Connessioni

Connessioni


“Ma anche tu stai sorridendo dietro la mascherina?”

È quello che mi chiede Sara, mentre ci scattano una fotografia alla nostra “postazione di controllo”.

Eccome, se rido. Credetemi, si vede.

Anche dietro gli occhiali mezzo appannati.

Difficilmente si può mentire con lo sguardo.

“Connessioni”. 

Non trovo parola più giusta per descrivere l’esatta sensazione che da mesi, ormai, avevo perduto nel marasma della diffidenza, della paura, dell’oblio.

Connessioni, Festival delle idee Gonnesa 2020 è la rassegna estiva che rientra nel programma “Luci d’estate” per il comune, partner della Fiera del Libro di Iglesias, Gonnesa. 

E deriva dall’antico toponimo “Conesium” che stava ad indicare un crocevia di incontri, scambi e interazioni.

Ecco. 

Quello che è successo ieri sera, 10 luglio, è stato questo.

Al Nuraghe di Seruci, luogo pregno di storia con il sole che, indisturbato, tramontava dietro gli alberi piegati dal maestrale.

Il primo dei cinque incontri a cura di Argonautilus che si snoderanno tra il Nuraghe e il Villaggio Norman, ha visto protagonisti alcuni degli autori della raccolta, fresca di stampa, “Giallo Sardo”, edito da Piemme Edizioni.

Un insieme di racconti, come lo si può vedere, oppure un romanzo corale in cui a emergere è un unico filo conduttore: l’appartenenza a una terra dicotomica. Forte, aspra, docile e immensamente bella. 

La Sardegna. 

La sua aria salata, la natura selvaggia dell’entroterra.

Il bene e il male. 

Variegati i territori, come le dieci storie presenti nel libro.

Da qualche anno ormai, per me, leggere un libro non si ferma soltanto a… leggere un libro. 

In tantissime occasioni, grazie all’Associazione Argonautilus, ho la possibilità di partecipare attivamente all’organizzazione di eventi come questo, che permettono di solcare le viscere di tutto ciò che sta all’interno. 

Come nascono le idee, il rapporto con le case editrici, le librerie, il contatto con il pubblico.

Lo scambio.

Che non si è mai arenato, a dire il vero, nemmeno nei mesi passati e fermi, che fanno fatica a scorrere via del tutto.

Sentirlo di nuovo vivo, pulsare insieme a questa terra, è però un’emozione che non può essere eguagliata.  

Il contenuto dell’evento in sé e la collaborazione di ogni soggetto presente ha reso reale e possibile questo incontro, in meraviglia e sicurezza. 

Binomio che ora, più che mai, è necessario perché si possa godere a pieno del bello.

Grazie. 

FieraOFFWEB Estate2020

Riprende domani 15 giugno la #FieraOFFWEB Estate2020.
Fino al 15 agosto, sui nostri canali social, con contenuti video, audio, dirette web, articoli, recensioni, illustrazioni, musica tutti pensati per portare i libri nella vostra quotidianità, e sempre con l’obiettivo di sottolineare il valore sociale dei libri quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile.
La #FieraOFFWEB estate2020 aderisce al IlMaggioDeiLibri, campagna indetta dal Cepell secondo gli auspici dei MiBACT al fine di creare un pubblico di nuovi lettori, che si uniscano a quello già grande dei “lettori forti”.
Aspettiamo le vostre interazioni le vostre proposte e la vostra partecipazione diretta.
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foto di ArgoNautilus.

