Il nostro Gioco del Mondo.

“Il tempo vola, quando leggi”.

“Finché scrivete ciò che desiderate scrivere, questo è tutto ciò che conta”.

“La letteratura contemporanea ha un compito antico: mostrarci quello che abbiamo sotto gli occhi”

Camminando per il Salone Internazionale del Libro di Torino, capita di fermare i propri passi davanti a frasi, citazioni come queste.

Pit stop di consapevolezza.

“Non puoi comprare la felicità, ma puoi comprare un libro che è praticamente la stessa cosa”.

Felicità. È sempre, esattamente questa, la parola che spicca tra le tante nella mia testa, quando penso ai libri. Lettere che rimbombano al suono delle centinaia, migliaia di voci che in questi giorni hanno fatto da sottofondo al mio incedere.

I libri. Ammassi di carta, storie, prodotti commerciali, certo.

Eppure, c’è tutto un mondo che si muove intorno. Dannatamente bello e maledetto.

E movimento, ora, mi sembra la parola più adatta a descrivere ciò che è la Fiera del Libro di Iglesias. Per il secondo anno, ospite dello spazio Super Festival al Salone Internazionale del Libro, per l’evento “Il mare intorno”, non a caso. Sul monitor scorrevano le immagini della quarta edizione della nostra Fiera appena trascorsa, immortalate da Valentino Film the Life, e al tavolo sedevano Eleonora Carta, Maurizio Cristella, Marco Belli, Riccardo Cavallero e Mara Facchetti a parlare di ciò che è stata e a cosa ha portato. Perché è importante l’evento in sé, ma forse ancor più, l’effetto che genera in seguito. E man mano che procede lungo il corso del tempo, la Fiera del Libro di Iglesias evolve, cura i rapporti instaurati e si apre a nuove conoscenze aggiungendole alla rete, che si fa sempre più solida.

E proprio al Salone Internazionale del Libro di Torino è stata presentata la neonata Rete Pym.

Rete di Fiere e Festival che si svolgono indipendentemente in vari punti del territorio italiano e che si uniscono come stelle di una costellazione, in gemellaggi che sanno di buono, che operano insieme per diffondere la lettura come strumento di benessere individuale e sociale.

Fiera del Libro di Iglesias, Elba Book Festival, Festival Giallo Garda, Piccolo Festival dell’Animazione di Pordenone.

Luoghi, isole, piazze, città… persone, perché è da lì che si parte.

Ed è importante essere consapevoli, dall’interno e all’esterno, che si può e si deve crescere, e che per far in modo che ciò sia possibile è necessario unire le forze, incontrarsi, parlarne, raccontarsi.

Immancabilmente, i libri e tutto ciò che è costruito intorno a questi, sono potente veicolo di diffusione, cassa di risonanza che produce di continuo sistemi di causa ed effetto, e perché no, che genera sempre “gioia a profusione”.

E quale luogo, fisico e non, meglio del Salone Internazionale del Libro di Torino, può accogliere tutte queste realtà dinamiche?

Micro mondo, sospeso in una dimensione che seppur caotica, o forse proprio per questo, sa di Gioco del Mondo per chi è del settore.

Sa di magia per chi chiude gli occhi quando inala il profumo di un libro e per chi, semplicemente, sogna.

©Erika Carta

Quid est Veritas?

Agosto 2018.

Una pioggia insolita aveva da poco finito di urlare, fuori, nello spazio aperto e bello dell’Antica Tonnara di Portoscuso.

Il Big Blue Festival si apprestava a terminare con una cena, tra ospiti, amici ed emozioni a caldo.

A un certo punto, Eleonora si alza in piedi e annuncia: “Per chi volesse cominciare a pensarci, il tema della prossima edizione della Fiera del Libro di Iglesias sarà… “Quid est Veritas?”.

Quid est Veritas? È la domanda che Ponzio Pilato rivolge a Gesù nel Vangelo secondo Giovanni, chiedendo di “rendere testimonianza alla verità”.

Che cos’è la verità? Se lo si chiede a una sola persona, difficilmente si può ottenere risposta. O meglio, le parole dette dal singolo si perderebbero, come pochi granelli di sabbia che fanno mulinello assieme al vento. Nei quattro giorni appena trascorsi alla Fiera del Libro di Iglesias 2019, abbiamo cercato di rispondere a questa domanda; di scomporre, sviscerare, analizzare e ricomporre la verità in ogni sua sfaccettatura; di guardarla da tutte le angolazioni. Ma questo viaggio comincia in un tempo che è difficile collocare con precisione.

