dell’Italia. Spesso è proprio dalle zone più lontane e meno conosciute che nascono idee, spunti, suggestioni che poi dilagano altrove e attecchiscono bene, come la verdissima macchia mediterranea dell’isola che si allarga sulle strade. Così sta accadendo per la Fiera del Libro di Iglesias a cui quest’anno ho avuto l’onore di partecipare con il mio libro “Falchera Pietra Alta e Villaretto. Borghi fuori porta” edito da Graphot a Torino. Giornate intense e davvero interessanti che mi hanno dato la possibilità di conoscere una parte della terra sarda che non avevo mai visto, con i suoi abitanti, le sue tradizioni e le sue idee innovative per il futuro. Un grazie sincero ed un arrivederci”

Matteo Mereu

*NOSTOS*

“In greco significa ritorno. In epica rappresentava il ritorno dei guerrieri e degli eroi dalle imprese. Per me rappresenta il ritorno dei sardi a casa”.

Daniele Mocci

*VIVA*

“La cosa più bella della Fiera del Libro di Iglesias è la Fiera del Libro di Iglesias.
In quattro edizioni è diventata parte di me, parte dei miei impegni e dei miei pensieri. È lì, come un dato di fatto, come una di quelle cose inamovibili che facciamo (o che ci capitano) nel corso di un anno. Sia che faccia caldo, sia che faccia freddo.
Inamovibile ma non immutabile. È una creatura viva. Una creatura che cresce e che si evolve non solo nei quattro giorni di aprile in cui si apre al pubblico. Lo fa durante tutto il corso dell’anno, senza soluzione di continuità. Il merito è dell’associazione Argonautilus e, ancora meglio, delle persone che l’hanno creata e che la nutrono con pazienza e costanza.
Anche quest’anno la Fiera del Libro di Iglesias mi ha regalato stimoli, incontri e amicizie. Anche quest’anno ha alimentato le mie passioni per la scrittura, la lettura, i fumetti, i confronti e le diversità. Anche quest’anno mi ha coinvolto e mi ha fatto sentire parte di una bellissima esperienza di gruppo.
E allora non importa se in quei quattro giorni di aprile piove, fa vento o c’è il sole. Quel che importa è che ci sia la Fiera del Libro di Iglesias”

Marianna Cadeddu

*ACCOGLIENZA*

“Accoglienza come apertura, perché si è presa cura delle persone, delle idee, delle prospettive, perché ha unito in un’unica grande sinfonia tanti adulti che confrontandosi sono cresciuti e tanti bambini che con il loro modo semplice e genuino i guardare il mondo sono i custodi della verità”.

Giufà Galati

*SCAMBIO*

“Scambio come quello che c’è stato tra gli ospiti che vicendevolmente si sono “ospitati” durante questi giorni. Scambio di linguaggi tra poesia, giornalismo, prosa e musica. Scambio di accenti e dialetti italiani e, infine, scambio di idee, di parole e di abbracci”.

Motivazione Ambulante

In queste giornate ho assistito a qualcosa che sa molto di magia ma che è tutto frutto di fatiche terrene.

Ho due parole. E ho deciso di usarle insieme.

Motivazione Ambulante.

Non si tratta di vivere sulle nuvole ed esser ciechi alla realtà. La vediamo bene, altroché. Non solo. Ce l’abbiamo sulla pelle, scotta e ci fa tremare. Prevalgono sentimenti di paura, disillusione e impotenza all’ordine del quotidiano.

Eppure, quando ci si ritrova seduti in cerchio a parlarne, credo si metta in atto la prima forma di lotta buona che rende le cose possibili.

Soltanto il fatto di esserci, non soltanto occupando una sedia ma presenti per davvero, insieme a quella passione e determinazione che muovono l’animo e alla voglia di mettersi ancora e sempre in gioco, assume un valore senza eguali.

Chi resiste e chi consapevolmente, nonostante faccia male, invece sa che deve prendere un’altra strada.

Spesso è necessario soltanto guardare le cose da un’altra prospettiva, da un punto di vista che sia al di fuori del vortice di nero in cui per inerzia, tante volte, ci muoviamo.

