Editoria e magia

I sognatori, quelli che annusano l’inchiostro sulle pagine e leggono con i piedi per terra e la testa tra le nuvole, vedono i libri come mezzo di diffusione della felicità.

E se spogliamo il libro di questo alone evanescente e misterioso, cosa rimane?

Il contenuto, certo.

Ma cosa si nasconde dietro e tutt’intorno alla costruzione fisica e mediatica di un prodotto che, una volta terminato, diventa a tutti gli effetti un prodotto commerciale?

Che già… per arrivarci, bisogna attraversare il magico mondo dell’editoria.

E per magico, intendo dire che se ti distrai un attimo, può arrivare un “Expelliarmus” a tradimento e rimani così… disarmato, ecco. È la parola giusta.

Nascono editori come fiori per fronteggiare la presenza sempre più ingombrante di nuovi scrittori. Ora il mondo ne è zeppo. Ben venga, forse. Prima domanda, trita e ritrita: e i lettori? Mi piace pensare che qualcuno, mimetizzato, esista ancora.

Seconda domanda: dov’è finita la caparbietà nel lottare, come che so io, una J.K. Rowling che si è vista rifiutare il suo capolavoro da ben OTTO case editrici prima di poter finalmente regalare al mondo intero Harry Potter? Dov’è finita la competizione sana, il mettersi in gioco e quella voglia di emergere per un merito NON autoriconosciuto, NON salatamente pagato, e valorizzato, invece, da chi di dovere?

Mi faccio queste domande, perché io nell’editoria, che mi affascina e mi attrae, ci ho messo appena un piede e se mi guardo intorno vedo nubi, e se guardo oltre questo mare pieno di squali non riesco a cogliere nitido l’orizzonte.

Però, però.

C’è anche l’amore.

E a proposito di questo, ho voluto parlare in maniera diretta con chi di amore ne scrive, con chi, forse proprio per amore, prende una strada inaspettata, che aggiunge domande alle domande.

E allora, non ci resta che leggere le risposte, tra le righe dell’intervista allo scrittore Diego Galdino.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Diego Galdino, lo scorso anno, alla terza edizione della Fiera del Libro di Iglesias, dove, davanti alla vetrina di un bar, non a caso, ha presentato in anteprima nazionale il suo romanzo, edito da Sperling & Kupfler: “L’ultimo caffè della sera”, sequel de “Il primo caffè del mattino” (Sperling & Kupfler, Milano 2013).

Diego, barista romano e scrittore che parla d’amore, considerato il Nicholas Sparks italiano e che ama leggere Jane Austen e Rosamunde Pilcher.

Ci vuoi raccontare come nasce la tua passione per la lettura, prima di tutto, e per la scrittura poi?