Si potrebbe dire che “chi legge” è da sempre alla ricerca della verità, dove tra le parole scritte da altri spera di trovare uno spiraglio riflesso della propria, o al contrario uno schiaffo che risveglia la coscienza e sconfina in territori inesplorati, fomentando “il seme del dubbio”.

Per quanto ci riguarda, possiamo affermare di esserci aggregati, un giorno e di aver camminato fianco a fianco nella stessa direzione, se pure calcando passi differenti. Abbiamo cercato la verità nella “Cultura a km 0”, nella “Padrona della festa”, la nostra Terra, che sempre celebriamo nella sua giornata, il 22 Aprile. L’abbiamo trovata in ogni brandello lasciato per strada, nelle orme di un percorso che insieme ad altri non smetteremo mai di “Costruire”.

Vorrei partire da un concetto che considero fondamentale e che arriva dall’analisi fatta al connubio “verità e giustizia”, con uno sguardo profondo e di attenzione delicata a quello che dovrebbe essere punto di partenza della verità: l’ascolto. Mi correggo: il sentire. Prendersi carico delle verità altrui, farle proprie, per una comprensione a trecentosessanta gradi. Soprattutto per non diventare anestetizzati e sordi.

Abbiamo affiancato il tema della verità alla filosofia, a quel grande punto di domanda che si può considerare padre dell’attuale genere “noir”; alla scienza, alla poesia, alla lettura, quella silenziosa e quella ad Alta Voce; allo sport, anche quello estremo che è facile da giudicare, impossibile da comprendere appieno, pur ascoltando la testimonianza di un uomo, uno sportivo che ci ha parlato della sua “vita oltre”.

Ci siamo addentrati nel mondo scomposto e sempre più indecifrabile della comunicazione e dell’informazione che in un numero crescente di casi diventa disinformazione: vera bugia che pretende di vestire i panni di falsa verità.

Ci siamo resi conto di quanta verità è presente nei mondi immaginari disegnati con maestria dagli autori di graphic novel e di come, anche in questo caso, i messaggi vengano trasmessi attraverso forme d’arte differenti.

Abbiamo gettato reti su altre reti, guardato nascere e sigillato la collaborazione con Festiva Letterari che ci piace chiamare “gemelli”.

Un grande spazio di espressione e manipolazione consapevole è stato lasciato ai bambini, che loro, di verità, ne sono esperti osservatori e custodi. Forti delle nostre radici, ci siamo cullati nella storia e nelle tradizioni che ci contraddistinguono, apportando però nuovo sapere e sentendoci cittadini di mondi simili… se osservati tutti da vicino.

Come ogni anno, una particolare e sentita importanza è stata dedicata alla ricorrenza della Liberazione, nella giornata del 25 Aprile. Abbiamo pensato, letto, cantato di resistenza, e ascoltato parole rimaste impresse sulla carta così come sui cuori, per non permettere mai alla nostra memoria di stendere oblio su ciò che è stato. Siamo tutti un po’ “Giulia”: impariamo a sapere, a ricordare, a dissentire. Siamo tutti un po’ “Giordano”: impariamo a stare calmi.

Non so se, alla fine della fiera, abbiamo trovato una risposta alla nostra domanda, “Quid est Veritas?”, ma siamo sicuramente certi che non v’è unicità, ed è particolarmente stolto colui o colei che crede di conoscerla in toto, o peggio… di possederla. Come detto più volte, noi pensiamo che la Verità sia di tutti e che l’interrogativo possa rimanere aperto, ancora da scoprire. Soltanto muovendoci insieme potremo diventare esploratori e guide, sentirci coinvolti e mettere non un solo punto, ma creare sempre diversi e nuovi nodi nella medesima rete; seminare su terreni fertili di bellezza, lasciando al margine sterili aridità.

Posso dire che io immagino la verità come una delle entità più razionali che ci siano, eppure so che la mia parte affonda le sue (o le mie) radici in un groviglio inestricabile di emozioni e che sarà sempre questo il mio contributo alla verità collettiva.

Motivazione Ambulante

In queste giornate ho assistito a qualcosa che sa molto di magia ma che è tutto frutto di fatiche terrene.

Ho due parole. E ho deciso di usarle insieme.

Motivazione Ambulante.

Non si tratta di vivere sulle nuvole ed esser ciechi alla realtà. La vediamo bene, altroché. Non solo. Ce l’abbiamo sulla pelle, scotta e ci fa tremare. Prevalgono sentimenti di paura, disillusione e impotenza all’ordine del quotidiano.

Eppure, quando ci si ritrova seduti in cerchio a parlarne, credo si metta in atto la prima forma di lotta buona che rende le cose possibili.