Ieri, oggi, il nostro LA del pianoforte è stato, come qualcuno l’ha definita, l’energia vulcanica di Chiara Cuttica che ha eruttato parole e idee di senso, una appresso all’altra. Progetti concreti. Scappatoie da attraversare per affrontare la realtà. Dietro ognuna di queste cose, c’è il lavoro di chi ci vede e ci crede.

Diciamocelo chiaramente… una piccola realtà, non può diventare grande dall’oggi al domani. Soprattutto non si può pensare che questo avvenga senza sacrifici e tentativi.

Eravamo tutti lì a raccogliere piccole perle di entusiasmo, ancora semi da piantare e di cui prenderci cura, sperando sempre di poter godere, un giorno, di fiori sbocciati e prati enormi a perdita d’occhio.

Perché non provarci di nuovo, ancora, in altri modi che magari non avevamo considerato? In certi casi, anche se per brevi lassi di tempo, l’unione fa la forza.

Mi fa venire voglia di crederci. Sempre di più.

Ci sarebbero tante parole che mi verrebbe da urlare ad ALTA VOCE, ma ce n’è una che gira di bocca in bocca, verso chi ha iniziato, da chi cerca di portare avanti l’inizio e viceversa. Rimbalza e diventa sempre più grande. GRAZIE.

Erika Carta

I mercoledì di Argonautilus. Alta VOCE – Bollicine Party

Parola d’ ordine: Voce.

Alta Voce. 30 Gennaio 2019.

Ottimo motivo per festeggiare, in uno dei nostri Mercoledì di Argonautilus, dove tra belle persone, buon cibo e bollicine abbiamo raccontato il progetto Alta Voce.

L’idea di Chiara Cuttica, redazione editoriale e ufficio stampa della casa editrice Scrittura Pura, amica della Fiera del Libro di Iglesias, nasce per dare spazio a tutti coloro che hanno sempre sognato di esibirsi davanti a un vero pubblico.

Modalità di espressione: qualunque si desideri. Una canzone, i versi di una poesia, la scena di un film e tanto altro ancora.

La messa in scena di queste performance sarà concretamente realizzabile durante la Fiera del Libro di Iglesias 2019 in seguito a un ciclo laboratoriale di tre incontri di preparazione e formazione.

Buttiamo via la maschera della timidezza e prendiamoci i nostri cinque minuti di gloria!

Per info e contatti, potete scrivere all’indirizzo mail: argonautiluslab@gmail.com

“Il teatro è poesia che esce da un libro per farsi umana”

Federico Garcia Lorca

A un passo da un mondo perfetto

Sono tempi frenetici quelli in cui viviamo. La vita ci corre a fianco rimbalzando nel virtuale. Siamo spettatori, indifferenti per lo più. Brancoliamo nel buio seguendo l’unico filo fiocamente illuminato: l’inerzia. Eppure, ci sono dei momenti che ci costringono a rallentare, a fermare il vortice… a pensare. L’occasione è arrivata con le celebrazioni per la giornata della memoria. È sempre un dolore sordo ricordare, leggere, sentir parlare di quello che fu la Shoah. Ma non solo è giusto parlarne, è necessario.

Argonautilus e la Fiera del Libro di Iglesias hanno voluto ospitare, con onore, la scrittrice e giornalista Daniela Palumbo che come lei stessa sostiene, ha fatto i conti con la reale, profonda empatia per quella sofferenza, già all’età di 13 anni. Età di domande, dove tra tutte ce n’è una che ancora oggi rimane senza risposta.

Perché?

Però Daniela Palumbo indaga, si cala tra le sfaccettature che stanno attorno all’orrore. Non può descriverlo in maniera diretta ma la delicatezza che contraddistingue la sua narrazione arriva dritta e forte ai cuori. Dei più giovani e non solo. E apre quelle crepe di cui lei parla nel suo ultimo libro, A un passo da un mondo perfetto, edito da Il Battello a Vapore, Edizioni Piemme.

Sabato 26 Gennaio, presso la Sala Consiliare del Comune di Gonnesa, in anteprima nazionale, abbiamo presentato questo suo ultimo lavoro.