Un’altra vigilia

13 maggio 2020

E questa sarebbe stata un’altra vigilia, perchè noi di ArgoNautilus, con la Fiera del Libro di Iglesias, in questi giorni saremmo stati a Torino, pronti come ogni anno, per il Salone Internazionale del Libro.
Ad assaporarlo fin dai giorni prima, quando bisogna stampare i badge e fare conoscenza con lo staff delle porte logistiche; quando il Lingotto sembra ancora un cantiere, con i muletti in movimento, i grandi portali spalancati a creare una corrente di solito gelida, tra stand in rapido allestimento, luci da montare, rotoli di moquette da stendere, grandi pannelli ancora da scartare, quintali di libri da sistemare.
E poi vivere il giorno dell’inaugurazione, quando d’improvviso è tutto pronto, la moquette ancora immacolata, i bar (finalmente) a pieno regime, gli editori e i librai pronti per cinque giorni di lavoro massacrante, ad accogliere orde di lettori scatenati, a organizzare incontri, a incontrare colleghi, autori, amici. Poi alle dieci in punto, magicamente, le porte si aprono e tutto comincia.
E ancora superare il grande assalto di folla del weekend, quando un posto in cui sedersi per la pausa pranzo diventa un sogno e la fila fuori dai bagni un incubo, ma è tutta vita, energia, entusiasmo, centinaia di migliaia di persone frenetiche, cariche di borse e libri, che si spostano tra i padiglioni con la mappa in mano, per non perdere un evento, cominciare una fila, o trovare un libro che “solo qui si può trovare”, ed è vero, ed è bellissimo.
Fino poi al fatidico lunedì, quando tutto rallenta, e si è esausti ma ci si sente carichi, appagati per i nuovi incontri, il fermento accumulato, le idee che si sono viste nascere e che già ne stanno alimentando di nuove.
Per tutte queste ragioni consigliamo di essere a Torino per il Salone del Libro agli alunni delle scuole con cui lavoriamo; agli insegnanti, ai dirigenti scolastici, naturalmente agli amici, anche a chi di editoria non si interessa e non ha intenzione di interessarsi, anche a chi dice che non legge un libro da dieci anni.
Perché il Salone del Libro è un’esperienza da vivere.
Quest’anno, certo, sarà un’esperienza diversa, per le ragioni che ben conosciamo. Domani inizia uno strano SaloneEXTRA, online, con una lezione di Alessandro Barbero Storico in diretta dalla Museo Nazionale del Cinema di Torino – Mole Antonelliana, in diretta FB dalle ore 19:00.
Sarà bello certo, ma non sarà lo stesso.
Però, in attesa di una nuova edizione “in presenza”, una cosa possiamo fare, per festeggiare. Andiamo in libreria e compriamo un libro. Inauguriamo così il nostro personalissimo Salone del Libro e sosteniamo i nostri amici librai. Non sarà proprio lo stesso, ma sarà la nostra testimonianza, oltre che – come sempre – un investimento sul futuro.
Quando a Torino, al Salone quello vero, torneremo tutti insieme.

Fiera del Libro di Iglesias per il Maggio dei Libri 2020

Dal 23 aprile FieraOFFWEB – per il Maggio dei Libri 2020 “Se Leggo Scopro”

Segui gli aggiornamenti, giorno per giorno su:
https://www.fieralibroiglesias.it/speciale-il-maggio-dei-libri-2020/

Comunicato Ufficiale

Carissimi amici,
Data la situazione in atto, riteniamo inevitabile rimandare la V edizione della Fiera del Libro di Iglesias a una data che vi comunicheremo al più presto. Noi continuiamo a lavorare, di concerto con i partner che ci affiancano e ci sostengono, perchè possa essere una grande occasione di incontro e gioia per tutti, pubblico, autori, librai, editori, ospiti.
Continuate a seguirci su i nostri canali per gli aggiornamenti, e per trascorrere virtualmente insieme questi giorni di attesa.
#restiamoacasa #fieralibroiglesias #laparolacreamondi