Soltanto il fatto di esserci, non soltanto occupando una sedia ma presenti per davvero, insieme a quella passione e determinazione che muovono l’animo e alla voglia di mettersi ancora e sempre in gioco, assume un valore senza eguali.

Chi resiste e chi consapevolmente, nonostante faccia male, invece sa che deve prendere un’altra strada.

Spesso è necessario soltanto guardare le cose da un’altra prospettiva, da un punto di vista che sia al di fuori del vortice di nero in cui per inerzia, tante volte, ci muoviamo.

Ieri, oggi, il nostro LA del pianoforte è stato, come qualcuno l’ha definita, l’energia vulcanica di Chiara Cuttica che ha eruttato parole e idee di senso, una appresso all’altra. Progetti concreti. Scappatoie da attraversare per affrontare la realtà. Dietro ognuna di queste cose, c’è il lavoro di chi ci vede e ci crede.

Diciamocelo chiaramente… una piccola realtà, non può diventare grande dall’oggi al domani. Soprattutto non si può pensare che questo avvenga senza sacrifici e tentativi.

Eravamo tutti lì a raccogliere piccole perle di entusiasmo, ancora semi da piantare e di cui prenderci cura, sperando sempre di poter godere, un giorno, di fiori sbocciati e prati enormi a perdita d’occhio.

Perché non provarci di nuovo, ancora, in altri modi che magari non avevamo considerato? In certi casi, anche se per brevi lassi di tempo, l’unione fa la forza.

Mi fa venire voglia di crederci. Sempre di più.

Ci sarebbero tante parole che mi verrebbe da urlare ad ALTA VOCE, ma ce n’è una che gira di bocca in bocca, verso chi ha iniziato, da chi cerca di portare avanti l’inizio e viceversa. Rimbalza e diventa sempre più grande. GRAZIE.

Erika Carta

Fiera Off per la Giornata della Memoria

Nel weekend che verrà, per celebrare la Giornata della Memoria, la Fiera Off della Fiera del libro di Iglesias è lieta e orgogliosa di ospitare l’autrice e giornalista Daniela Palumbo.

Si comincerà Sabato 26 Gennaio alle ore 18:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Gonnesa, con la partecipazione della Storytelling Libreria Sala da tè. Avremo l’onore di conoscere IN ANTEPRIMA NAZIONALE il nuovo libro di Daniela Palumbo: “A un passo da un mondo perfetto”, Il Battello a Vapore Edizioni Piemme. Interverranno: il Sindaco di Gonnesa, Hansel Cabiddu, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Federica Olla, l’Assessore al Turisnìmo, Simone Franceschi.

A seguire, Domenica 27 Gennaio, alle ore 18:00 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Iglesias replicheremo con la presentazione del libro “A un passo da un mondo perfetto”. Inoltre i bambini della ex 5°A della Scuola Primaria di Via Roma ci parleranno del libro “Fino a quando la mia stella brillerà” di Liliana Segre, coautrice Daniela Palumbo, Edizioni Piemme. Dialogherà con l’autrice Enrica Ena. Con la collaborazione della libreria Mondadori Bookstore di Iglesias.

“Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza”

Liliana Segre.

Siamo tutti invitati a riflettere, ancora e sempre, su questo importante tema.

Tra pace e dolore

E’ esattamente così che ci siamo sentiti al terzo appuntamento del gruppo di lettura In Libro Veritas, per l’Argo Circolo Letterario.

Sospesi tra la pace e il dolore che emergono dalle pagine di “Una giornata dall’aria antica”, edito dalla Graphe.it.

12 Novembre 2003. Attentato a Nassirya. C’è la Brigata Sassari in quel campo, missione di pace…

L’autrice Antonella Serrenti ha dato voce al suo dolore di madre, alla paura che ha provato in quei momenti concitati dove vacillava e lottava per credere fermamente alla convinzione che suo figlio stesse bene. Poi il sollievo e la paura che dopo anni è svanita soltanto per lasciare il posto al “timore di avere paura”.

Non solo la voce di una madre, ma tutti i racconti in cui l’autrice si è immedesimata, hanno scavato dentro ognuno di noi emozioni forti e contrastanti che sono venute fuori senza freni, vive e condivise.

Perché è sempre questo il potere della parola scritta e raccontata: un viaggio da un cuore a un altro. Ricchezza in circolo.

“E’ una strana giornata, tiepida, tersa ma di un colore che non so definire. Sembra che tutto abbia un’aria antica. Sì, ecco cos’è: una giornata dall’aria antica”.

Antonella Serrenti – Una giornata dall’aria antica.

E noi, cari amici lettori, prendiamo appuntamento al 5 Febbraio per un’altra avventura da scoprire. Ad aspettarci, il confronto “Tra realismo e allegoria” con “Il paradiso degli animali” di David James Poissant, edito da NN Editore.