Al centro della vicenda c’è Iris, una bambina tedesca che smetterà ben presto di vivere nel mondo felice che ha sempre conosciuto. Suo padre ricopre il ruolo di Vicecomandante in un campo di concentramento vicino a Berlino, sua madre come la maggior parte del popolo cade in quella trance di odio ingiustificato, nello spazio grigio dove la folla si muove, in massa, senza distinguere la realtà dal sogno patriottico di un folle.

Iris però coi suoi occhi curiosi e svegli di bambina incrocia lo sguardo di un prigioniero ebreo, Ivano, e ci vede dentro esattamente quello che lui è: un essere umano. Si pone delle domande, giuste, legittime e in tutta la violenza che la circonda a un passo da casa, ha la fortuna di incontrare dei piccoli punti luce che fanno da riflesso al suo. L’istitutrice Helga, sua nonna Lena, Gerolf e lo stesso Ivano.

Si porterà per sempre nel cuore il senso di colpa, eppure nel suo piccolo con le crepe, le domande, con ogni gesto d’amore e per ogni volta che ha provato sdegno e vergogna, ha contrastato un po’ di quell’odio disumano.

Domenica 27, abbiamo replicato la presentazione di A un passo da un mondo perfetto nella Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Iglesias e il valore aggiunto sono stati gli alunni della ex classe 5^A della Scuola Primaria di Via Roma, che dopo cinque anni sotto la guida della maestra e coordinatrice degli eventi Enrica Ena, hanno costruito un lavoro autonomo per raccontarci Liliana Segre. Sono proprio loro lo specchio di quelle domande che è giusto e necessario porsi, anche oggi. Sono lo scudo all’indifferenza, invitano a guardare avanti e non a voltare la faccia dall’altra parte.

Veicolo di tutto questo, ancora una volta e sempre, i libri. La letteratura, che come la stessa Daniela Palumbo sostiene, ci permette di fare esercizio, di immedesimarci in punti di vista diversi dai nostri e di riportare questo germoglio di empatia anche fuori, nel mondo reale.

E ci lasciamo con una frase, tratta dal libro A un passo da un mondo perfetto, che più di tutte ha fatto breccia in noi.

“Quando vedi un uomo a terra, chiunque sia, non ti vergognare a sentire su di te il suo dolore, come ti capitava con il prigioniero ebreo all’inizio. Non te ne vergognare mai. Neppure se è ebreo, Iris. È questo sentire la sofferenza dell’altro che ci rende esseri umani”.

Daniela Palumbo

“Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza”.

Liliana Segre

Fiera Off per la Giornata della Memoria

Nel weekend che verrà, per celebrare la Giornata della Memoria, la Fiera Off della Fiera del libro di Iglesias è lieta e orgogliosa di ospitare l’autrice e giornalista Daniela Palumbo.

Si comincerà Sabato 26 Gennaio alle ore 18:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Gonnesa, con la partecipazione della Storytelling Libreria Sala da tè. Avremo l’onore di conoscere IN ANTEPRIMA NAZIONALE il nuovo libro di Daniela Palumbo: “A un passo da un mondo perfetto”, Il Battello a Vapore Edizioni Piemme. Interverranno: il Sindaco di Gonnesa, Hansel Cabiddu, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Federica Olla, l’Assessore al Turisnìmo, Simone Franceschi.

A seguire, Domenica 27 Gennaio, alle ore 18:00 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Iglesias replicheremo con la presentazione del libro “A un passo da un mondo perfetto”. Inoltre i bambini della ex 5°A della Scuola Primaria di Via Roma ci parleranno del libro “Fino a quando la mia stella brillerà” di Liliana Segre, coautrice Daniela Palumbo, Edizioni Piemme. Dialogherà con l’autrice Enrica Ena. Con la collaborazione della libreria Mondadori Bookstore di Iglesias.

“Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza”

Liliana Segre.

Siamo tutti invitati a riflettere, ancora e sempre, su questo importante tema.

Tra pace e dolore

E’ esattamente così che ci siamo sentiti al terzo appuntamento del gruppo di lettura In Libro Veritas, per l’Argo Circolo Letterario.

