#FieraOFF Doppio appuntamento

Venerdì 9 Marzo

Antonio Maccioni alle 18.00 sarà ospite della StoryTelling Libreria Sala da Tè di #Gonnesa, con il suo nuovo saggio “101 perchè sulla storia della Sardegna che non puoi non sapere”, Newton Compton Editori.

 

Sabato 10 Marzo

Antonella Serrenti con il suo toccante romanzo “Una giornata dall’aria antica” Graphe.it Edizioni alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare del Comune di San Giovanni Suergiu.

Leggere – Report Istat 2016

Abbiamo smesso di leggere anche i dati sulla Lettura. La fulminea reattività di chi scrive sul web, diffonde un commento del commento di un dato non letto. Proviamo quindi a leggerlo insieme, almeno per gli aspetti più significativi.

Il report ISTAT pubblicato il 27 dicembre 2017 sul tema: PRODUZIONE e LETTURA di LIBRI in Italia (anno di riferimento: 2016) è un .pdf di 23 pagine più le tavole.

Per una migliore e più completa visione dei dati, si rimanda al sito Istat http://www.istat.it/it/archivio/207939 dove si possono trovare il testo integrale, la nota metodologica, e tutte le 63 tavole della statistica.

 

PRODUZIONE

Breve visione dello stato della produzione. La produzione libraria in Italia è stata caratterizzata da un andamento opposto tra il numero di titoli pubblicati e la quantità di copie stampate: i primi sono aumentati del 20% dal 1996 al 2016, mentre la tiratura si è ridotta di oltre la metà.

La popolazione di riferimento* è composta da tutte le case editrici italiane e gli altri enti, sia pubblici che privati, che svolgono attività editoriale. Alla popolazione oggetto di rilevazione, composta complessivamente da circa 2.000 editori, appartengono anche le aziende che stampano libri e pubblicazioni come attività secondaria e che sono presenti, seppure in modo non continuativo, sul mercato editoriale.

(* l’insieme dei portatori potenziali, ma concreti, del Carattere statistico indagato da una Indagine statistica)

È bene quindi ribadire che le opere pubblicate a cui ci si riferisce in questa statistica non sono solo i “libri da libreria”, ma anche tutte le opere pubblicate da enti pubblici e privati che non svolgono attività editoriale a titolo principale.

Produzione, dato Italia, Regioni, Sardegna:

Opere pubblicate e tiratura per genere e provincia di pubblicazione – Anno 2016 (tiratura in migliaia)

 

Nel 2016, i circa 1.500 editori attivi censiti hanno pubblicato 61.188 titoli e hanno stampato quasi 129 milioni di copie (circa due copie per ogni cittadino italiano); in media, sono state stampate poco più di 2 mila copie per ciascun titolo pubblicato.

(In media la percentuale di chi dichiara di aver letto un libro in 12 mesi nelle isole è del 30,7%,  in media nella regione Sardegna è del 45,7% e la media nella Regione Sicilia è 25,8)

Titoli prodotti +20%      Copie stampate -50%

LETTURA

 

 

PERSONE DI 6 ANNI E PIÙ CHE HANNO LETTO ALMENO UN LIBRO PER MOTIVI NON SCOLASTICI O PROFESSIONALI NEI 12 MESI PRECEDENTI L’INTERVISTA PER REGIONE Anno 2016, per 100 persone di 6 anni e più della stessa regione

 

Disuguaglianze sociali, economiche e territoriali anche tra i lettori

Il livello di istruzione continua a essere un elemento fortemente discriminante nell’abitudine alla lettura, radicata soprattutto fra le persone con un titolo di studio più elevato: legge il 73,6% dei laureati (75,0% nel 2015) ma la proporzione si riduce già a poco meno di uno su due fra chi ha conseguito al più un diploma superiore (48,9% nel 2016; 50,2% nel 2015) per arrivare al 23,9% tra chi possiede al più la licenza elementare.
A livello territoriale, la lettura risulta più diffusa nelle regioni del nord-est e del nord-ovest, dove dichiara di aver letto almeno un libro oltre il 48% delle persone residenti (Figura 6 e Tavola 56).

Nel Sud, la quota di lettori scende al 27,5%, mentre nelle Isole si osserva una realtà molto differenziata tra Sicilia e Sardegna (25,8% di lettori rispetto a 45,7%). La tipologia comunale è un ulteriore elemento discriminante: risulta molto più diffusa nei comuni centro dell’area metropolitana, dove si dichiara lettore poco meno della metà degli abitanti (48,6%); la quota scende al 35,6% nei comuni con meno di 2 mila abitanti.