Io dico sempre che leggere è la cosa migliore che possa fare un essere umano, dopo fare l’amore. Ho iniziato a scrivere romanzi molto tardi, anche se da bambino scrivevo delle storie di fantascienza. Affascinato da cartoni animati come Goldrake o Mazinga Z, ricordo che la signora Maria, uno dei personaggi de “Il primo caffè del mattino”, mi cuciva insieme i fogli per farli diventare dei piccoli libri. Mi dispiace tantissimo che siano andati persi. Si può dire che sono diventato lo scrittore di oggi per merito – o colpa – di una ragazza adorabile che a sua volta adorava Rosamunde Pilcher. Una scrittrice inglese che di storie d’amore se ne intendeva parecchio. Un giorno lei mi mise in mano un libro e mi disse: “Tieni, questo è il mio romanzo preferito. Lo so, forse è un genere che piace più alle donne, ma sono certa che lo apprezzerai, conoscendo il tuo animo sensibile”. Il titolo del romanzo era “Ritorno a casa” e la ragazza aveva pienamente ragione. Quel libro mi conquistò a tal punto che nelle settimane a seguire lessi l’opera omnia dell’autrice. Il mio preferito era “I cercatori di conchiglie”. Scoprii che il sogno più grande di questa ragazza di cui ero perdutamente innamorato era vedere di persona i posti meravigliosi in cui la Pilcher ambientava le sue storie. Ma questo non era possibile perché un grave problema fisico le impediva gli spostamenti lunghi. Così, senza pensarci due volte, le proposi: “Andrò io per te, e i miei occhi saranno i tuoi. Farò un sacco di foto e poi te le farò vedere”.Qualche giorno più tardi partii alla volta di Londra. Con la benedizione della famiglia e la promessa di una camicia di forza al mio ritorno. Fu il viaggio più folle della mia vita e ancora oggi, quando ci ripenso, stento a credere di averlo fatto davvero. Due ore di aereo, sei ore di treno attraverso la Cornovaglia; un’ora di corriera per raggiungere Penzance, una delle ultime cittadine d’Inghilterra, e le mitiche scogliere di Land’s End. Decine di foto al mare, al cielo, alle verdi scogliere, al muschio sulle rocce; al vento, al tramonto, per poi all’alba del giorno dopo riprendere il treno; fare il viaggio a ritroso insieme ai pendolari di tutti i santi d’Inghilterra che andavano a lavorare a Londra. Un giorno soltanto, ma uno di quei giorni che ti cambiano la vita. Tornato a Roma, lasciai come promesso i miei occhi, i miei ricordi, le mie emozioni a quella ragazza. Forse le avrei lasciato anche il mio cuore, se lei non si fosse trasferita con la famiglia in un’altra città a causa dei suoi problemi di salute. Non c’incontrammo mai più, ma era lei che mi aveva ispirato quel viaggio. In fin dei conti tutto ciò che letterariamente mi è successo in seguito si può ricondurre alla scintilla che lei aveva acceso in me. La voglia di scrivere una storia d’amore che a differenza della nostra finisse bene.

Quindi è questo che ti spinge a scrivere di un tema universale e complicato come l’amore?

A me piace scrivere romanzi d’amore, perché scrivo quello che sento, quello che il mio cuore ha bisogno di esternare, io amo l’amore e tutti i suoi derivati.

Veniamo al tuo ultimo romanzo, “Bosco Bianco”. Cosa ci puoi raccontare in merito, per stuzzicare la nostra curiosità senza toglierci il gusto di leggere le tue parole?

Bosco Bianco è stato scritto tanti anni fa , in un periodo particolare della mia vita, avevo appena divorziato e c’era la paura di non poter più vivere le mie figlie nella quotidianità, e il senso di colpa per aver tolto loro una famiglia unita. Ho proiettato queste mie paure ed emozioni nel protagonista di questo romanzo, padre divorziato con due figlie a cui è legatissimo, a cui cerca di non far mancare niente, ma ha sempre questa sensazione di colpevolezza nei loro confronti. In realtà è un romanzo che parla dell’amore in tutte le sue forme. L’ amore per i figli, l’amore per una donna, l’amore per un posto che è appunto la magnifica tenuta di Bosco Bianco che si affaccia sulla costiera amalfitana, e infine l’amore supremo quello che va oltre tutti i pregiudizi. Quando scrivi con il cuore escono fuori storie come Bosco Bianco.

Come detto, la tua scrittura parla d’amore, di sentimenti profondi e reali. Niente a che vedere con il mondo in cui il libro naviga, come prodotto commerciale, nel mare dell’editoria, del marketing. Ti va di portarci dietro le quinte? Di raccontarci il tuo percorso e come mai, uno scrittore del tuo livello, conosciuto in tutto il territorio nazionale e tradotto in Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Bulgaria, Serbia, Spagna e Sudamerica, abbia deciso di intraprendere questa imprevedibile strada nel mondo dell’editoria, che vede, comunque già, il successo di “Bosco Bianco”, il tuo ultimo romanzo?