Sospesi tra la pace e il dolore che emergono dalle pagine di “Una giornata dall’aria antica”, edito dalla Graphe.it.

12 Novembre 2003. Attentato a Nassirya. C’è la Brigata Sassari in quel campo, missione di pace…

L’autrice Antonella Serrenti ha dato voce al suo dolore di madre, alla paura che ha provato in quei momenti concitati dove vacillava e lottava per credere fermamente alla convinzione che suo figlio stesse bene. Poi il sollievo e la paura che dopo anni è svanita soltanto per lasciare il posto al “timore di avere paura”.

Non solo la voce di una madre, ma tutti i racconti in cui l’autrice si è immedesimata, hanno scavato dentro ognuno di noi emozioni forti e contrastanti che sono venute fuori senza freni, vive e condivise.

Perché è sempre questo il potere della parola scritta e raccontata: un viaggio da un cuore a un altro. Ricchezza in circolo.

“E’ una strana giornata, tiepida, tersa ma di un colore che non so definire. Sembra che tutto abbia un’aria antica. Sì, ecco cos’è: una giornata dall’aria antica”.

Antonella Serrenti – Una giornata dall’aria antica.

E noi, cari amici lettori, prendiamo appuntamento al 5 Febbraio per un’altra avventura da scoprire. Ad aspettarci, il confronto “Tra realismo e allegoria” con “Il paradiso degli animali” di David James Poissant, edito da NN Editore.

Buona lettura.

Tra sostanza e apparenza

Martedì 4 Dicembre 2018.

Non eravamo al lavatoio del sesto piano di Via Grotta Perfetta 315, ma lo stesso ci siamo riuniti, nella sede di Argonautilus a parlare ancora di libri.
È nato e trascorso così il secondo appuntamento del gruppo di lettura In Libro Veritas.
Il tempo si è messo in circolo insieme alle parole e alle idee.
Controverse, animate.
Chi con uno sguardo fugace, chi in punta di piedi o di prepotenza, tutti ci siamo comunque intrufolati in un condominio che non era nostro ma che forse un po’ lo è diventato.
Abbiamo sbirciato le luci accese in ognuna di quelle case, ci siamo fatti portavoce e giudici di altre vite, irreali ma non troppo.

“E oggi mi sembra che nessuna donna oltre a me, è mai diventata Mamma”.

Abbiamo conosciuto quella scellerata di Maria e seguito la piccola Mandorla nelle sue strampalate famiglie. Tina Polidoro che cena con l’immaginazione; Lidia e Lorenzo che non riescono a scindere l’amore dal male che si infliggono; Caterina, donna e Samuele, bambino; Paolo e Michelangelo che si aggrappano uno all’altro in spazi diversi; la famiglia Barilla, specchio di apparenze.
Porcomondo, la paura del diverso.

Al riparo dal mondo per un po’, abbiamo lasciato comunque nuove impronte, che seppure minuscole, rimarranno impresse dentro noi stessi e almeno vicine a chi ci sta intorno.

Vorrei Vorrei Vorrei…
Che nei momenti di disperazione non ti viene in mente di invidiare la felicità degli altri, le fortune, i successi degli altri, le certezze, i risultati, le luci nelle case degli altri. Dappertutto c’è del bene, dappertutto c’è del male”.

Le luci nelle case degli altri.
Chiara Gamberale.

E poi, ci siamo detti la frase di congedo più bella che possa esserci, per salutare questo nostro Dicembre letterario:

“Ci vediamo a Gennaio”.

        

 

         

 

 

 

 

 

Parola chiave, emozioni. Gli aperitivi filosofici di Argonautilus.

Responsabilità. Consapevolezza. Autonomia.

Tre parole che hanno riecheggiato in questa estate iglesiente sui social e tra i tavoli dell’Electra Cafe’ Letterario.

Tre parole che sono chiave e al tempo stesso tesoro, che si diramano nell’attuale ma hanno radici profonde ben più lontane.

