Tra sostanza e apparenza

Martedì 4 Dicembre 2018.

Non eravamo al lavatoio del sesto piano di Via Grotta Perfetta 315, ma lo stesso ci siamo riuniti, nella sede di Argonautilus a parlare ancora di libri.
È nato e trascorso così il secondo appuntamento del gruppo di lettura In Libro Veritas.
Il tempo si è messo in circolo insieme alle parole e alle idee.
Controverse, animate.
Chi con uno sguardo fugace, chi in punta di piedi o di prepotenza, tutti ci siamo comunque intrufolati in un condominio che non era nostro ma che forse un po’ lo è diventato.
Abbiamo sbirciato le luci accese in ognuna di quelle case, ci siamo fatti portavoce e giudici di altre vite, irreali ma non troppo.

“E oggi mi sembra che nessuna donna oltre a me, è mai diventata Mamma”.

Abbiamo conosciuto quella scellerata di Maria e seguito la piccola Mandorla nelle sue strampalate famiglie. Tina Polidoro che cena con l’immaginazione; Lidia e Lorenzo che non riescono a scindere l’amore dal male che si infliggono; Caterina, donna e Samuele, bambino; Paolo e Michelangelo che si aggrappano uno all’altro in spazi diversi; la famiglia Barilla, specchio di apparenze.
Porcomondo, la paura del diverso.

Al riparo dal mondo per un po’, abbiamo lasciato comunque nuove impronte, che seppure minuscole, rimarranno impresse dentro noi stessi e almeno vicine a chi ci sta intorno.

Vorrei Vorrei Vorrei…
Che nei momenti di disperazione non ti viene in mente di invidiare la felicità degli altri, le fortune, i successi degli altri, le certezze, i risultati, le luci nelle case degli altri. Dappertutto c’è del bene, dappertutto c’è del male”.

Le luci nelle case degli altri.
Chiara Gamberale.

E poi, ci siamo detti la frase di congedo più bella che possa esserci, per salutare questo nostro Dicembre letterario:

“Ci vediamo a Gennaio”.

        

 

         

 

 

 

 

 

Il tour con Daniele Aristarco. Alla ricerca della verità.

Novembre 2018, dal 26 al 29.
Quattro giorni che sembra siano iniziati molto tempo fa e che non si chiudono facilmente anche se sono finiti.
A rimanere, gli effetti di un tour letterario ma non solo.
L’autore, amico, Daniele Aristarco è stato nostro ospite per la Fiera Off, in viaggio come Quesalid, alla ricerca della Verità e verso la Fiera del Libro di Iglesias 2019.

Abbiamo macinato ore e chilometri in giro per il Sud Sardegna e fino alla provincia di Oristano. È come se avessimo portato uno zaino in spalla pieno di cose belle. Iglesias, Gonnesa, Santadi, Tratalias, Portoscuso, Villamassargia, Zeddiani.

Siamo entrati in punta di piedi nelle scuole elementari, medie e superiori; nelle biblioteche e librerie dei comuni partner della nostra Fiera.

Abbiamo fatto visita alla Società Agricola Donne Rurali, unendo senza sforzo due mondi complementari: Cultura e Cibo.

 

 