Al di là del contesto territoriale di appartenenza, la lettura si conferma un comportamento fortemente condizionato dall’ambiente familiare e la propensione alla lettura dei bambini e dei ragazzi è certamente favorita dalla presenza di genitori che hanno l’abitudine di leggere libri. Ad esempio, tra i ragazzi di 11-14 anni, legge il 72,3% di chi ha madre e padre lettori e solo il 33,1% di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori (Figura 7 e Tavola 57).

Una famiglia su dieci non ha libri in casa

Nel 2016 circa una famiglia su dieci non ha alcun libro in casa, dato ormai costante da quasi un ventennio. Anche nei casi in cui è presente una libreria domestica, il numero di libri disponibili è molto contenuto: il 28,2% delle famiglie possiede non più di 25 libri e il 63,2% ha una libreria con al massimo 100 titoli.

Quasi il 25% ha in casa da 0 a 10 libri, di questi il 10% circa ne possiede 0

 

PERSONE DI 6 ANNI E PIÙ CHE HANNO LETTO ALMENO UN LIBRO PER MOTIVI NON STRETTAMENTE SCOLASTICI O PROFESSIONALI NEI 12 MESI PRECEDENTI L’INTERVISTA. Anni 2000-2016, per 100 persone di 6 anni e più

OVVERO: il 60% del campione dichiara di NON aver letto neanche un libro in 12 mesi

L’influenza dell’ambiente

Chi non legge non partecipa neppure alle attività culturali

 

Le motivazioni della non-lettura NON sono di carattere economico.

L’indagine nel suo complesso induce in modo naturale a una riflessione sul: Ruolo degli operatori culturali e sugli obiettivi dell’attività culturale

Emerge la necessità di:

  • Più Eventi culturali
  • Più Autori nelle scuole
  • Più Artisti nelle scuole
  • Più Biblioteche e più luoghi della lettura
  • Più Librerie

Maggiore è l’offerta e la qualità, migliori sono i dati relativi alla lettura e alla partecipazione alla vita culturale.

Gli eventi culturali hanno come obiettivo quello di accrescere il valore culturale di chi ne fruisce (come la scuola?)

Più ampia è la partecipazione meglio è, tuttavia le dimensioni della partecipazione non sono il fine (che resta la crescita culturale). 

 

Lo show dei numeri – i numeri degli eventi e i numeri dello show

«Se non si vede, sarà un successo». Questo lo spirito con cui è partita, in Francia, la grande offensiva del governo Macron sulla cultura, che sarà annunciata ufficialmente dal presidente a gennaio. Non si punta a iniziative a effetto ma a rivoluzionare il tessuto sociale francese dal basso e a esportare il modello in tutta l’Unione Europea.

  • Aumentare e migliorare l’offerta per i ragazzi
  • Partire dalla scuola (portando autori e artisti)

E poi?

  • In orari extrascolastici aumentare la quantità e qualità dell’offerta culturale nelle biblioteche e in altri luoghi di lettura
  • Aumentare fortemente lo scambio e la mobilità, anche sulle brevi distanze. Creare reti tra i comuni e tra le regioni, creare reti tra le manifestazioni culturali.

 Crediamo che anche in Italia queste possano essere le prossime sfide per tutti noi operatori culturali.

©ArgoNautilus

Iglesias, Città che legge

Traiamo spunto dall’articolo dell’Unione Sarda di ieri di Cinzia Maria Francesca SimbulaDeplano, per ricordare che i requisiti richiesti dal MiBACT per l’attribuzione del titolo di “Città che legge” sono nell’ordine:

* L’esistenza di un festival, una rassegna o una fiera in grado di mobilitare i lettori e di attivare i non lettori
* La presenza di una o più biblioteche di pubblica lettura
* La presenza di una o più librerie sul territorio
* L’esistenza di iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie, associazioni
* La partecipazione dell’Amministrazione comunale e/o di scuole/biblioteche/librerie/associazioni gravanti sul territorio comunale a uno dei progetti nazionali del Centro per il libro e la lettura.

Capirete da soli perchè la città di Iglesias lo ha meritato.