La scelta di autopubblicarmi è stata una scelta fatta con il cuore, perché con “L’ultimo caffè della sera”, si è conclusa la mia avventura editoriale col Gruppo Mondadori, e per pubblicare Bosco Bianco con un editore di pari livello avrei dovuto aspettare la primavera del 2020. Ma io ho pensato che questa storia meritasse di essere letta il prima possibile, così ho deciso di autopubblicarmi, una scelta che per un autore come me poteva sembrare una scelta folle, però ho creduto in questa storia e ho voluto affidarmi completamente a lei, credo nei miei amici lettori che mi seguono e stimano da tanti anni e sono certo che mi aiuteranno a sopperire alla mancanza di un editore di livello facendo in modo che Bosco Bianco non finisca nel cimitero dei libri dimenticati. Capisco che questo romanzo è un romanzo a cui voler bene, ancora di più degli altri scritti fin’ora, quando leggo le recensioni positive e mi commuovo. Bosco Bianco è un libro che nasce solo, forse una scommessa persa in partenza, un libro, fragile, vulnerabile, senza santi in paradiso, ma proprio per questo un libro da proteggere e aiutare, da far crescere in tranquillità, un libro che come gli altri merita di essere felice e di vivere la sua vita al meglio delle sue possibilità. Mai come per questo romanzo mi sento un genitore e un genitore non lascia mai da solo un figlio e così farò io, quindi se ameranno Bosco Bianco ameranno anche me e viceversa, così è e così dev’essere e così sarà.

Grazie per la sincerità! Volevo concludere con due domande. Una è: pur tenendo l’occhio a questo presente, che progetti hai per il tempo che verrà?
E la seconda domanda è questa: qual è il segreto per fare il caffè più buono del mondo?

Devo confessare di essere già al lavoro su una nuova storia dal titolo “Una storia straordinaria” sperando che come dicono i latini nomen omen… In più a fine Giugno volerò in Bulgaria per un tour di presentazioni nelle più importanti città del paese e tra qualche mese L’ultimo caffè della sera uscirà in tutti i paesi di lingua tedesca e in tutti i paesi di lingua spagnola… e in autunno potrebbero esserci importanti novità per quanto riguarda la trasposizione cinematografica de Il primo caffè del mattino. Per fare il caffè più buono del mondo ci vuole un’ottima miscela, la giusta macinatura, una macchina del caffè efficiente, una tazzina bollente e l’amore di chi lo prepara, perché se ci metti l’amore viene tutto più buono…

© Erika Carta

Fiera Off per la Giornata della Memoria

Nel weekend che verrà, per celebrare la Giornata della Memoria, la Fiera Off della Fiera del libro di Iglesias è lieta e orgogliosa di ospitare l’autrice e giornalista Daniela Palumbo.

Si comincerà Sabato 26 Gennaio alle ore 18:00 presso la Sala Consiliare del Comune di Gonnesa, con la partecipazione della Storytelling Libreria Sala da tè. Avremo l’onore di conoscere IN ANTEPRIMA NAZIONALE il nuovo libro di Daniela Palumbo: “A un passo da un mondo perfetto”, Il Battello a Vapore Edizioni Piemme. Interverranno: il Sindaco di Gonnesa, Hansel Cabiddu, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Federica Olla, l’Assessore al Turisnìmo, Simone Franceschi.

A seguire, Domenica 27 Gennaio, alle ore 18:00 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Comunale di Iglesias replicheremo con la presentazione del libro “A un passo da un mondo perfetto”. Inoltre i bambini della ex 5°A della Scuola Primaria di Via Roma ci parleranno del libro “Fino a quando la mia stella brillerà” di Liliana Segre, coautrice Daniela Palumbo, Edizioni Piemme. Dialogherà con l’autrice Enrica Ena. Con la collaborazione della libreria Mondadori Bookstore di Iglesias.

“Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza”

Liliana Segre.

Siamo tutti invitati a riflettere, ancora e sempre, su questo importante tema.

#FieraOFF Doppio appuntamento

Venerdì 9 Marzo

Antonio Maccioni alle 18.00 sarà ospite della StoryTelling Libreria Sala da Tè di #Gonnesa, con il suo nuovo saggio “101 perchè sulla storia della Sardegna che non puoi non sapere”, Newton Compton Editori.