E in tutti questi luoghi, è andata da sé. Leggere, ascoltare, riflettere.
Al centro, la verità: un tema difficile da affrontare. Daniele Aristarco ha provato a farlo per sé stesso e per i suoi lettori, con il libro “Fake, non è vero ma ci credo”.
Ha cercato di analizzare quel volto duplice che la verità possiede. Da un lato le menzogne pericolose, le fake news, quelle che della verità portano soltanto la maschera e si diffondono a macchia d’olio distorcendo la realtà. Dall’altro le bugie che stanno alla base delle storie e quindi nutrimento buono di scrittori e lettori. Una bambina afferma con consapevolezza: “Io lo so che le sirene non esistono, però ci voglio credere lo stesso”.
Una differenza molto importante, alla base del binomio verità menzogna.
Abbiamo discusso a fondo di strumenti per navigare nel mare dell’informazione, di internet, social media, cittadinanza digitale.
Abbiamo avuto un mercoledì di Argonautilus speciale, per la presenza di Daniele Aristarco e per ciò che è stato creato attorno al suo nuovo libro “Io dico SÌ”.
Iglesias si è vestita nuovamente di Flashmob, con la partecipazione dell’Amministrazione Comunale, il Sindaco, e gli Assessori alla cultura e alla pubblica istruzione.
E se soltanto pochi mesi fa abbiamo camminato con in bocca la fermezza degli eroici NO, questa volta le strade si sono riempite di speranza, di quei SÌ coraggiosi, per il futuro, da portare avanti per tutta la vita.
La biblioteca Comunale, la fumetteria, le librerie, hanno accolto fin fuori dalle porte i ragazzi che hanno partecipato numerosi e attenti, compresi i ragazzi del progetto Erasmus che hanno ci hanno allietati della loro presenza internazionale. Di fondamentale e insostituibile importanza i professori: Federica Musu, guida imponente ed emozionata; Giuseppe Attanasio che ha accolto la folla con una performance finale nella sede di Argonautilus.

 

Tutto il resto è stato quello che doveva essere: festa.
E ancora una volta, a rimanere sulle persone e speriamo, a contaminare anche le menti dei più piccoli, gli effetti di quello che i libri, la cultura e la passione, riescono a muovere.

La vita non può essere riparata, ma soltanto ricreata. La verità non si può stringere tra le mani e mostrarla gli altri, non la si può custodire nè insegnare. La verità ha bisogno di tutti.

Fake (non è vero ma ci credo), Daniele Aristarco

 

Erika Carta ©

Tra verità e menzogna

Martedì 6 Novembre 2018.

I pasticcini sistemati sul vassoio, il tavolo con i libri preparato, le sedie… disposte a semicerchio di fronte al divanetto con i cuscini.

È tutto pronto.

Ho appeso un cartellone blu notte con la scritta “Think Crossing”, vorrei fosse un angolo dedicato ai pensieri. Da scrivere, leggere.. scambiare. Mentre lo guardo mi accorgo del silenzio. È un istante denso di ogni cosa. Timori, speranze, emozioni. È quell’attimo speciale che precede i nuovi inizi.

Un gruppo di lettura in un circolo letterario. Abbiamo un nome: In Libro Veritas, un tema: la verità, sette mesi e sette titoli di libri. Tanti post sui social.

Ma oggi, finalmente, avremo le persone.

Arriva Stefania, che prima ancora di essere la libraia di questo appuntamento è una lettrice.

In sottofondo, le note graffianti di musica d’altri tempi diffuse da un giradischi vintage.

E poi, le persone arrivano. Piano piano, incontrano il mio sorriso di benvenuto già pieno di gratitudine, si guardano intorno, ci accomodiamo e senza nemmeno accorgercene entriamo nel cuore pulsante della serata.

Protagonista assoluto, il libro scelto per Novembre: “Fake, non è vero ma ci credo”, strada di menzogne smascherate e di verità che Daniele Aristarco ha tracciato per tutti noi e che abbiamo ripercorso tra letture e riflessioni.

Il tempo, in questi casi, conta ben poco. Si ferma mentre fuori scorre e piove, si dilata e si riempie di ricchezza. Sembra di stare tutti su una grande nave, scialuppa di salvataggio dal mondo, almeno per un poco.

I lettori trovano gemme di bellezza in queste piccole cose. Lo vedo nei loro sguardi, riflesso del mio.

Un esordio che per me è già vittoria. Mi rimbomba nella testa una parola che ormai è diventata un’impronta su cui calcare nuovi passi.

Costruire. Sempre.