Buona lettura.

Buon Anno da ArgoNautilus

Dicembre, si sa, è  mese di bilanci: uno spazio sospeso tra il tempo vecchio e quello nuovo, dove ti guardi indietro e acchiappi ogni momento vissuto per custodirlo dentro una valigia che porterai per sempre con te nei viaggi che ancora ti aspettano.

Ed è un bagaglio che pesa di cose belle, di quelle che fanno nascere le lucine  negli occhi e ti spronano a voler fare sempre meglio.

E allora, in attesa di muovere un primo passo pieno di fibrillante aspettativa e nuova speranza  nell’anno che verrà, guardiamocelo un po’ insieme questo 2018, che ancora è qua e ci regala gli ultimi granelli del suo tempo.

2018.

365 giorni nell’anno solare, 50 incontri culturali nell’anno della Fiera Off, la fase permanente e itinerante della Fiera del Libro di Iglesias. Dodici mesi che ci hanno arricchito mentre abbiamo cercato di diffondere l’importanza dei libri, della cultura e della salvezza che questa può e deve rappresentare.

G come Gioia e Gennaio:  Eleonora Carta porta alla Biblioteca Civica “Don Milani” di Falchera, Torino, “L’imputato” edito da Newton Compton.

F come Fratellanza e Febbraio: Al Mondadori Bookstore “I mulini” di Selargius, conosciamo lo scrittore Diego Galdino con il suo “Ti vedo per la prima volta” edito da Sperling e Kupfler. Alla Biblioteca Comunale di Uras, l’autore Gianmichele Lisai presenta “Proverbi e modi di dire della Sardegna” edito da Newton Compton.

M come Movimento e Marzo: l’autrice, amica, Antonella Serrenti racconta “Una giornata dall’aria antica” edito da Graphe.it alla Sala Consiliare del comune di San Giovanni Suergiu, al MIF di Muravera, il museo dedicato a Donna Francesca Sanna Sulis e a Giba, comune partner della Fiera del Libro di Iglesias. Antonio Maccioni, ospite e amico della Fiera del Libro di Iglesias presenta “101 cose della Sardegna che non puoi non sapere”, edito da Newton Compton, alla Storytelling Libreria Sala da Tè di Gonnesa.

Conosciamo l’autore Daniele Aristarco che all’Istituto Paritetico di Cagliari e alla Storytelling libreria sala da tè, inizia a raccontarci qualcosa sugli eroi del suo “Io dico no”, edito da Einaudi Ragazzi. Iglesias si veste di flashmob e nelle strade del centro storico che portano dalla Biblioteca Comunale Niccolò Canelles alle librerie, seguiamo i NO interpretati dai ragazzi dell’istituto superiore, capitanati dalla professoressa Federica Musu. I bambini di quinta elementare, della scuola primaria di Via Roma, di Iglesias, guidati dalla maestra Enrica Ena, preparano un’intervista per l’autore.

A come Amicizia e Aprile. Gli amici dell’associazione Chine Vaganti festeggiano 20 anni con il reading del libro “Certi Maestri”, alla Storytelling Libreria Sala da tè. L’autore Gianmichele Lisai torna per parlare dei suoi libri alla Biblioteca Comunale di Santadi e alla Caserma Allievi Carabinieri Trieste di Iglesias.

Il 22 Aprile ha inizio la terza edizione della Fiera del Libro di Iglesias, perno magico attorno e per il quale tutto si muove. Quattro giorni, fino al 25 Aprile, che diventano cuore pulsante delle attività di Argonautilus. Ma non solo. Si viene a creare un ambiente prolifico che prende vita nelle principali piazze del centro storico di Iglesias, si snoda tra le vie e le persone, si ripercuote nei giorni e nei mesi a seguire. Nascono amicizie, sinergie, terreni fertili per nuove collaborazioni.

M come Mare e Maggio. Argonautilus e la Fiera del Libro di Iglesias, partner del Superfestival al Salone Internazionale del libro di Torino. Un viaggio che è anche un sogno che si realizza, uno spazio nell’evento “Il mare intorno”,  per raccontare il percorso che abbiamo costruito attorno alla Fiera del libro di Iglesias.

L come Libertà e Luglio: Argonautilus partecipa all’evento nazionale Letti di notte, ospitato dalla Storytelling Libreria sala da tè di Gonnesa. A Portoscuso, Gianluca Ales ci racconta il suo “Quinto Round” edito da Imprimatur. L’autore, amico, Piergiorgio Pulixi torna a trovarci alla Storytelling Libreria sala da tè e a “Sa domu antiga” di Santadi, per raccontare il suo ultimo libro “Lo stupore della notte”, edito da Rizzoli. Con Platone, all’Electra Cafè Letterario, inauguriamo “Gli aperitivi Filosofici“, a cura della professoressa Federica Musu, che vedono Piazza Pichi a  Iglesias, gremirsi in una sera d’estate per sentir parlare di filosofia e responsabilità.