Dalla Fiera del Libro di Iglesias, al lavoro della Biblioteca Comunale d’Iglesias Nicolò Canelles e dell’Archivio Storico, (Amici dell’Archivio Storico Comunale Iglesias), alla collaborazione tra le librerie cittadine: Libreria Duomo di Gianni LoiLibreria Mondadori IglesiasLibreria Simona, e seppure ancora non presente in Fiera, The BookWorm di Napoleone Mariano Cappelli); alla partecipazione di *tutte* le scuole a eventi legati al libro e alla promozione della lettura; alla creazione di incontri di elevato spessore culturale con altre importanti realtà, come il Museo Diocesano di Iglesias, e il Museo dell’Arte Mineraria.

Il Comune di Iglesias ha creduto nell’importanza di una “primavera culturale” che ha avuto il sostegno di altri sei comuni vicini (CarboniaGonnesaPortoscusoSantadiTratalias e Villamassargia) e di altre Biblioteche (Biblioteca UrasBiblioteca Poggio dei Pini)…

…e che ha portato Iglesias e la sua Fiera del Libro oltre i propri confini, a creare occasioni di interazione e collaborazione con librerie vicine (Storytelling Libreria-Sala da tèStefano Libreria CossuLibrart – libreria) e lontane (Libreria italiana Le NuvolePiolalibri Bruxelles) e gemellaggi con realtà come la Rassegna GialloFerrara, l’Elbabookfestival e il Circolo Sardo Falchera

Impossibile nominare tutti, per il grande numero di insegnanti, studenti, autori, editori, tecnici, commercianti, associazioni e amici coinvolti, ma l’Associazione ArgoNautilus tiene a ringraziare in particolare il Consorzio Turistico per l’Iglesiente, l’Associazione TrevessuChine Vaganti Associazione CulturaleGraphe.it Edizioni e Acheron Books per avere aderito con entusiasmo al nostro progetto fin dal primo momento.

…e molte altre nuove cose stanno per succedere…

Elba Book Festival 2017 dal 18 al 21 luglio

Meno due giorni alla terza edizione di Elba Book Festival, in programma nel borgo di Rio nell’Elba, Isola d’Elba – Toscana – dal 18 al 21 luglio.

Elba Book è un festival dedicato all’editoria indipendente, che si occupa di libri e lettura, del patrimonio naturalistico dell’isola, della sua tradizione e storia mineraria, di cultura e di tradizioni.

Elba Book è un festival fatto di incontri e contaminazioni, nell’ottica della promozione della lettura, ma anche del territorio dell’Isola d’Elba che lo ospita secondo la formula di un turismo slow e sostenibile. Una tre giorni di dibatti, divagazioni enogastronomiche con assaggi di specialità tipiche, spettacoli e reading, per portare gli ospiti a contatto con alcuni dei luoghi più suggestivi del dintorno, come la piazza Matteotti, la Terrazza del Barcocaio, a strapiombo sul mare, il Passo di Pietà, e l’Eremo di Santa Caterina, nel cuore di un bosco di lecci.

Se vi raccontiamo di Elba Book non è solo per la nostra passione per i giovani festival indipendenti dedicati alla promozione del libro e della lettura. Come avrete notato, infatti, molti elementi accomunano Elba Book e la Fiera del Libro di Iglesias, oltre alla finalità dell’evento. All’insularità si aggiunge l’esistenza di un passato minerario importante, e il desiderio di promuovere un territorio intero, in un’ottica di scoperta, crescita e sviluppo sostenibile.

E poi il logo dell’Elba Book Festival ha qualcosa di familiare per noi Argonauti… non pare anche a voi? 😉

Per questo dalla Sardegna, inviamo a Elba Book Festival i nostri saluti più cari, in vista di una collaborazione che siamo certi sarà proficua.

Per info: www.elbabooksfestival.com

 

 

Puliamo il mondo e #wakupiglesias

6 giugno – Riunione presso il Centro Direzionale di via Isonzo per pianificare e discutere la giornata del 22 ottobre che vedrà le associazioni, le scuole e altri cittadini volontari impegnati in una operazione di pulizia della città, che si articolerà in due forme.

Da un lato, in seno alla giornata “Puliamo il mondo” indetta da Legambiente a livello nazionale, per raccogliere rifiuti e immondizie abbandonati in città.

Dall’altro secondo il protocollo ormai noto di #wakeupiglesias per rimuovere scritte, graffiti e “firme” lasciate con le bombolette spray su muri, vetrine, serrande in giro per la città.