Rodari e le Maestre

Rodari e le Maestre

Maestra e Mamma cominciano con la stessa sillaba.
La trovo una coincidenza non da poco.
Solo a pronunciarle si compie uno dei più grandi atti di fiducia mai esistiti.
Quando sento dire “lei è maestra” provo sempre un guizzo, perché penso alla mia.
E poi a tutte quelle che ho visto, incontrato, conosciuto.
E penso che chi è stata, è maestra, lo sarà per tutta la vita.
Un fardello, bello e complicato da principio.
Immaginatele, quando parlano e gesticolano per spiegare qualcosa; quando raccolgono nel proprio sguardo quello di una moltitudine di occhi piccoli, attenti, ancora ingenui ma critici, sognanti.
Quando portano in palmo di mano la responsabilità della cultura che avanza, che si tramanda per non essere scordata.
Grammatica, storia, geografia. E in mezzo creatività, passione e tenacia.
Che è questo, a distinguerle, a renderle figure mitologiche senza tempo; che anche se hai trent’anni e la incontri per strada continuerai a chiamarla Maestra, sempre.

Così, scrivendo i primi articoli su Gianni Rodari, maestro per eccellenza, per la ricorrenza del suo centenario, mi è venuto in mente di interrogare loro per una volta.
O meglio, di dar voce alle Maestre, a quelle che lo scelgono e chiedere perché.

“Gianni Rodari. Un maestro. Come non sceglierlo, ci ha lasciato un eredità di scritti che ancora oggi sono in grado di emozionare; inoltre ha spiegato la realtà in maniera semplice ed efficace. Si sceglie perché riesce ad avere un feeling empatico con i bambini”.
Maestra Lisa

“Essendo stato un maestro è riuscito a trovare il giusto registro per spiegare la grammatica, la lingua, in modo giocoso attraverso filastrocche e poesie. È sempre attuale, con temi come i diritti, l’uguaglianza, la pace. Mette in risalto che anche chi ha “difetti”, ha comunque anche i suoi punti di forza, come per esempio nella storia di Giovannino perdigiorno e Alice cascherina.
Diverso è bello e non è da demonizzare”.
Maestra Chiara

Maestra Enrica invece mi scrive:
“Ho letto questo articolo su Rodari e ho pensato a te, a quel che mi hai chiesto.
https://www.lindiceonline.com/osservatorio/cento-anni-rodari-quanto-rodari-ce-oggi-nella-scuola-mignolo/
Ecco, purtroppo è questo il modo in cui è conosciuto.
Sarebbe bello fare un corso su Gianni Rodari, partendo dagli scritti veri”.

“Non si può non scegliere Gianni Rodari! Ci insegna a dare al bambino un ruolo di centralità, un bambino creatore. Lo stimo molto perché esalta l’immaginazione del bambino e la sua fantasia come potenza creativa. “La grammatica della fantasia” è l’esaltazione dello scambio comunicativo.
Non giudicate mai gli uomini dal loro aspetto, dalla loro professione, dallo stato della loro giacca. Ogni uomo può fare cose straordinarie: molti non le fanno solo perché non sanno di poterle fare, o perché non sanno liberarsi in tempo del loro mattone”.Maestra Marianna

Gianni Rodari lo ricordo o meglio lo conosco come fosse un amico di vecchia data. Mi si è attaccato addosso quando stavo con le gambe penzoloni e la testa tra le nuvole, i gomiti sul banco di legno con la pittura verde scrostata in alcuni punti.
Per questo, non me ne avrete se l’ultima “intervista” è per me uno spazio speciale, dedicato alla mia di Maestra, a cui ho consegnato occhi e cuore qualche tempo fa e che lei mi ha restituito, pieni di quello che oggi amo di più fare al mondo: leggere, leggere sempre e scrivere, creare con le parole, esprimere.

“Ho scelto di far conoscere Rodari perché usava un linguaggio semplice, originale e comprensibile ai bambini per trattare tematiche profonde. Con il suo stile chiaro e fantasioso ha dimostrato di avere una conoscenza profonda dell’infanzia e una speciale considerazione per i bambini che sono in grado di capire anche ciò che gli adulti ritengono “difficile” e non adatto a loro.
Come vedi, bimba, ormai come ex maestra sono arrugginita”.

No, non lo sei. Sarai sempre la mia Maestra Silvana.
Grazie.

©Erika Carta