Buon Anno da ArgoNautilus

Dicembre, si sa, è  mese di bilanci: uno spazio sospeso tra il tempo vecchio e quello nuovo, dove ti guardi indietro e acchiappi ogni momento vissuto per custodirlo dentro una valigia che porterai per sempre con te nei viaggi che ancora ti aspettano.

Ed è un bagaglio che pesa di cose belle, di quelle che fanno nascere le lucine  negli occhi e ti spronano a voler fare sempre meglio.

E allora, in attesa di muovere un primo passo pieno di fibrillante aspettativa e nuova speranza  nell’anno che verrà, guardiamocelo un po’ insieme questo 2018, che ancora è qua e ci regala gli ultimi granelli del suo tempo.

2018.

365 giorni nell’anno solare, 50 incontri culturali nell’anno della Fiera Off, la fase permanente e itinerante della Fiera del Libro di Iglesias. Dodici mesi che ci hanno arricchito mentre abbiamo cercato di diffondere l’importanza dei libri, della cultura e della salvezza che questa può e deve rappresentare.

G come Gioia e Gennaio:  Eleonora Carta porta alla Biblioteca Civica “Don Milani” di Falchera, Torino, “L’imputato” edito da Newton Compton.

F come Fratellanza e Febbraio: Al Mondadori Bookstore “I mulini” di Selargius, conosciamo lo scrittore Diego Galdino con il suo “Ti vedo per la prima volta” edito da Sperling e Kupfler. Alla Biblioteca Comunale di Uras, l’autore Gianmichele Lisai presenta “Proverbi e modi di dire della Sardegna” edito da Newton Compton.

M come Movimento e Marzo: l’autrice, amica, Antonella Serrenti racconta “Una giornata dall’aria antica” edito da Graphe.it alla Sala Consiliare del comune di San Giovanni Suergiu, al MIF di Muravera, il museo dedicato a Donna Francesca Sanna Sulis e a Giba, comune partner della Fiera del Libro di Iglesias. Antonio Maccioni, ospite e amico della Fiera del Libro di Iglesias presenta “101 cose della Sardegna che non puoi non sapere”, edito da Newton Compton, alla Storytelling Libreria Sala da Tè di Gonnesa.

Conosciamo l’autore Daniele Aristarco che all’Istituto Paritetico di Cagliari e alla Storytelling libreria sala da tè, inizia a raccontarci qualcosa sugli eroi del suo “Io dico no”, edito da Einaudi Ragazzi. Iglesias si veste di flashmob e nelle strade del centro storico che portano dalla Biblioteca Comunale Niccolò Canelles alle librerie, seguiamo i NO interpretati dai ragazzi dell’istituto superiore, capitanati dalla professoressa Federica Musu. I bambini di quinta elementare, della scuola primaria di Via Roma, di Iglesias, guidati dalla maestra Enrica Ena, preparano un’intervista per l’autore.

A come Amicizia e Aprile. Gli amici dell’associazione Chine Vaganti festeggiano 20 anni con il reading del libro “Certi Maestri”, alla Storytelling Libreria Sala da tè. L’autore Gianmichele Lisai torna per parlare dei suoi libri alla Biblioteca Comunale di Santadi e alla Caserma Allievi Carabinieri Trieste di Iglesias.

Il 22 Aprile ha inizio la terza edizione della Fiera del Libro di Iglesias, perno magico attorno e per il quale tutto si muove. Quattro giorni, fino al 25 Aprile, che diventano cuore pulsante delle attività di Argonautilus. Ma non solo. Si viene a creare un ambiente prolifico che prende vita nelle principali piazze del centro storico di Iglesias, si snoda tra le vie e le persone, si ripercuote nei giorni e nei mesi a seguire. Nascono amicizie, sinergie, terreni fertili per nuove collaborazioni.

M come Mare e Maggio. Argonautilus e la Fiera del Libro di Iglesias, partner del Superfestival al Salone Internazionale del libro di Torino. Un viaggio che è anche un sogno che si realizza, uno spazio nell’evento “Il mare intorno”,  per raccontare il percorso che abbiamo costruito attorno alla Fiera del libro di Iglesias.

