Un vocabolo per la Fiera del Libro di Iglesias, e perché. La parola agli ospiti.

Ylenia Bagato

*SINERGIA*

“Iglesias è un albero che affonda le radici in una terra antica e meravigliosa, è insieme di persone che lavorano con tenacia e attenzione, come i cloroplasti che nelle foglie trasformano l’anidride carbonica in ossigeno, così Argonautilus porta cultura e respiro. È questo che vogliamo noi di Festival Giallo Garda dalla Rete PYM appena nata con Iglesias e Elba Book Festival: essere sinergia per una cultura rinnovata e vincente”.

Federica Calosso

*PERIFERIA*

“Falchera è un quartiere molto periferico di Torino dove ha sede il Circolo sardo Sant’Efisio, un luogo forse addirittura più periferico del quartiere Paraguay a Iglesias, con cui ha molti punti in comune. Anche la Sardegna è in qualche modo regione periferica dell’Italia. Spesso è proprio dalle zone più lontane e meno conosciute che nascono idee, spunti, suggestioni che poi dilagano altrove e attecchiscono bene, come la verdissima macchia mediterranea dell’isola che si allarga sulle strade. Così sta accadendo per la Fiera del Libro di Iglesias a cui quest’anno ho avuto l’onore di partecipare con il mio libro “Falchera Pietra Alta e Villaretto. Borghi fuori porta” edito da Graphot a Torino. Giornate intense e davvero interessanti che mi hanno dato la possibilità di conoscere una parte della terra sarda che non avevo mai visto, con i suoi abitanti, le sue tradizioni e le sue idee innovative per il futuro. Un grazie sincero ed un arrivederci”

Matteo Mereu

*NOSTOS*

“In greco significa ritorno. In epica rappresentava il ritorno dei guerrieri e degli eroi dalle imprese. Per me rappresenta il ritorno dei sardi a casa”.

Daniele Mocci

*VIVA*

“La cosa più bella della Fiera del Libro di Iglesias è la Fiera del Libro di Iglesias.
In quattro edizioni è diventata parte di me, parte dei miei impegni e dei miei pensieri. È lì, come un dato di fatto, come una di quelle cose inamovibili che facciamo (o che ci capitano) nel corso di un anno. Sia che faccia caldo, sia che faccia freddo.
Inamovibile ma non immutabile. È una creatura viva. Una creatura che cresce e che si evolve non solo nei quattro giorni di aprile in cui si apre al pubblico. Lo fa durante tutto il corso dell’anno, senza soluzione di continuità. Il merito è dell’associazione Argonautilus e, ancora meglio, delle persone che l’hanno creata e che la nutrono con pazienza e costanza.
Anche quest’anno la Fiera del Libro di Iglesias mi ha regalato stimoli, incontri e amicizie. Anche quest’anno ha alimentato le mie passioni per la scrittura, la lettura, i fumetti, i confronti e le diversità. Anche quest’anno mi ha coinvolto e mi ha fatto sentire parte di una bellissima esperienza di gruppo.
E allora non importa se in quei quattro giorni di aprile piove, fa vento o c’è il sole. Quel che importa è che ci sia la Fiera del Libro di Iglesias”

Marianna Cadeddu

*ACCOGLIENZA*

“Accoglienza come apertura, perché si è presa cura delle persone, delle idee, delle prospettive, perché ha unito in un’unica grande sinfonia tanti adulti che confrontandosi sono cresciuti e tanti bambini che con il loro modo semplice e genuino i guardare il mondo sono i custodi della verità”.

Giufà Galati

*SCAMBIO*

“Scambio come quello che c’è stato tra gli ospiti che vicendevolmente si sono “ospitati” durante questi giorni. Scambio di linguaggi tra poesia, giornalismo, prosa e musica. Scambio di accenti e dialetti italiani e, infine, scambio di idee, di parole e di abbracci”.

Daniele Aristarco

*MEMORIA*

“Nei miei incontri ho provato a ragionar con i presenti sul fatto che la verità ha bisogno di tutti e che per costruirla c’è bisogno di nutrirsi di memoria, la palestra nella quale si impara a confrontarsi con la realtà. La memoria alimenta il gioco e la fantasia, segna altre vie, alimenta il confronto. Memoria e verità sono legati da un filo importante, assieme generano la “memoria del futuro”, un arsenale di possibilità davvero infinito”.

Andrea Pau

*SANPIETRINO*

“Il fondo stradale, in tantissimi centri storici, è formato da sampietrini. Da pietre. Pietre dure, intagliate, squadrate, lavorate, levigate, posate l’una di fianco all’altra.
Anche la Fiera di Iglesias è così: un numero incredibile di teste dure, messe l’una di fianco all’altra, impegnate a non disperdersi, a non sparpagliare energie inutilmente. Teste durissime. Convinte che si possa fare cultura dovunque, che si possa parlare di Nietzsche in Piazza e di fumetti in teatro. Teste tenaci. Teste pensanti, che sanno bene quanto un mucchio di sassi possa trasformarsi da un cumulo di macerie a una strada che porta alla libertà”.

Marco Belli

*LUOGO*

“Luogo” come spazio determinato per riconoscersi in una presenza comune nel mondo che non si chiude nell’affermazione di un’identità e di una cultura che protegge i propri confini dalle influenze esterne e dalle possibilità di un’interazione e di dialogo.
“Fare luogo” significa appunto scostarsi, allargarsi per creare uno spazio dove altri possano stare o passare. 
I luoghi vivono di sovrapposizioni e co-presenze, servono a ricostruire una rotta, a ritrovare voci dimenticate per tracciare geografie dell’ospitalità, anziché dell’esclusione”.

Giulia Cannas

*RESPIRO*

“Quest’anno, alla Fiera del Libro di Iglesias ho portato un pezzo che parla di me, una coreografia che ho creato io. Ci tengo molto perché per la prima volta, senza paura, faccio vedere il mio lato più fragile. Spesso mi fa sentire inerme, come se fossi dentro una bolla e nonostante riesca a sentire quello che c’è attorno a me, anche se in lontananza, non riesca ad uscire.
Tuttavia, non mi sono mai risparmiata, ho fatto tutte le cose in cui credevo, da sola, anche se facevano paura.
Per me questo è il coraggio.
Questa coreografia parla di me, ma può parlare pure di altri, di quanto ci si possa sentire fragili e di quanto ci sia comunque la voglia di prendere la vita a schiaffi e a morsi.
Ho lavorato molto su me stessa, su questa mia fragilità, e ho imparato che avere paura del giudizio altrui e volerla nascondere è peggio di accettare che ci sia.
Dicono che accettare di avere un problema sia il primo passo per superarlo, è proprio per questo che ho deciso di parlarne attraverso la mia danza, che è la massima espressione di me stessa e del mio essere”.

Giacomo Putzu

*LUOGO*

“Poche altre volte mi sono sentito a casa come durante la Fiera del Libro di Iglesias. Belle persone, un centro storico incredibile, fumetti e tantissimi libri. Insomma, una bellissima esperienza”.