E niente sarebbe possibile senza le persone, che si incontrano e insieme si raccontano. Verità, bugie, sogni.

“La vita non può essere riparata, ma soltanto ricreata. La verità non si può stringere tra le mani e mostrarla agli altri, non la si può custodire né insegnare. La verità ha bisogno di tutti”.

-Fake, non è vero ma ci credo-

Daniele Aristarco.

È un circolo che mi piace. L’ Argo Circolo Letterario.

E ora, non ci resta che aspettare il prossimo bel momento. Dicembre, “Le luci nelle case degli altri”.

Qualcosa di tutto. Argonaute a Roma.

Vi siete mai guardati negli occhi?

No, non guardati allo specchio, che quello è facile… lo fanno tutti.

Proprio negli occhi, intendo.

A me è capitato nel viaggio in treno che mi riportava all’aeroporto.

I bordi del mondo fuori dal finestrino si sono scoloriti e allora ho incrociato il mio sguardo, ho messo a fuoco me stessa.

Non ho potuto far altro che sorridere, ancora.

Quel che ci ho visto dentro sono state le lucine di autentica gioia che in nessun modo posso, né tanto meno voglio nascondere.

 

Qualche settimana prima avevo ricevuto una telefonata: “Vieni a Roma?”

Quante volte ci avevo pensato, a quella Roma vista soltanto una volta, desiderio inconscio e realtà imprigionata nel cuore per sempre.

“Impossibile” avevo risposto.

Ma la spinta alla vita, certe volte, fa tutto da sé.

Siamo partite, in veste per metà Lettrici e per metà Argonaute, che poi è un po’ come dire che siamo partite così, come siamo.

Qualcosa era nell’aria, Qualcosa stava per succedere.

E non una cosa qualunque, una cosa abbastanza.

Qualcosa di Troppo, come sempre quando  ci sono in pista le emozioni che ballano.

Come la principessa nata da Qualcuno di Importante e Una di noi, ma ancora prima dalla penna di Chiara Gamberale.

Sarebbe stato troppo poco lasciarla soltanto scritta tra le pagine di un libro.

L’abbiamo vista nel suo ingresso sopra il palco di un teatro, il Piccolo Eliseo, gridare: IO ESISTO!

Siamo arrivate mentre il cielo di Roma piovigginava leggero.

Bizzarro come cambia la percezione del tempo quando si è felici. Il mio si dilata.

Tutti abbiamo il cuore a groviera, per qualcosa di brutto che ci è accaduto. Ma se impariamo a lasciare in pace quel buco e a vederlo come un passaggio segreto non ne saremo sovrastati e rimarrà lo spazio per tutte quelle cose luminose che ci carezzano.

Qualcosa è accaduto. Incontri inaspettati e piacevoli chiacchierate. Incontri vecchi e sempre belli. Incontri nuovi, fatti di sorrisi, abbracci e dediche. Poche parole scambiate su terreni promettenti. Sogni incrociati che forse prima temevo persino di avere. Se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto che in un sabato qualunque sarei stata seduta sulla poltrona di un teatro a parlare di libri.

La fede è un concetto così controverso, eppure esiste. E la mia è credere fermamente al potere di questo ammasso di carta e parole. E a ciò che irradia tutto intorno.

E poi… poi Roma.

Antica città, grondante di bellezza che di nuovo mi ha lasciata senza fiato. La meraviglia di scoprirne la grandezza  passeggiando sulle sue strade come fosse la prima volta, i piedi dolenti e gli zigomi all’insù.

Dietro ogni angolo un’immensità che riempie gli occhi.

Quanti se ne sono posati sulle tue pietre di storia.

Luci nuove, luci riflesse.

Un giorno durato un minuto o forse una vita intera, fuori da ogni tempo.

 

Siamo tornate alla base inevitabilmente più ricche, come sempre accade quando si intraprende un viaggio.

E in valigia con noi abbiamo portato nuovi SÌ di speranza per il futuro.