 

Sabato 10 Marzo

Antonella Serrenti con il suo toccante romanzo “Una giornata dall’aria antica” Graphe.it Edizioni alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare del Comune di San Giovanni Suergiu.

Leggere – Report Istat 2016

Abbiamo smesso di leggere anche i dati sulla Lettura. La fulminea reattività di chi scrive sul web, diffonde un commento del commento di un dato non letto. Proviamo quindi a leggerlo insieme, almeno per gli aspetti più significativi.

Il report ISTAT pubblicato il 27 dicembre 2017 sul tema: PRODUZIONE e LETTURA di LIBRI in Italia (anno di riferimento: 2016) è un .pdf di 23 pagine più le tavole.

Per una migliore e più completa visione dei dati, si rimanda al sito Istat http://www.istat.it/it/archivio/207939 dove si possono trovare il testo integrale, la nota metodologica, e tutte le 63 tavole della statistica.

 

PRODUZIONE

Breve visione dello stato della produzione. La produzione libraria in Italia è stata caratterizzata da un andamento opposto tra il numero di titoli pubblicati e la quantità di copie stampate: i primi sono aumentati del 20% dal 1996 al 2016, mentre la tiratura si è ridotta di oltre la metà.

La popolazione di riferimento* è composta da tutte le case editrici italiane e gli altri enti, sia pubblici che privati, che svolgono attività editoriale. Alla popolazione oggetto di rilevazione, composta complessivamente da circa 2.000 editori, appartengono anche le aziende che stampano libri e pubblicazioni come attività secondaria e che sono presenti, seppure in modo non continuativo, sul mercato editoriale.

(* l’insieme dei portatori potenziali, ma concreti, del Carattere statistico indagato da una Indagine statistica)

È bene quindi ribadire che le opere pubblicate a cui ci si riferisce in questa statistica non sono solo i “libri da libreria”, ma anche tutte le opere pubblicate da enti pubblici e privati che non svolgono attività editoriale a titolo principale.

Produzione, dato Italia, Regioni, Sardegna:

Opere pubblicate e tiratura per genere e provincia di pubblicazione – Anno 2016 (tiratura in migliaia)

 

Nel 2016, i circa 1.500 editori attivi censiti hanno pubblicato 61.188 titoli e hanno stampato quasi 129 milioni di copie (circa due copie per ogni cittadino italiano); in media, sono state stampate poco più di 2 mila copie per ciascun titolo pubblicato.

(In media la percentuale di chi dichiara di aver letto un libro in 12 mesi nelle isole è del 30,7%,  in media nella regione Sardegna è del 45,7% e la media nella Regione Sicilia è 25,8)

Titoli prodotti +20%      Copie stampate -50%

LETTURA

 

 

PERSONE DI 6 ANNI E PIÙ CHE HANNO LETTO ALMENO UN LIBRO PER MOTIVI NON SCOLASTICI O PROFESSIONALI NEI 12 MESI PRECEDENTI L’INTERVISTA PER REGIONE Anno 2016, per 100 persone di 6 anni e più della stessa regione

 

Disuguaglianze sociali, economiche e territoriali anche tra i lettori

Il livello di istruzione continua a essere un elemento fortemente discriminante nell’abitudine alla lettura, radicata soprattutto fra le persone con un titolo di studio più elevato: legge il 73,6% dei laureati (75,0% nel 2015) ma la proporzione si riduce già a poco meno di uno su due fra chi ha conseguito al più un diploma superiore (48,9% nel 2016; 50,2% nel 2015) per arrivare al 23,9% tra chi possiede al più la licenza elementare.
A livello territoriale, la lettura risulta più diffusa nelle regioni del nord-est e del nord-ovest, dove dichiara di aver letto almeno un libro oltre il 48% delle persone residenti (Figura 6 e Tavola 56).