L come Libertà e Luglio: Argonautilus partecipa all’evento nazionale Letti di notte, ospitato dalla Storytelling Libreria sala da tè di Gonnesa. A Portoscuso, Gianluca Ales ci racconta il suo “Quinto Round” edito da Imprimatur. L’autore, amico, Piergiorgio Pulixi torna a trovarci alla Storytelling Libreria sala da tè e a “Sa domu antiga” di Santadi, per raccontare il suo ultimo libro “Lo stupore della notte”, edito da Rizzoli. Con Platone, all’Electra Cafè Letterario, inauguriamo “Gli aperitivi Filosofici“, a cura della professoressa Federica Musu, che vedono Piazza Pichi a  Iglesias, gremirsi in una sera d’estate per sentir parlare di filosofia e responsabilità.

A come Aperitivo e Agosto: Continua la rassegna de “Gli aperitivi Filosofici” con Cartesio e la sua consapevolezza e con l’autonomia di Immanuel Kant. Un messaggio importante, in collaborazione con il Big Blue Festival, è stato il nostro NO alla plastica. Abbiamo cercato di sensibilizzare sulla questione dell’inquinamento, dando per primi il buon esempio. I nostri aperitivi sono stati oltre che filosofici, anche ecologici. Niente cannucce di plastica per i nostri drink, ma una valida alternativa: gli Ziti.

S come Seminare e Settembre: In collaborazione con il Comune di Iglesias e Legambiente, partecipiamo a “Puliamo il mondo” nella spiaggia di Masua. Andiamo incontro alla poesia, dandole nuova luce con Stefania Congiu e la sua prima raccolta “L’elefante tra gli ombrellini”. Un esordio ricco di emozioni alla Biblioteca Comunale di Iglesias e un percorso che continua alla Storytelling Libreria sala da Tè e sotto la luna piena nell’azienda agricola Donne Rurali di Villamassargia.

E’ Settembre quando viene inaugurata la sede di Argonautilus con il primo de “I mercoledì di Argonautilus“. Una festa dall’aria tropicale che saluta l’estate, dove scorrono fiumi di persone, parole e sangria. Abbiamo festeggiato insieme l’uscita del nuovo libro di Khaled Hosseini, “Preghiera del mare”, con la prefazione di Roberto Saviano, edito da Sem, Società Editrice Milanese. E in pochi mesi è diventato un appuntamento fisso che gira attorno ai libri,  un’occasione per incontrarsi e stare insieme, come sempre più spesso ci si dimentica di fare.

O come Obiettivo e Ottobre: Il secondo de “I mercoledì di Argonautilus” presenta il nascente Argo Circolo Letterario, con due gruppi di lettura: Fantadìa per i bambini e In Libro Veritas per gli adulti. E’ un percorso che si snoda da Ottobre a Maggio, con un incontro mensile in cui si parla di libri, lettura e laboratori per i più piccoli;  uno spazio aperto al dialogo sui diversi modi di “leggere” la vita. Molto importante la rinnovata collaborazione con le librerie aderenti alla Fiera del Libro di Iglesias: Mondadori Bookstore, Libreria Simona, Fumetteria Altrove, Libreria Duomo di Iglesias; Storytelling Libreria Sala da Tè di Gonnesa; Libreria Cossu di Carbonia.

N come Novità e Novembre: Comincia effettivamente l’attività dell’Argo Circolo Letterario, con il primo incontro dei due gruppi di lettura e con un evento extra realizzato in collaborazione con la Fumetteria Altrove di Iglesias. “Mondi Altrove, uno sguardo alle graphic novel e all’opera di Neil Gaiman “Sandman”, a cura di Cristian e Serena. La Biblioteca Comunale di Iglesias ospita “Il viaggio incantato” di Claudia Desogus. Dal 25 al 29 Novembre siamo stati lieti di avere con noi un gradito ritorno: l’autore, amico Daniele Aristarco, in quattro, intense giornate, che sembra siano cominciate molto tempo fa e che difficilmente potranno dirsi finite.  Abbiamo macinato ore e chilometri nei comuni del Sulcis, spingendoci fino alla provincia di Oristano. Iglesias, Gonnesa, Santadi, Tratalias, Portoscuso, Villamassargia, Zeddiani. Siamo entrati in punta di piedi nelle  scuole elementari, medie e superiori; nelle  biblioteche e librerie dei comuni partner della Fiera del libro di Iglesias. Guidati dal suo libro “Fake, non è vero ma ci credo” , abbiamo cercato insieme a Quesalid, una o più possibili risposte alla domanda: “Che cos’è la verità?”.