Condivido spesso il mio pensiero sulla magia emanata dai libri, ne trovo dimostrazione ogni qualvolta mi accolgono tra le pagine, quando incontro gli occhi di chi parla questa stessa lingua.

Lo scorso 28 Agosto si è conclusa la prima rassegna di Aperitivi Filosofici a cura di Argonautilus.

Tre incontri che hanno sprigionato il genere di magia di cui ho parlato poc’anzi.

Federica Musu, socia di Argonautilus, professoressa e donna che va veloce come un treno e non smette mai di correre, ha permesso a tre filosofi di rivivere ancora una volta nella sua voce.

Trovo meraviglioso il fatto che le parole scritte, raccontate e ascoltate abbiano l’immenso potere di attorcigliare passato e presente, di fondere le persone in un unico cuore pulsante, in grado di riempire una piazza.

Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) padre, assieme al suo maestro Socrate e al suo allievo Aristotele, del pensiero filosofico occidentale.

Abbiamo affrontato il concetto di Responsabilità attraverso il mito di Er, dove il filosofo greco parla di reincarnazione e della responsabilità morale che abbiamo nello scegliere le nostre vite dopo la morte.

René Descartes, per gli amici Cartesio (1596-1650) padre francese della matematica e della filosofia moderna.

Un discorso intenso sulla Consapevolezza, che ha tenuto gli ospiti incollati alle sedie.

“Cogito ergo sum”, Penso dunque sono. Una massima bellissima che fa del pensiero il mezzo per rendersi conto che l’uomo, in quanto essere pensante, può distinguersi dalla “res estensa”, ovvero dalle cose sensibili che lo circondano. Da Cartesio abbiamo anche appreso l’importanza del dubitare, dell’esercizio del dubbio come metodo non per distruggere una verità, piuttosto per avere sempre nuove certezze fondate su qualcosa di veramente solido.

“Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”.

Immanuel Kant (1724-1804) filosofo tedesco tra i primi a portarci nella corrente dell’illuminismo e fondatore del criticismo.

Si parla ancora una volta di morale, ma la grande novità al riguardo è la nascita del concetto di Autonomia. Kant parla di morale autonoma, sostiene che la fonte delle leggi risiede all’interno dell’uomo stesso. Egli può, servendosi della Ragione, decidere volontariamente se seguire e applicare queste leggi dettate dal proprio io, piuttosto che seguire una qualsivoglia legge proveniente dall’esterno.

Tutti i temi affrontati sono stati seguiti con partecipata attenzione, discussi e adattati al qui e ora.

A fare da sfondo a queste chiacchierate, le illustrazioni di Sara Camboni, socia che mette a disposizione la propria arte al pubblico, rendendo facilmente comprensibile ciò che vuol rappresentare in modo divertente, ironico e sagace.

Un’importante collaborazione che ha accompagnato gli aperitivi filosofici è stata quella con il Big Blue Festival che dice No alle cannucce di plastica, prediligendo l’ecologia e la salvezza dell’ambiente.

Ma sapete, la cosa che più rimane, ogni volta che le persone si incontrano a questo genere di eventi e si scambiano sorrisi e cultura, sono le emozioni.

Forti, tangibili, frutto dello stare insieme e tornare a casa arricchiti con qualcosa che non ha un prezzo materiale.

La soddisfazione pura e semplice per un evento ben riuscito, che ripaga tutto il duro lavoro che sta dietro alla nascita di una nuova idea.

E di idee, di sogni, gli Argonauti ne hanno pieni i cassetti, che aspettano solo di essere spalancati e condivisi.

Altri filosofi fremono in attesa che si parli un po’ di loro agli aperitivi che verranno, in versione autunnale.

Mentre un evento prossimo, il 5 Settembre, vedrà l’inaugurazione dei “Mercoledì di Argonautilus”, dove si parlerà insieme del nuovo libro in uscita di Khaled Hosseini, “Preghiera del Mare” edito da SEM Società Editrice Milanese. Sarà un altro modo per riflettere e per festeggiare la vita con un tropical sangria party.

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”.