A come Aperitivo e Agosto: Continua la rassegna de “Gli aperitivi Filosofici” con Cartesio e la sua consapevolezza e con l’autonomia di Immanuel Kant. Un messaggio importante, in collaborazione con il Big Blue Festival, è stato il nostro NO alla plastica. Abbiamo cercato di sensibilizzare sulla questione dell’inquinamento, dando per primi il buon esempio. I nostri aperitivi sono stati oltre che filosofici, anche ecologici. Niente cannucce di plastica per i nostri drink, ma una valida alternativa: gli Ziti.

S come Seminare e Settembre: In collaborazione con il Comune di Iglesias e Legambiente, partecipiamo a “Puliamo il mondo” nella spiaggia di Masua. Andiamo incontro alla poesia, dandole nuova luce con Stefania Congiu e la sua prima raccolta “L’elefante tra gli ombrellini”. Un esordio ricco di emozioni alla Biblioteca Comunale di Iglesias e un percorso che continua alla Storytelling Libreria sala da Tè e sotto la luna piena nell’azienda agricola Donne Rurali di Villamassargia.

E’ Settembre quando viene inaugurata la sede di Argonautilus con il primo de “I mercoledì di Argonautilus“. Una festa dall’aria tropicale che saluta l’estate, dove scorrono fiumi di persone, parole e sangria. Abbiamo festeggiato insieme l’uscita del nuovo libro di Khaled Hosseini, “Preghiera del mare”, con la prefazione di Roberto Saviano, edito da Sem, Società Editrice Milanese. E in pochi mesi è diventato un appuntamento fisso che gira attorno ai libri,  un’occasione per incontrarsi e stare insieme, come sempre più spesso ci si dimentica di fare.

O come Obiettivo e Ottobre: Il secondo de “I mercoledì di Argonautilus” presenta il nascente Argo Circolo Letterario, con due gruppi di lettura: Fantadìa per i bambini e In Libro Veritas per gli adulti. E’ un percorso che si snoda da Ottobre a Maggio, con un incontro mensile in cui si parla di libri, lettura e laboratori per i più piccoli;  uno spazio aperto al dialogo sui diversi modi di “leggere” la vita. Molto importante la rinnovata collaborazione con le librerie aderenti alla Fiera del Libro di Iglesias: Mondadori Bookstore, Libreria Simona, Fumetteria Altrove, Libreria Duomo di Iglesias; Storytelling Libreria Sala da Tè di Gonnesa; Libreria Cossu di Carbonia.

N come Novità e Novembre: Comincia effettivamente l’attività dell’Argo Circolo Letterario, con il primo incontro dei due gruppi di lettura e con un evento extra realizzato in collaborazione con la Fumetteria Altrove di Iglesias. “Mondi Altrove, uno sguardo alle graphic novel e all’opera di Neil Gaiman “Sandman”, a cura di Cristian e Serena. La Biblioteca Comunale di Iglesias ospita “Il viaggio incantato” di Claudia Desogus. Dal 25 al 29 Novembre siamo stati lieti di avere con noi un gradito ritorno: l’autore, amico Daniele Aristarco, in quattro, intense giornate, che sembra siano cominciate molto tempo fa e che difficilmente potranno dirsi finite.  Abbiamo macinato ore e chilometri nei comuni del Sulcis, spingendoci fino alla provincia di Oristano. Iglesias, Gonnesa, Santadi, Tratalias, Portoscuso, Villamassargia, Zeddiani. Siamo entrati in punta di piedi nelle  scuole elementari, medie e superiori; nelle  biblioteche e librerie dei comuni partner della Fiera del libro di Iglesias. Guidati dal suo libro “Fake, non è vero ma ci credo” , abbiamo cercato insieme a Quesalid, una o più possibili risposte alla domanda: “Che cos’è la verità?”.

E mentre l’eco di una canzone che è stata colonna sonora della Fiera del Libro di Iglesias 2018, risuona ancora forte nelle orecchie

…ma tra la partenza e il traguardo…
in mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è silenziosamente
costruire

le nostre menti sono già proiettate a quello che sarà il tema della prossima edizione, la Fiera del libro di Iglesias 2019, “Quid Est Veritas?”