E mentre l’eco di una canzone che è stata colonna sonora della Fiera del Libro di Iglesias 2018, risuona ancora forte nelle orecchie

…ma tra la partenza e il traguardo…
in mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è silenziosamente
costruire

le nostre menti sono già proiettate a quello che sarà il tema della prossima edizione, la Fiera del libro di Iglesias 2019, “Quid Est Veritas?”

D come Doni e Dicembre: la sala Lepori ospita Clelia Martuzzu con il suo libro “Un volo nel passato” edito da Condaghes. Torna a trovarci l’autrice Cristina Caboni che porta il suo nuovo libro “La stanza della Tessitrice” alla Storytelling libreria sala da tè per un firmacopie accompagnato da un buon tè ealla Biblioteca Comunale di Iglesias. Antonio Maccioni nel comune di Portoscuso, presenta il suo nuovo libro “I luoghi e i racconti più strani della Sardegna” edito da Newton Compton. Alla Storytelling Libreria Sala da Tè di Gonnesa ci siamo riuniti per la seconda edizione del “Tè letterario sotto l’albero”. Ci siamo scaldati attorno a tazze fumanti e letture a tema. Mercoledì 19 Dicembre ha chiuso questa carrellata di eventi con l’ultimo  “Mercoledì di Argonautilus” dell’anno dove abbiamo trasmesso un messaggio importante che speriamo abbia fatto breccia ovunque: “Per Natale regalate libri”. Molti autori, editori e librai, amici e partner della Fiera del Libro di Iglesias, ci hanno regalato brevi videoclip in cui hanno consigiato uno o più libri da lasciare sotto l’albero. In questo giorno di festa, nella sede di Argonautilus ci siamo scambiati sorrisi, abbracci, doni. Ci siamo scambiati libri e tacite promesse per il futuro. E così, con il cuore pieno ma inspiegabilmente leggero, siamo pronti a salutare quest’anno e tutto ciò che abbiamo costruito, insieme. E senza smettere mai di esplorare, partiremo alla ricerca della Verità. Siete tutti invitati a venire con noi, per sentirci parte di una rete sempre più solida e intraprendere insieme un nuovo viaggio, pieno di scoperte.

Nella breve attesa, Felice anno a tutte e tutti voi da Argonautilus.

© Erika Carta

Qualcosa di tutto. Argonaute a Roma.

Vi siete mai guardati negli occhi?

No, non guardati allo specchio, che quello è facile… lo fanno tutti.

Proprio negli occhi, intendo.

A me è capitato nel viaggio in treno che mi riportava all’aeroporto.

I bordi del mondo fuori dal finestrino si sono scoloriti e allora ho incrociato il mio sguardo, ho messo a fuoco me stessa.

Non ho potuto far altro che sorridere, ancora.

Quel che ci ho visto dentro sono state le lucine di autentica gioia che in nessun modo posso, né tanto meno voglio nascondere.

 

Qualche settimana prima avevo ricevuto una telefonata: “Vieni a Roma?”

Quante volte ci avevo pensato, a quella Roma vista soltanto una volta, desiderio inconscio e realtà imprigionata nel cuore per sempre.

“Impossibile” avevo risposto.

Ma la spinta alla vita, certe volte, fa tutto da sé.

Siamo partite, in veste per metà Lettrici e per metà Argonaute, che poi è un po’ come dire che siamo partite così, come siamo.

Qualcosa era nell’aria, Qualcosa stava per succedere.