Nel Sud, la quota di lettori scende al 27,5%, mentre nelle Isole si osserva una realtà molto differenziata tra Sicilia e Sardegna (25,8% di lettori rispetto a 45,7%). La tipologia comunale è un ulteriore elemento discriminante: risulta molto più diffusa nei comuni centro dell’area metropolitana, dove si dichiara lettore poco meno della metà degli abitanti (48,6%); la quota scende al 35,6% nei comuni con meno di 2 mila abitanti.

Al di là del contesto territoriale di appartenenza, la lettura si conferma un comportamento fortemente condizionato dall’ambiente familiare e la propensione alla lettura dei bambini e dei ragazzi è certamente favorita dalla presenza di genitori che hanno l’abitudine di leggere libri. Ad esempio, tra i ragazzi di 11-14 anni, legge il 72,3% di chi ha madre e padre lettori e solo il 33,1% di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori (Figura 7 e Tavola 57).

Una famiglia su dieci non ha libri in casa

Nel 2016 circa una famiglia su dieci non ha alcun libro in casa, dato ormai costante da quasi un ventennio. Anche nei casi in cui è presente una libreria domestica, il numero di libri disponibili è molto contenuto: il 28,2% delle famiglie possiede non più di 25 libri e il 63,2% ha una libreria con al massimo 100 titoli.

Quasi il 25% ha in casa da 0 a 10 libri, di questi il 10% circa ne possiede 0

 

PERSONE DI 6 ANNI E PIÙ CHE HANNO LETTO ALMENO UN LIBRO PER MOTIVI NON STRETTAMENTE SCOLASTICI O PROFESSIONALI NEI 12 MESI PRECEDENTI L’INTERVISTA. Anni 2000-2016, per 100 persone di 6 anni e più

OVVERO: il 60% del campione dichiara di NON aver letto neanche un libro in 12 mesi

L’influenza dell’ambiente

Chi non legge non partecipa neppure alle attività culturali

 

Le motivazioni della non-lettura NON sono di carattere economico.

L’indagine nel suo complesso induce in modo naturale a una riflessione sul: Ruolo degli operatori culturali e sugli obiettivi dell’attività culturale

Emerge la necessità di:

  • Più Eventi culturali
  • Più Autori nelle scuole
  • Più Artisti nelle scuole
  • Più Biblioteche e più luoghi della lettura
  • Più Librerie

Maggiore è l’offerta e la qualità, migliori sono i dati relativi alla lettura e alla partecipazione alla vita culturale.

Gli eventi culturali hanno come obiettivo quello di accrescere il valore culturale di chi ne fruisce (come la scuola?)

Più ampia è la partecipazione meglio è, tuttavia le dimensioni della partecipazione non sono il fine (che resta la crescita culturale). 

 

Lo show dei numeri – i numeri degli eventi e i numeri dello show

«Se non si vede, sarà un successo». Questo lo spirito con cui è partita, in Francia, la grande offensiva del governo Macron sulla cultura, che sarà annunciata ufficialmente dal presidente a gennaio. Non si punta a iniziative a effetto ma a rivoluzionare il tessuto sociale francese dal basso e a esportare il modello in tutta l’Unione Europea.

  • Aumentare e migliorare l’offerta per i ragazzi
  • Partire dalla scuola (portando autori e artisti)

E poi?

  • In orari extrascolastici aumentare la quantità e qualità dell’offerta culturale nelle biblioteche e in altri luoghi di lettura
  • Aumentare fortemente lo scambio e la mobilità, anche sulle brevi distanze. Creare reti tra i comuni e tra le regioni, creare reti tra le manifestazioni culturali.

 Crediamo che anche in Italia queste possano essere le prossime sfide per tutti noi operatori culturali.

©ArgoNautilus

Iglesias, Città che legge

Traiamo spunto dall’articolo dell’Unione Sarda di ieri di Cinzia Maria Francesca SimbulaDeplano, per ricordare che i requisiti richiesti dal MiBACT per l’attribuzione del titolo di “Città che legge” sono nell’ordine:

* L’esistenza di un festival, una rassegna o una fiera in grado di mobilitare i lettori e di attivare i non lettori
* La presenza di una o più biblioteche di pubblica lettura
* La presenza di una o più librerie sul territorio
* L’esistenza di iniziative congiunte di promozione della lettura tra biblioteche, scuole, librerie, associazioni
* La partecipazione dell’Amministrazione comunale e/o di scuole/biblioteche/librerie/associazioni gravanti sul territorio comunale a uno dei progetti nazionali del Centro per il libro e la lettura.