D come Doni e Dicembre: la sala Lepori ospita Clelia Martuzzu con il suo libro “Un volo nel passato” edito da Condaghes. Torna a trovarci l’autrice Cristina Caboni che porta il suo nuovo libro “La stanza della Tessitrice” alla Storytelling libreria sala da tè per un firmacopie accompagnato da un buon tè ealla Biblioteca Comunale di Iglesias. Antonio Maccioni nel comune di Portoscuso, presenta il suo nuovo libro “I luoghi e i racconti più strani della Sardegna” edito da Newton Compton. Alla Storytelling Libreria Sala da Tè di Gonnesa ci siamo riuniti per la seconda edizione del “Tè letterario sotto l’albero”. Ci siamo scaldati attorno a tazze fumanti e letture a tema. Mercoledì 19 Dicembre ha chiuso questa carrellata di eventi con l’ultimo  “Mercoledì di Argonautilus” dell’anno dove abbiamo trasmesso un messaggio importante che speriamo abbia fatto breccia ovunque: “Per Natale regalate libri”. Molti autori, editori e librai, amici e partner della Fiera del Libro di Iglesias, ci hanno regalato brevi videoclip in cui hanno consigiato uno o più libri da lasciare sotto l’albero. In questo giorno di festa, nella sede di Argonautilus ci siamo scambiati sorrisi, abbracci, doni. Ci siamo scambiati libri e tacite promesse per il futuro. E così, con il cuore pieno ma inspiegabilmente leggero, siamo pronti a salutare quest’anno e tutto ciò che abbiamo costruito, insieme. E senza smettere mai di esplorare, partiremo alla ricerca della Verità. Siete tutti invitati a venire con noi, per sentirci parte di una rete sempre più solida e intraprendere insieme un nuovo viaggio, pieno di scoperte.

Nella breve attesa, Felice anno a tutte e tutti voi da Argonautilus.

© Erika Carta

Tra sostanza e apparenza

Martedì 4 Dicembre 2018.

Non eravamo al lavatoio del sesto piano di Via Grotta Perfetta 315, ma lo stesso ci siamo riuniti, nella sede di Argonautilus a parlare ancora di libri.
È nato e trascorso così il secondo appuntamento del gruppo di lettura In Libro Veritas.
Il tempo si è messo in circolo insieme alle parole e alle idee.
Controverse, animate.
Chi con uno sguardo fugace, chi in punta di piedi o di prepotenza, tutti ci siamo comunque intrufolati in un condominio che non era nostro ma che forse un po’ lo è diventato.
Abbiamo sbirciato le luci accese in ognuna di quelle case, ci siamo fatti portavoce e giudici di altre vite, irreali ma non troppo.

“E oggi mi sembra che nessuna donna oltre a me, è mai diventata Mamma”.

Abbiamo conosciuto quella scellerata di Maria e seguito la piccola Mandorla nelle sue strampalate famiglie. Tina Polidoro che cena con l’immaginazione; Lidia e Lorenzo che non riescono a scindere l’amore dal male che si infliggono; Caterina, donna e Samuele, bambino; Paolo e Michelangelo che si aggrappano uno all’altro in spazi diversi; la famiglia Barilla, specchio di apparenze.
Porcomondo, la paura del diverso.

Al riparo dal mondo per un po’, abbiamo lasciato comunque nuove impronte, che seppure minuscole, rimarranno impresse dentro noi stessi e almeno vicine a chi ci sta intorno.

Vorrei Vorrei Vorrei…
Che nei momenti di disperazione non ti viene in mente di invidiare la felicità degli altri, le fortune, i successi degli altri, le certezze, i risultati, le luci nelle case degli altri. Dappertutto c’è del bene, dappertutto c’è del male”.

Le luci nelle case degli altri.
Chiara Gamberale.

E poi, ci siamo detti la frase di congedo più bella che possa esserci, per salutare questo nostro Dicembre letterario:

“Ci vediamo a Gennaio”.

        

 

         

 

 

 

 

 

Qualcosa di tutto. Argonaute a Roma.

Vi siete mai guardati negli occhi?

No, non guardati allo specchio, che quello è facile… lo fanno tutti.

Proprio negli occhi, intendo.

A me è capitato nel viaggio in treno che mi riportava all’aeroporto.

I bordi del mondo fuori dal finestrino si sono scoloriti e allora ho incrociato il mio sguardo, ho messo a fuoco me stessa.

Non ho potuto far altro che sorridere, ancora.

Quel che ci ho visto dentro sono state le lucine di autentica gioia che in nessun modo posso, né tanto meno voglio nascondere.

 

Qualche settimana prima avevo ricevuto una telefonata: “Vieni a Roma?”

Quante volte ci avevo pensato, a quella Roma vista soltanto una volta, desiderio inconscio e realtà imprigionata nel cuore per sempre.