E non una cosa qualunque, una cosa abbastanza.

Qualcosa di Troppo, come sempre quando  ci sono in pista le emozioni che ballano.

Come la principessa nata da Qualcuno di Importante e Una di noi, ma ancora prima dalla penna di Chiara Gamberale.

Sarebbe stato troppo poco lasciarla soltanto scritta tra le pagine di un libro.

L’abbiamo vista nel suo ingresso sopra il palco di un teatro, il Piccolo Eliseo, gridare: IO ESISTO!

Siamo arrivate mentre il cielo di Roma piovigginava leggero.

Bizzarro come cambia la percezione del tempo quando si è felici. Il mio si dilata.

Tutti abbiamo il cuore a groviera, per qualcosa di brutto che ci è accaduto. Ma se impariamo a lasciare in pace quel buco e a vederlo come un passaggio segreto non ne saremo sovrastati e rimarrà lo spazio per tutte quelle cose luminose che ci carezzano.

Qualcosa è accaduto. Incontri inaspettati e piacevoli chiacchierate. Incontri vecchi e sempre belli. Incontri nuovi, fatti di sorrisi, abbracci e dediche. Poche parole scambiate su terreni promettenti. Sogni incrociati che forse prima temevo persino di avere. Se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto che in un sabato qualunque sarei stata seduta sulla poltrona di un teatro a parlare di libri.

La fede è un concetto così controverso, eppure esiste. E la mia è credere fermamente al potere di questo ammasso di carta e parole. E a ciò che irradia tutto intorno.

E poi… poi Roma.

Antica città, grondante di bellezza che di nuovo mi ha lasciata senza fiato. La meraviglia di scoprirne la grandezza  passeggiando sulle sue strade come fosse la prima volta, i piedi dolenti e gli zigomi all’insù.

Dietro ogni angolo un’immensità che riempie gli occhi.

Quanti se ne sono posati sulle tue pietre di storia.

Luci nuove, luci riflesse.

Un giorno durato un minuto o forse una vita intera, fuori da ogni tempo.

 

Siamo tornate alla base inevitabilmente più ricche, come sempre accade quando si intraprende un viaggio.

E in valigia con noi abbiamo portato nuovi SÌ di speranza per il futuro.

 

 

 

Gioia a profusione

“Non sto più nella pelle”.

Mi è sempre piaciuta questa espressione, trovo sia la descrizione che più si avvicina a come sta davvero la realtà, alcune volte.

Senti che qualcosa custodito profondamente nel tempo, scalpita con frenesia battendo più forte perfino del cuore. Si proietta fuori, verso ciò che sarà ma che ancora non è.

Chiassoso, difficile da contenere. Abbatte gli argini e straripa in libertà.

Non sto più nella pelle.

Poi succede che il volume esterno i cui decibel non si possono quantificare, sfuma fino a diventare sussurro unanime, quasi playback.

Non senti nient’altro che brividi in quella pelle ricongiunta finalmente a te stesso.

Succede, quando entri al Salone Internazionale del libro di Torino.

E ti rendi conto dell’immensa fortuna e di “come spesso basti un viaggio, pochi

grammi di coraggio”, per varcare la porta di un sogno.

144.386, scrive il direttore Nicola Lagioia. Anime come te, riunite sotto il tetto del Lingotto Fiere a camminare tra padiglioni di libri e persone, in flussi multidirezionali.

È pazzesco.

Diventa un luogo amplificato, senza tempo. Ti muovi veloce cercando di tenere il passo con gli occhi che schizzano fuori per cercare di carpire ogni dettaglio.

Ogni tanto una voce nella testa ti ricorda che sei davvero lì, perché non è facile crederci.

Te ne vai stanco, ti duole ogni muscolo, fischiano le orecchie, se chiudi gli occhi vedi pile di libri e passi svelti.

Vorresti riposarti a un certo punto, ma sei una bomba di energia sull’orlo dell’esplosione, che quando esplode ti rende suscettibile e insopportabile.

Ma poi ridi. Di gioia a profusione.