ArgoNautilus aderisce e partecipa con entusiasmo all’iniziativa!

 

Grazia Serra Sanna, serata-evento a Iglesias

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Foto di Efisio Vacca

Grazia stasera sorrideva. Ho visto il suo volto nella luce della luna piena, mentre sorgeva dietro il Castello Salvaterra sulle note di una canzone che proprio alla luna era dedicata. Solo una coincidenza, ma è stata la conclusione perfetta di una serata perfetta.

Grazia Serra Sanna è stata restituita alla sua amata Iglesias, nel modo più bello. L’occasione è stata la presentazione al pubblico della ristampa de “I sudditi del Dio Rosso”, opera di grande forza evocativa già in un titolo così geniale. Il resto è stato un evento di cui non sbiadirà facilmente il ricordo. Nel giardino della sua casa, arroccato lungo le mura della città vecchia, una festa che è riuscita a coniugare la storia, la tradizione e le origini, il senso di  appartenenza e il potere senza eguali della letteratura.

Le letture offerte al pubblico hanno mostrato la modernità di un’autrice che non è mai (o meglio, non è ancora) giunta al grandissimo pubblico. Certo il mio potrebbe sembrare un giudizio di parte. Orgoglio da campanile. Ma non rileva il fatto che “I sudditi del Dio Rosso” parli proprio di Iglesias. La scrittura, quando è tanto potente, parte da qualsiasi luogo e arriva a qualsiasi luogo, e a chiunque. Questo c’è di bello. La capacità di descrivere atteggiamenti, vizi, caratteristiche e comportamenti che Grazia ci ha lasciato nei suoi scritti, merita di essere conosciuta fuori dai confini di Iglesias e della Sardegna. E questo è il nostro auspicio, oltre che la nostra speranza.

Gianmichele Lisai le ha dedicato un capitolo del suo nuovo romanzo, non a caso intitolandolo “L’altra Grazia”. La città che le ha dato i natali ormai l’ha riscoperta, e aggiungo non senza una punta d’orgoglio, che tutto è cominciato durante la I Fiera del Libro di Iglesias dello scorso aprile. Adesso rimane soltanto da farla arrivare più lontano. Dove altre generazioni di lettori possano conoscerla e apprezzarla.

La luna che spuntava dietro il Castello Salvaterra sorrideva. Ci porterà fortuna.

E.C.

 

 

#FieraOFF Pierluigi Serra

Nella suggestiva cornice della dimora storica di via Giordano 8 a Iglesias, Pierluigi Serra ha presentato a un pubblico attento le sue ultime opere, “Cagliari Esoterica” e il reprint fresco di stampa – in senso letterale – di “Fantasmi a Cagliari” entrambi editi da  La Zattera Edizioni.

“Cagliari esoterica” è stato il titolo più venduto sotto Natale nella città di Cagliari.

La serata è stata animata da un vivace dibattito in sala, e resa ancor più suggestiva dall’atmosfera di Casa Rodriguez, una dimora dalla lunga storia nel cuore del centro storico di Iglesias.

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I souvenir degli Argonauti dietro una chiesa di Aosta

Più di 40 stele in pietra alte fino a tre metri scolpite 5 mila anni fa Gli autori erano partiti dalle coste turche alla ricerca di metalli

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Goffi e rumorosi, i denti della ruspa agganciarono una grande lastra grigia, lunga, sagomata, spessa non più di dieci centimetri. Era il 1969, vicino alla piccola chiesa di Saint-Martin de Corleans, nella zona Ovest di Aosta. La lastra sembrava un uomo di pietra, forse un dio. In quell’anno in cui gli studenti infiammavano vie e piazze con gli slogan del maggio francese, dalla terra bruna di Aosta emerse l’area megalitica più grande d’Europa. Un ettaro in cui ancora sono custoditi segreti del terzo millennio avanti Cristo, in quel basso Neolitico in cui gli uomini partirono dalle sponde del Mar Nero per seguire rotte a ventaglio in tutta Europa, lungo i grandi fiumi, in cerca di metalli. Le ruspe si fermarono: avrebbero dovuto scavare le fondamenta di tre condomini. Fu rovina per l’impresa edile, meraviglia per gli archeologi. Le pale meccaniche vennero rimpiazzate da uomini con attrezzi molto più delicati per lo scavo. Li guidava un giovane studioso, Franco Mezzena, che non voleva credere ai suoi occhi.