Capirete da soli perchè la città di Iglesias lo ha meritato.

Dalla Fiera del Libro di Iglesias, al lavoro della Biblioteca Comunale d’Iglesias Nicolò Canelles e dell’Archivio Storico, (Amici dell’Archivio Storico Comunale Iglesias), alla collaborazione tra le librerie cittadine: Libreria Duomo di Gianni LoiLibreria Mondadori IglesiasLibreria Simona, e seppure ancora non presente in Fiera, The BookWorm di Napoleone Mariano Cappelli); alla partecipazione di *tutte* le scuole a eventi legati al libro e alla promozione della lettura; alla creazione di incontri di elevato spessore culturale con altre importanti realtà, come il Museo Diocesano di Iglesias, e il Museo dell’Arte Mineraria.

Il Comune di Iglesias ha creduto nell’importanza di una “primavera culturale” che ha avuto il sostegno di altri sei comuni vicini (CarboniaGonnesaPortoscusoSantadiTratalias e Villamassargia) e di altre Biblioteche (Biblioteca UrasBiblioteca Poggio dei Pini)…

…e che ha portato Iglesias e la sua Fiera del Libro oltre i propri confini, a creare occasioni di interazione e collaborazione con librerie vicine (Storytelling Libreria-Sala da tèStefano Libreria CossuLibrart – libreria) e lontane (Libreria italiana Le NuvolePiolalibri Bruxelles) e gemellaggi con realtà come la Rassegna GialloFerrara, l’Elbabookfestival e il Circolo Sardo Falchera

Impossibile nominare tutti, per il grande numero di insegnanti, studenti, autori, editori, tecnici, commercianti, associazioni e amici coinvolti, ma l’Associazione ArgoNautilus tiene a ringraziare in particolare il Consorzio Turistico per l’Iglesiente, l’Associazione TrevessuChine Vaganti Associazione CulturaleGraphe.it Edizioni e Acheron Books per avere aderito con entusiasmo al nostro progetto fin dal primo momento.

…e molte altre nuove cose stanno per succedere…

Elba Book Festival 2017 dal 18 al 21 luglio

Meno due giorni alla terza edizione di Elba Book Festival, in programma nel borgo di Rio nell’Elba, Isola d’Elba – Toscana – dal 18 al 21 luglio.

Elba Book è un festival dedicato all’editoria indipendente, che si occupa di libri e lettura, del patrimonio naturalistico dell’isola, della sua tradizione e storia mineraria, di cultura e di tradizioni.

Elba Book è un festival fatto di incontri e contaminazioni, nell’ottica della promozione della lettura, ma anche del territorio dell’Isola d’Elba che lo ospita secondo la formula di un turismo slow e sostenibile. Una tre giorni di dibatti, divagazioni enogastronomiche con assaggi di specialità tipiche, spettacoli e reading, per portare gli ospiti a contatto con alcuni dei luoghi più suggestivi del dintorno, come la piazza Matteotti, la Terrazza del Barcocaio, a strapiombo sul mare, il Passo di Pietà, e l’Eremo di Santa Caterina, nel cuore di un bosco di lecci.

Se vi raccontiamo di Elba Book non è solo per la nostra passione per i giovani festival indipendenti dedicati alla promozione del libro e della lettura. Come avrete notato, infatti, molti elementi accomunano Elba Book e la Fiera del Libro di Iglesias, oltre alla finalità dell’evento. All’insularità si aggiunge l’esistenza di un passato minerario importante, e il desiderio di promuovere un territorio intero, in un’ottica di scoperta, crescita e sviluppo sostenibile.