Succede tutto questo e di più quando oltre ad andare per la prima volta al Salone internazionale del libro di Torino, ci vai con un gruppo che non è soltanto un’Associazione Culturale, ma una rete di amici. Un gruppo di Argonauti coraggiosi che stanno gettando basi solide per creare qualcosa di sempre più grande: la diffusione della cultura, la cultura del libro, della lettura, della condivisione e della costruzione di mondi perpendicolari e paralleli.

La Fiera del Libro di Iglesias 2018, partner del Superfestival, diventa una goccia nel grande mare di una realtà come quella di Torino, in questa sua 31esima edizione.

Il mare intorno.

Ispirato al romanzo dell’autore sardo Giulio Angioni, è questo il titolo dell’evento che vede il cuore pulsante di Argonautilus raccontare cosa c’è sotto l’organizzazione di una fiera letteraria in una città come Iglesias. In particolare il balzo di crescita che ha fatto in questa sua terza edizione, guidata dal tema Costruire – Nec sine labore.

E si ricrea un po’ di quella magia.

Ancora una volta a riunirsi in festa, per narrare, sono state le persone. L’Assessore alla Cultura, vicesindaco di Iglesias Simone Franceschi; Marco Belli, Livio Milanesio, Chiara Cuttica, Diego Galdino, Daniele Aristarco: autori ed editori presenti in Fiera a Iglesias, che sono arrivati come ospiti e sono andati via come amici hanno raccontato la loro esperienza, mentre in sottofondo scorreva il video, realizzato da Valentino Film the Life, dei quattro giorni di Aprile in cui si è svolta. Momenti immortalati e salvati per sempre.

Tutto questo ha portato davvero un’altra boccata di orgoglio.

Ha arricchito notevolmente il bagaglio con cui ero partita, incontro a questa nuova avventura. C’è sempre tempo per emozionarsi, per imparare, ricevere e donare.

C’è sempre vita nello spazio culturale.

©Erika Carta

Libri: veicolo di emozioni.

Spesso mi sono trovata, come altri prima di me, a elogiare i pregi della mia generazione, classe 1985, a discapito dei giovani di oggi. Questo, oltre a farmi sentire vecchia e antica, come altri prima di me, mi ha lasciato in bocca un retrogusto amaro condito con abbondante preoccupazione per il futuro.
Ho avuto piacevolmente modo di ricredermi.
Ho assistito in prima persona a uno degli incontri che vanno avanti da qualche tempo all’istituto Baudi di Vesme , un progetto della professoressa Federica Musu in collaborazione  con l’Associazione Argonautilus, in seno alla fiera del libro di Iglesias 2018.
Il progetto, ribattezzato “Costruire Emozioni” , si occupa di sondare il terreno dell’educazione sentimentale, questa sconosciuta.
Un reciproco scambio di informazioni, opinioni, domande e risposte tra i ragazzi e le ragazze delle classi IV e V e gli adulti di riferimento che ricoprono il ruolo di insegnante, come Federica Musu.
Veicolo del dibattito: i libri. Potentissima arma, associata per lo più alla scuola, allo studio, ma spesso sottovalutata perfino dagli adulti.
I testi sui quali i ragazzi stanno lavorando sono L’ira di Venere dello scrittore Piergiorgio Pulixi e La consistenza dell’acqua della scrittrice Eleonora Carta.
Si parte dalla lettura di alcuni passi, dando importanza anche ai dialoghi, e si arriva a discutere, a interrogarsi sui vari aspetti che emergono.
Si cerca di sondare le reazioni dei giovani a situazioni più o meno comuni. Prendendo spunto per esempio da alcune pagine de La consistenza dell’acqua si sono analizzati i rapporti interpersonali sulla sfera privata o i ruoli ricoperti nella società, che possono essere asimmetrici come quelli tra studenti e insegnanti oppure tra i coetanei stessi.
Si prendono in considerazione situazioni problematiche se non addirittura morbose, come in alcuni racconti descritti da Piergiorgio Pulixi ne L’ira di Venere.
L’intento formativo è quello di stimolare la discussione, avvicinando temi che in alcuni casi vengono evitati sia a scuola che in casa, spingere i ragazzi e le ragazze a prenderne atto con consapevolezza. Spronarli a mettersi in gioco tramite la comunicazione, la libertà di espressione delle proprie opinioni, la condivisione e il confronto anche di fronte a occhi e orecchie adulte, accorciando per quanto possibile il divario tra le età e le cariche ricoperte.
Quello che è emerso davanti ai miei occhi di giovane ma non più tanto giovane e adulta ma con ancora lo spirito dell’isola che non c’è, è che i ragazzi di oggi come me e gli altri prima di me, a quell’età hanno tutti le stesse paure, insicurezze e fragilità o talvolta sicurezze, convinzioni, reazioni infantili o mature.
È una continua scoperta, un terreno da esplorare e coltivare con cura.