Il primo scavo 47 anni fa
A giugno, 47 anni dopo quegli scavi leggeri, interrotti e ripresi, aprirà la grande struttura del museo che farà da tetto a quell’ettaro di storia. Gli uomini di pietra, stele alte fino a 3 metri, riprenderanno il loro posto. Statue erette in un pantheon da una civiltà ancora de decifrare, capace di navigare, di seguire il corso dei fiumi e lasciare i monumenti a memoria di una cultura diffusa in tutta Europa. Dalla Crimea all’Ucraina, dal Mar Nero, dal Caucaso fino alle rive di Rodano, Reno, Danubio. E poi nelle valli alpine, vie obbligate per valicare la grande cerniera di montagne. Fra queste quella della Dora Baltea. Quella civiltà resta avvolta in una nube di mistero. Sappiamo che arrivò in mezzo alle montagne cinquemila anni fa. E dopo un millennio, gli uomini che la rimpiazzarono usarono quei principi di pietra o dei per costruire un cimitero, tombe gigantesche, una dalla forma di prua di nave. L’area megalitica di Corleans presuppone la presenza, nella piana della Dora, di una città importante: un ettaro dedicato ai riti dei vivi, poi alle sepolture. Le pagine di storia scritta in strati di terra sovrapposti, mostrano arature agricole e sacre, i riti della semina dei denti che possono ricondurre al mito di Eracle, oltre 40 stele antropomorfe, allineate in un viale monumentale, e una fila di 24 pali orientati con le stelle: da Orione all’Orsa Maggiore, che è la costellazione-indirizzo per la Valle d’Aosta ai tempi dei Celti. Importante per gli studi: le stele di questo tipo sono sempre state trovate in modo sporadico, mai in un sito così vasto.

Una leggenda cittadina
Aosta scopre che una sua leggenda potrebbe essere testimonianza di una realtà antica. Fra i suoi nomi pre romani c’è Cordelia. Ne parlò lo storico Jean-Baptiste De Tillier, segretario del Ducato di Aosta nel Settecento. Cordele esiste ancora oggi, è sulla costa turca del Mar Nero, nell’antica Anatolia. Da lì salparono gli Argonauti, Giasone e lo stesso Eracle. Potrebbero essere stati la scorta armata degli scienziati che cercavano metalli nel Neolitico. «Questa era la tecnologia nuova all’epoca», ricorda Mezzena. Ipotesi affascinante, forse l’unica che spiega il popolo nomade che risalì l’Europa lasciando gli uomini di pietra. Gli scalpelli hanno inciso vesti di fibre tessute o intrecciate, con rombi e quadrati bicolore, di uomini, principi o dei in armi: pugnali e scuri.

Fonte: http://www.lastampa.it/2016/02/20/italia/cronache/i-souvenir-degli-argonauti-dietro-una-chiesa-di-aosta-UcDWRK0DUyIFvmab2UElzN/pagina.html

Primo appuntamento Fiera OFF

Stasera presso la Biblioteca Comunale di Iglesias, primo appuntamento della Fiera OFF, ospite Gianmichele Lisai nella doppia veste Autore e Cantautore.

panoramica

La serata si è aperta con l’intervento del Dott.Simone Franceschi, vice sindaco di Iglesias, che ha annunciato il progetto della Fiera del Libro di Iglesias, e convocato un tavolo di consultazione aperto al pubblico per mercoledì 10 presso la Sala Consiliare del Centro Direzionale di via Isonzo (ore 18:00) affinché tutti possano intervenire e contribuire a disegnare il progetto della Fiera del Libro di Iglesias.

A seguire, Gianmichele Lisai ha ripercorso la sua carriera di autore, ha raccontato il lungo lavoro di ricerca alla base del suo libro “Delitti di Sardegna”, e stimolato il dibattito in sala su temi molto sentiti, quali la criminalità nell’isola, il banditismo, l’Anonima sarda.

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Infine, si è esibito alla chitarra, in un momento musicale di chiusura.

L’Associazione ArgoNautilus ringrazia tutti i presenti, lo staff al completo della Biblioteca Comunale, il Bar Electra di Piazza Pichi, e la Libreria Duomo di Gianni Loi.

E lunedì 8 si replica presso la Biblioteca Comunale di Santadi.