-Hans Georg Gadamer-

di @Erika Carta

Antonella Serrenti in #FieraOFF

“Oggi è il 12 Novembre, presto sarà Natale. È una strana giornata, tiepida, tersa ma di un colore che non so definire. Sembra che tutto abbia un’aria antica. Sì, ecco cos’è: una giornata dall’aria antica.”

Mi sembra di sentirla quest’aria tiepida, il cielo terso incombe anche su di me. Vedo una giornata dall’aria antica attraverso gli occhi e la penna di Antonella Serrenti: scrittrice, donna… mamma.
12 Novembre 2003.
Attentato a Nassirya.
C’è la Brigata Sassari in quel campo. Missione di pace.
C’è suo figlio, là in mezzo.
Lei racconta quegli attimi che durano una vita, in cui il tempo si ferma e si dilata, insieme al respiro e al battito del cuore. Momenti strazianti e concitati che la separano dalla notizia certa che suo figlio sta bene.
Parla di sollievo Antonella, ma anche di paura. Un’emozione forte che va oltre tutte le altre e ti investe con assoluta totalità. Scrive, perché quella paura, lei la vuole mettere nero su bianco, imprigionarla nella trama dei fogli e cercare di guardarla, un giorno, con distacco.
Ma non si ferma a questo. Il distacco accorcia le distanze tra lei e il lettore, quando con la sua empatia, la sua profonda sensibilità e soprattutto con una delicatezza che è insieme disarmante e rassicurante, decide di prestare la sua voce a tutte quelle persone che hanno ricoperto un ruolo diverso in storie tragiche come queste.
Parla una mamma, parla con rabbia una figlia rimasta orfana, il politico, una donna che decide con forza e consapevolezza di appendere al chiodo le scarpe con il tacco e indossare gli anfibi da soldato, parlano due piccole anime, fraterne nell’innocenza, della quale poi avranno solo il triste ricordo. Parla una donna irachena ridotta a un cumulo di stracci impolverati.

Sono emozioni che viaggiano grazie alla parola scritta e raccontata, da un cuore a un altro. Arrivano dritte e forti, ci entrano dentro portando sgomento, preoccupazione, lacrime e sorrisi.
Donano ricchezza.

©Erika Carta

 

 


Le immagini sono state scattate nel corso dell’evento di ieri, sabato 10 marzo, nella Sala Consiliare del Comune di San Giovanni Suergiu, alla presenza del Sindaco Elvira Usai e dell’Assessore alla Cultura Marco Zusa.

Antonella sarà ancora con noi per la #FieraOFF 2o18 mercoledì 14 marzo presso la Sala Consiliare del Comune di Giba, comune partner da quest’anno della Fiera del Libro di Iglesias.

Una giornata dall’aria antica, Antonella Serrenti – Graphe.it edizioni

Un’aquila nel cielo

Quando giunse allo zenit, dove la corrente si dissolve, capì di aver osato, di aver sfidato l’impossibile, sentì la sua materialità svanire, sostò nell’estasi, nella beatitudine della contemplazione, e scoprì di avere raggiunto la “Sublimità”.

Pregò Dio che lo accogliesse negli spazi riservati alle creature celesti, agli angeli che ora credeva suoi, quasi, simili.

Un’Aquila che ha provato l’eccellenza, che è stata spirito, vola in alto, sempre più in alto, verso nuove mete alla ricerca di altre emozioni. E quell’Aquila aveva superato i limiti della sua natura, era stato spirito una volta, ora voleva, cercava di rivivere quell’emozione che non sapeva se mai le sarebbe stata ancora concessa.

Attese un’altra portanza propizia e salì in alto, dove il cielo confina con l’eterno, e si cullò per la seconda volta nella beatitudine degli eletti. Si fece guidare dalla luce del sole e vagò negli spazi sconfinati senza meta, senza conoscere la destinazione finale, era nelle mani di Dio.

FRANCO MANIS

estratto da “Sulcis Iglesiente Oggi”

Franco, amico e maestro, ci ha lasciati nei giorni scorsi. Ci mancherà ogni giorno, ma la sua eredità ci darà forza e grande consapevolezza. E lui sarà ancora e sempre con noi, come guida, indirizzo e sostegno.

Com’è sempre stato.