©Erika Carta

Idee in Costruzione

“Nessuno ti regala nulla”

“Niente succede per caso”

“Le cose non cadono dal cielo”

Eppure… Eppure.

Succede che una sera di Giugno prendo posto tra una fila di sedie in plastica blu nel giardino della biblioteca comunale. Lo avevano aperto da qualche tempo ed era veramente carino, con alcuni tavoli sistemati per lo studio, panche per la lettura e le aiuole curate,  con piantine di verbena verdi e profumate. Il sole si rifletteva nei vetri delle finestre che davano sulle sale interne, la calura estiva si svelava appena, era piacevole sulla pelle. Attendevo un po’ spaesata l’inizio dell’evento, mancavano pochi minuti ormai. Non sapevo cosa aspettarmi, non ricordavo di aver mai partecipato alla presentazione di un libro.

C’era un tavolino con sopra una pila di copie del libro, con copertina e titolo accattivanti: “La consistenza dell’acqua”. Una delle bibliotecarie era pronta a dirigere la presentazione e poi c’era l’autrice, una ragazza dalla carnagione chiara con occhiali da sole a contenere qualche ciocca dei lunghi capelli biondi. Diffondeva un’aura che per me aveva già qualcosa di magico. Era una scrittrice, cavolo. Vera, in carne e ossa, aveva scritto un libro vero ed era lì per parlarne con noi. Divenne subito una chiacchierata amichevole: dapprima qualche informazione  sugli studi e le occupazioni; domande sulla trama; poi scavando più a fondo, i perché. Il lavoro che sta dietro alla costruzione delle parole, come prendono vita i personaggi e le loro storie; letture a voce alta tratte dal libro.

Rimasi affascinata da ogni singola parola, nella testa già danzavano sogni e nell’aria correva una certa elettricità che mi faceva sentire nel posto giusto al momento giusto. Una sensazione che provavo davvero di rado in quel periodo. A fine serata mi avvicinai da lei con la mia copia tra le mani e oltre ai complimenti mi venne naturale parlarle di me e di quel che avrei desiderato fare. La sua dedica, un augurio per realizzare i miei sogni.

La rincontrai qualche mese dopo a un’altra presentazione, sempre alla biblioteca, ma nella sala interna. Quella  volta era in veste di relatrice. “La custode del miele e delle api” : un’altra autrice, un’altra storia a prendere vita dentro quelle mura e sempre lo stesso sogno a scoppiare dentro la mia testa. L’inverno volgeva al termine e già si vociferava di una fiera del libro per la prima volta nella mia città, nel mese di Aprile. Fu la relatrice a parlarne ai presenti una volta terminata la presentazione. Faceva parte di un’associazione culturale dal nome strano, Argonautilus, che avrebbe organizzato questo grande evento.

Anche quella sera mi avvicinai. Raccolsi il coraggio a due mani, presentandomi e chiedendole approfondimenti. Mi riconobbe, ricordava di avermi vista tra il suo pubblico. Che piacere inaspettato. Le dissi anche che se avessero avuto bisogno di una mano per l’organizzazione io sarei stata disponibile.