“Impossibile” avevo risposto.

Ma la spinta alla vita, certe volte, fa tutto da sé.

Siamo partite, in veste per metà Lettrici e per metà Argonaute, che poi è un po’ come dire che siamo partite così, come siamo.

Qualcosa era nell’aria, Qualcosa stava per succedere.

E non una cosa qualunque, una cosa abbastanza.

Qualcosa di Troppo, come sempre quando  ci sono in pista le emozioni che ballano.

Come la principessa nata da Qualcuno di Importante e Una di noi, ma ancora prima dalla penna di Chiara Gamberale.

Sarebbe stato troppo poco lasciarla soltanto scritta tra le pagine di un libro.

L’abbiamo vista nel suo ingresso sopra il palco di un teatro, il Piccolo Eliseo, gridare: IO ESISTO!

Siamo arrivate mentre il cielo di Roma piovigginava leggero.

Bizzarro come cambia la percezione del tempo quando si è felici. Il mio si dilata.

Tutti abbiamo il cuore a groviera, per qualcosa di brutto che ci è accaduto. Ma se impariamo a lasciare in pace quel buco e a vederlo come un passaggio segreto non ne saremo sovrastati e rimarrà lo spazio per tutte quelle cose luminose che ci carezzano.

Qualcosa è accaduto. Incontri inaspettati e piacevoli chiacchierate. Incontri vecchi e sempre belli. Incontri nuovi, fatti di sorrisi, abbracci e dediche. Poche parole scambiate su terreni promettenti. Sogni incrociati che forse prima temevo persino di avere. Se me lo avessero raccontato non ci avrei creduto che in un sabato qualunque sarei stata seduta sulla poltrona di un teatro a parlare di libri.

La fede è un concetto così controverso, eppure esiste. E la mia è credere fermamente al potere di questo ammasso di carta e parole. E a ciò che irradia tutto intorno.

E poi… poi Roma.

Antica città, grondante di bellezza che di nuovo mi ha lasciata senza fiato. La meraviglia di scoprirne la grandezza  passeggiando sulle sue strade come fosse la prima volta, i piedi dolenti e gli zigomi all’insù.

Dietro ogni angolo un’immensità che riempie gli occhi.

Quanti se ne sono posati sulle tue pietre di storia.

Luci nuove, luci riflesse.

Un giorno durato un minuto o forse una vita intera, fuori da ogni tempo.

 

Siamo tornate alla base inevitabilmente più ricche, come sempre accade quando si intraprende un viaggio.

E in valigia con noi abbiamo portato nuovi SÌ di speranza per il futuro.

 

 

 

Gioia a profusione

“Non sto più nella pelle”.

Mi è sempre piaciuta questa espressione, trovo sia la descrizione che più si avvicina a come sta davvero la realtà, alcune volte.

Senti che qualcosa custodito profondamente nel tempo, scalpita con frenesia battendo più forte perfino del cuore. Si proietta fuori, verso ciò che sarà ma che ancora non è.

Chiassoso, difficile da contenere. Abbatte gli argini e straripa in libertà.

Non sto più nella pelle.

Poi succede che il volume esterno i cui decibel non si possono quantificare, sfuma fino a diventare sussurro unanime, quasi playback.

Non senti nient’altro che brividi in quella pelle ricongiunta finalmente a te stesso.

Succede, quando entri al Salone Internazionale del libro di Torino.

E ti rendi conto dell’immensa fortuna e di “come spesso basti un viaggio, pochi

grammi di coraggio”, per varcare la porta di un sogno.

144.386, scrive il direttore Nicola Lagioia. Anime come te, riunite sotto il tetto del Lingotto Fiere a camminare tra padiglioni di libri e persone, in flussi multidirezionali.

È pazzesco.

Diventa un luogo amplificato, senza tempo. Ti muovi veloce cercando di tenere il passo con gli occhi che schizzano fuori per cercare di carpire ogni dettaglio.

Ogni tanto una voce nella testa ti ricorda che sei davvero lì, perché non è facile crederci.

Te ne vai stanco, ti duole ogni muscolo, fischiano le orecchie, se chiudi gli occhi vedi pile di libri e passi svelti.

Vorresti riposarti a un certo punto, ma sei una bomba di energia sull’orlo dell’esplosione, che quando esplode ti rende suscettibile e insopportabile.

Ma poi ridi. Di gioia a profusione.

Succede tutto questo e di più quando oltre ad andare per la prima volta al Salone internazionale del libro di Torino, ci vai con un gruppo che non è soltanto un’Associazione Culturale, ma una rete di amici. Un gruppo di Argonauti coraggiosi che stanno gettando basi solide per creare qualcosa di sempre più grande: la diffusione della cultura, la cultura del libro, della lettura, della condivisione e della costruzione di mondi perpendicolari e paralleli.