E poi il logo dell’Elba Book Festival ha qualcosa di familiare per noi Argonauti… non pare anche a voi? 😉

Per questo dalla Sardegna, inviamo a Elba Book Festival i nostri saluti più cari, in vista di una collaborazione che siamo certi sarà proficua.

Per info: www.elbabooksfestival.com

 

 

Puliamo il mondo e #wakupiglesias

6 giugno – Riunione presso il Centro Direzionale di via Isonzo per pianificare e discutere la giornata del 22 ottobre che vedrà le associazioni, le scuole e altri cittadini volontari impegnati in una operazione di pulizia della città, che si articolerà in due forme.

Da un lato, in seno alla giornata “Puliamo il mondo” indetta da Legambiente a livello nazionale, per raccogliere rifiuti e immondizie abbandonati in città.

Dall’altro secondo il protocollo ormai noto di #wakeupiglesias per rimuovere scritte, graffiti e “firme” lasciate con le bombolette spray su muri, vetrine, serrande in giro per la città.

ArgoNautilus aderisce e partecipa con entusiasmo all’iniziativa!

 

Grazia Serra Sanna, serata-evento a Iglesias

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Foto di Efisio Vacca

Grazia stasera sorrideva. Ho visto il suo volto nella luce della luna piena, mentre sorgeva dietro il Castello Salvaterra sulle note di una canzone che proprio alla luna era dedicata. Solo una coincidenza, ma è stata la conclusione perfetta di una serata perfetta.

Grazia Serra Sanna è stata restituita alla sua amata Iglesias, nel modo più bello. L’occasione è stata la presentazione al pubblico della ristampa de “I sudditi del Dio Rosso”, opera di grande forza evocativa già in un titolo così geniale. Il resto è stato un evento di cui non sbiadirà facilmente il ricordo. Nel giardino della sua casa, arroccato lungo le mura della città vecchia, una festa che è riuscita a coniugare la storia, la tradizione e le origini, il senso di  appartenenza e il potere senza eguali della letteratura.

Le letture offerte al pubblico hanno mostrato la modernità di un’autrice che non è mai (o meglio, non è ancora) giunta al grandissimo pubblico. Certo il mio potrebbe sembrare un giudizio di parte. Orgoglio da campanile. Ma non rileva il fatto che “I sudditi del Dio Rosso” parli proprio di Iglesias. La scrittura, quando è tanto potente, parte da qualsiasi luogo e arriva a qualsiasi luogo, e a chiunque. Questo c’è di bello. La capacità di descrivere atteggiamenti, vizi, caratteristiche e comportamenti che Grazia ci ha lasciato nei suoi scritti, merita di essere conosciuta fuori dai confini di Iglesias e della Sardegna. E questo è il nostro auspicio, oltre che la nostra speranza.

Gianmichele Lisai le ha dedicato un capitolo del suo nuovo romanzo, non a caso intitolandolo “L’altra Grazia”. La città che le ha dato i natali ormai l’ha riscoperta, e aggiungo non senza una punta d’orgoglio, che tutto è cominciato durante la I Fiera del Libro di Iglesias dello scorso aprile. Adesso rimane soltanto da farla arrivare più lontano. Dove altre generazioni di lettori possano conoscerla e apprezzarla.

La luna che spuntava dietro il Castello Salvaterra sorrideva. Ci porterà fortuna.

E.C.

 

 

#FieraOFF Pierluigi Serra

Nella suggestiva cornice della dimora storica di via Giordano 8 a Iglesias, Pierluigi Serra ha presentato a un pubblico attento le sue ultime opere, “Cagliari Esoterica” e il reprint fresco di stampa – in senso letterale – di “Fantasmi a Cagliari” entrambi editi da  La Zattera Edizioni.

“Cagliari esoterica” è stato il titolo più venduto sotto Natale nella città di Cagliari.

La serata è stata animata da un vivace dibattito in sala, e resa ancor più suggestiva dall’atmosfera di Casa Rodriguez, una dimora dalla lunga storia nel cuore del centro storico di Iglesias.

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