Non so da dove venisse fuori tanta audacia, da me che solitamente stavo nascosta dietro dubbi e paure. Avvertivo una spinta di energia verso il mondo che quella ragazza aveva aperto. Un’esplosione di parole e colori in movimento. Lo sentivo mio più che mai, perché già mi rendevo conto che era popolato. Non potevo ancora sapere quanto .

Non sapevo ancora che avrei seguito tantissime altre presentazioni come quella, che avrei conosciuto altri lettori come me, autori, autrici, librai e sentito parlare di editoria, case editrici e di mondi d’arte collegati tra loro. In quella sera d’inverno, dopo aver ascoltato l’autrice, non avrei mai immaginato che un giorno sarei stata io stessa correlatrice alla presentazione del suo ultimo libro. O che mi sarei iscritta a un corso di editoria e avrei partecipato a un concorso letterario con un racconto tutto mio, vincendo il primo premio. Le mie di parole, dentro un libro.

Ma soprattutto non sapevo che sarei entrata a far parte di un gruppo di persone che sarebbero diventate il tizzone ardente della mia ispirazione continua. Perché è questo. Relazionarsi, conoscere, imparare. Dare qualcosa del proprio io, ricevere e sentirsi parte di una rete in evoluzione, proiettata al futuro e alla costruzione di cose belle.

Si può fare la differenza.

Non è vero che nessuno ti regala nulla, ci sono persone che donano il loro tempo per raggiungere obiettivi comuni. Non è vero che niente succede per caso. Le cose cadono anche dal cielo, con un po’ di fortuna, l’importante è saperle cogliere e soprattutto coltivarle con impegno e dedizione. La fatica, quella verrà certamente ripagata e quando si otterrà qualcosa per cui si è lottato, avrà un significato diverso e una ricchezza inquantificabile.

 

©Erika Carta

 

 

ArgoNautilus al Festival della Scienza di Iglesias

“Bambini, secondo voi cos’è l’intelligenza?”
Mormorii sommessi, qualche risposta coraggiosa soffiata a bassa voce.
“È chiedersi sempre perché” risponde il professore Massimo Lumini, affascinando loro, e non solo.
Così, muoviamo i passi dentro quelle che abbiamo chiamato “Le stanze della mente di un ricercatore”.

Festival della Scienza alla “E. D’Arborea di Iglesias”, a cura dell’Associazione Agorà – I locali della scuola hanno accolto mostre e laboratori che hanno permesso ai visitatori di entrare a sbirciare il mondo di Massimo Lumini,che con le sue ricerche, studi e parole, lega passato presente e futuro. Alcuni allievi del professore hanno fatto esperimenti sull’infinitamente piccolo, con le lenti Blips che trasformano qualsiasi cellulare in un microscopio. In un’altra aula la Dottoressa Maria Salvador Fernandez ha intrattenuto gli ospiti con un bellissimo laboratorio sul magnetismo.

Le ragazze del Liceo Scientifico di Iglesias hanno illustrato quelle che sono le definizioni e i fondamenti della biomimetica, nella mostra “Biomimetica: A lezione dalla natura”. Un arduo compito, cercare di attirare l’attenzione dei più piccoli delle classi elementari. E spiegare loro quanta importanza ha la Natura. Spingerli a capire quanto si può imparare, semplicemente prestando attenzione agli elementi della natura, e quanto abbia ancora da darci: soluzioni a impatto zero per i problemi dell’uomo moderno, già scritte e sperimentate in secoli di evoluzione. Pronte da essere utilizzate.

Noi dell’Associazione Argonautilus, ci siamo occupati della mostra “Wunderkammer 2.0 – nelle stanze della mente di un ricercatore”. La parola, di origine tedesca, significa “Camera Delle Meraviglie” e si riferisce ai luoghi in cui, tra il XVI e il XVIII secolo, venivano esposte raccolte di oggetti straordinari, atte a suscitare la meraviglia dei visitatori. Abbiamo raccontato alle classi che sono venute a trovarci, che alla fine del 1600, quando erano ancora pochi a poter viaggiare su e giù per il mondo, le “Camere delle Meraviglie” divennero antesignane dei musei: stanze piene di oggetti con caratteristiche particolari, nuove e sconosciute, creati dalla natura o talvolta dall’uomo. Libri, piante essiccate, resti di animali o interi animali esotici imbalsamati, reperti archeologici, pietre, manufatti, fino a esempi di deformità in natura, o perfino “falsi” storici come le riproduzioni di animali mai esistiti. Le collezioni, occupavano tutto lo spazio disponibile: riempivano le scansie, i cassetti e tutta la superficie degli espositori, pendevano dal soffitto, stavano appesi alle pareti. Oltre alla natura degli oggetti, era anche la loro quantità e dover meravigliare.