La Fiera del Libro di Iglesias 2018, partner del Superfestival, diventa una goccia nel grande mare di una realtà come quella di Torino, in questa sua 31esima edizione.

Il mare intorno.

Ispirato al romanzo dell’autore sardo Giulio Angioni, è questo il titolo dell’evento che vede il cuore pulsante di Argonautilus raccontare cosa c’è sotto l’organizzazione di una fiera letteraria in una città come Iglesias. In particolare il balzo di crescita che ha fatto in questa sua terza edizione, guidata dal tema Costruire – Nec sine labore.

E si ricrea un po’ di quella magia.

Ancora una volta a riunirsi in festa, per narrare, sono state le persone. L’Assessore alla Cultura, vicesindaco di Iglesias Simone Franceschi; Marco Belli, Livio Milanesio, Chiara Cuttica, Diego Galdino, Daniele Aristarco: autori ed editori presenti in Fiera a Iglesias, che sono arrivati come ospiti e sono andati via come amici hanno raccontato la loro esperienza, mentre in sottofondo scorreva il video, realizzato da Valentino Film the Life, dei quattro giorni di Aprile in cui si è svolta. Momenti immortalati e salvati per sempre.

Tutto questo ha portato davvero un’altra boccata di orgoglio.

Ha arricchito notevolmente il bagaglio con cui ero partita, incontro a questa nuova avventura. C’è sempre tempo per emozionarsi, per imparare, ricevere e donare.

C’è sempre vita nello spazio culturale.

©Erika Carta

Libri: veicolo di emozioni.

Spesso mi sono trovata, come altri prima di me, a elogiare i pregi della mia generazione, classe 1985, a discapito dei giovani di oggi. Questo, oltre a farmi sentire vecchia e antica, come altri prima di me, mi ha lasciato in bocca un retrogusto amaro condito con abbondante preoccupazione per il futuro.
Ho avuto piacevolmente modo di ricredermi.
Ho assistito in prima persona a uno degli incontri che vanno avanti da qualche tempo all’istituto Baudi di Vesme , un progetto della professoressa Federica Musu in collaborazione  con l’Associazione Argonautilus, in seno alla fiera del libro di Iglesias 2018.
Il progetto, ribattezzato “Costruire Emozioni” , si occupa di sondare il terreno dell’educazione sentimentale, questa sconosciuta.
Un reciproco scambio di informazioni, opinioni, domande e risposte tra i ragazzi e le ragazze delle classi IV e V e gli adulti di riferimento che ricoprono il ruolo di insegnante, come Federica Musu.
Veicolo del dibattito: i libri. Potentissima arma, associata per lo più alla scuola, allo studio, ma spesso sottovalutata perfino dagli adulti.
I testi sui quali i ragazzi stanno lavorando sono L’ira di Venere dello scrittore Piergiorgio Pulixi e La consistenza dell’acqua della scrittrice Eleonora Carta.
Si parte dalla lettura di alcuni passi, dando importanza anche ai dialoghi, e si arriva a discutere, a interrogarsi sui vari aspetti che emergono.
Si cerca di sondare le reazioni dei giovani a situazioni più o meno comuni. Prendendo spunto per esempio da alcune pagine de La consistenza dell’acqua si sono analizzati i rapporti interpersonali sulla sfera privata o i ruoli ricoperti nella società, che possono essere asimmetrici come quelli tra studenti e insegnanti oppure tra i coetanei stessi.
Si prendono in considerazione situazioni problematiche se non addirittura morbose, come in alcuni racconti descritti da Piergiorgio Pulixi ne L’ira di Venere.
L’intento formativo è quello di stimolare la discussione, avvicinando temi che in alcuni casi vengono evitati sia a scuola che in casa, spingere i ragazzi e le ragazze a prenderne atto con consapevolezza. Spronarli a mettersi in gioco tramite la comunicazione, la libertà di espressione delle proprie opinioni, la condivisione e il confronto anche di fronte a occhi e orecchie adulte, accorciando per quanto possibile il divario tra le età e le cariche ricoperte.
Quello che è emerso davanti ai miei occhi di giovane ma non più tanto giovane e adulta ma con ancora lo spirito dell’isola che non c’è, è che i ragazzi di oggi come me e gli altri prima di me, a quell’età hanno tutti le stesse paure, insicurezze e fragilità o talvolta sicurezze, convinzioni, reazioni infantili o mature.
È una continua scoperta, un terreno da esplorare e coltivare con cura.

©Erika Carta