Ieri, 14 novembre, si è aperto ufficialmente La Torre di Babele, il primo Festival di Letteratura Contemporanea ospitato negli spazi del Museo DART – Casa Falconieri di Dolianova.
E non poteva esserci inizio migliore: la presentazione di Antonio Boggio e del suo Assassinio all’isola di San Pietro ha richiamato un pubblico numeroso, attento, partecipe. Un dialogo vivace, un’atmosfera calda, l’inizio di un percorso significativo.

Il DART di Dolianova: un luogo che racconta visione

Scegliere il DART come casa della nuova rassegna è una scelta che nasce dalla stima e dalla consonanza di intenti con Casa Falconieri, da oltre trent’anni una delle realtà più autorevoli nel panorama dell’incisione e della ricerca artistica contemporanea.
Il DART, ricavato dalla riqualificazione della storica torre dell’acqua di Dolianova, è più di un museo: è un laboratorio a cielo aperto, un centro di sperimentazione, uno spazio che ospita mostre, progetti internazionali, premi, formazione e collaborazioni con artisti e istituzioni di livello mondiale. Le sue sale ospitano di continuo nuovi allestimenti, con opere provenienti da circuiti internazionali e iniziative che intrecciano arti visive, musica, cinema e architettura.
Per Argonautilus è un onore poter collaborare con una realtà così consolidata e visionaria. Significa credere nella forza delle contaminazioni, nel dialogo tra linguaggi diversi, nella ricchezza che nasce quando letteratura e arte condividono lo stesso spazio. Significa, soprattutto, sentirsi parte di una comunità culturale che guarda lontano, che investe nelle idee e nei luoghi, che considera la cultura un terreno fertile per crescere insieme.

Dopo il debutto: cosa ci aspetta nei prossimi appuntamenti

Il festival prosegue ora con tre nuove serate, diverse tra loro ma unite da un filo comune: raccontare la Sardegna attraverso voci potenti, stili personali e sguardi che sappiano attraversare il presente.

21 novembre – “I giorni del Corvo” di Eleonora Carta (ed. Ischire)

La seconda tappa della rassegna è una serata speciale: protagonista sarà I giorni del Corvo, un noir che affonda le radici nella contemporaneità, nella memoria e nelle ferite che attraversano la società e le persone. Un romanzo che parla di segreti, di identità, di verità difficili da guardare, e che nella suggestiva cornice del DART troverà nuove risonanze visive e simboliche.
Sarà un’occasione preziosa per dialogare con i lettori, raccontare la genesi del libro e ascoltare domande e interpretazioni di chi lo ha già amato o di chi lo scoprirà per la prima volta.

27 novembre – “Tra le mie corde” di Maria Gabriella Ledda, con Mauro Palmas (ed. Isolapalma)

Una presentazione diversa dalle altre: qui la narrazione incontra la musica.
Maria Gabriella Ledda racconta la storia di un percorso, di un suono interiore, di un modo di stare nel mondo attraverso la voce e lo sguardo; Mauro Palmas aggiunge la ricchezza della sua esperienza artistica, portando le corde del suo liuto a dialogare con le parole. Una serata che promette di essere immersiva, fatta di vibrazioni, ricordi e ritmo.

18 dicembre – “Gli indegni” di Francesco Abate (ed. Einaudi)

A chiudere il festival arriverà Francesco Abate con Gli indegni, un romanzo potente, intenso, umano. Una storia che parla di fragilità, responsabilità, perdono e identità, capace di toccare nel profondo e di mettere al centro vite spesso ignorate o distorte. Sarà un incontro dal forte coinvolgimento emotivo, un modo per salutare il pubblico prima delle festività lasciando una riflessione importante e una traccia di umanità che resta.

Una nuova strada per la letteratura in Sardegna

Con La Torre di Babele inauguriamo un percorso che mette insieme libri, arte, dialoghi e sperimentazione. Un festival che nasce dalla collaborazione fra Argonautilus e Casa Falconieri, e che vuole diventare un appuntamento annuale, un ponte tra comunità artistiche e territori, tra autori e pubblico, tra passato e futuro.

Se il debutto di ieri è stato un segnale, allora la direzione è quella giusta.
E noi non vediamo l’ora di continuare questo viaggio, serata dopo serata, dentro una torre che non divide le lingue ma le fa incontrare.