Invece, la nostra Wunderkammer 2.0 (dopo la prima Wunderkammer, creata per la Fiera del Libro di Iglesias 2017 e riproposta al Big Blue Festival 2017) doveva condurre i visitatori dentro le stanze e la mente di un ricercatore. E noi, attraverso un filo di lana rosso, abbiamo guidato bambini e ragazzi nel percorso di libri, appunti, studi e scoperte del nostro Massimo Lumini. Egli stesso ha illustrato una piccola parte delle meraviglie nascoste dietro ai suoi occhi, capaci di osservare la natura, stupendosi ancora e ogni giorno, davanti ai suoi misteri.

Ha parlato di un piccolo omino dentro il suo cervello che lo tiene sveglio chiedendogli sempre: “Perchè?”

A quel punto, si è creata magia. Abbiamo assistito, rapiti, all’annullarsi della differenza di età tra uno studioso di grande esperienza e i piccoli che lo ascoltavano persi nelle sue parole.

Poi è stato un gioco da ragazzi “intervistare” le classi, generando imprevedibili associazione di idee.

“ Quali impressioni e sensazioni ha suscitato in voi, ciò che avete visto e ascoltato?”

“Se aveste la possibilità di possedere una vostra Wunderkammer, quali tesori raccogliereste al suo interno?”

È stato un susseguirsi di risposte, dapprima sussurrate timidamente poi gridate in un’esplosione: “Una paperella volante” , “Mare in barattolo” “Libri antichi” “Scheletri di animali”! Spunti, pensieri che si ispiravano l’un l’altro.

Giornate ricche di insegnamenti, e d’arte. Mi piace pensare che i bambini e ragazzi che sono passati al nostro Festival della Scienza, siano tornati a casa con la mente piena di colori e di “perché”. E sono sicura che lezioni così, lontani dai banchi di scuola, con maestri come Massimo Lumini, abbiano un impatto diverso sulla voglia di studiare, conoscere, imparare e soprattutto MERAVIGLIARSI.

©Erika Carta

La scoperta di Lake

Importante scoperta.

Orrenford e Watkins,  lavorando nel sottosuolo con le lampade, hanno trovato un mostruoso fossile dalla forma cilindrica, di natura sconosciuta, probabilmente un vegetale o un esemplare marino di forma radiale e cresciuto in modo abnorme. Il tessuto ha probabilmente resistito per la presenza di sali minerali. È resistente come il cuoio, ma in certi punti conserva un’elasticità sorprendente. Ci sono segni di lacerazioni alle estremità e ai lati. Da un capo all’altro è lungo oltre un metro e ottanta e al centro ha un diametro di un metro che diminuisce progressivamente fino a trentacinque centimetri sulle estremità. Pare una botte con cinque spigoli sporgenti in sostituzione delle doghe. Al centro di questi spigoli, si annoverano delle appendici laterali simili a steli sottili. Nelle scanalature tra questi vi sono bizzarre escrescenze: creste oppure ali che si ripiegano e si estendono a ventagli. Sono tutte molto danneggiate tranne una che pare larga quasi un paio di metri. Queste ali appaiono come membrane tese su una struttura a intelaiatura di condotti glandolari. Si rilevano piccoli orifizi sull’ossatura a cono che si trova al limitare delle ali.

[…]

da H.P. Lovecraft. Le montagne della follia.

L’ispirazione proviene dalla visita alla Grotta di Santa Barbara, Miniera di San Giovanni, Iglesias.