Il nostro Gioco del Mondo.

“Il tempo vola, quando leggi”.

“Finché scrivete ciò che desiderate scrivere, questo è tutto ciò che conta”.

“La letteratura contemporanea ha un compito antico: mostrarci quello che abbiamo sotto gli occhi”

Camminando per il Salone Internazionale del Libro di Torino, capita di fermare i propri passi davanti a frasi, citazioni come queste.

Pit stop di consapevolezza.

“Non puoi comprare la felicità, ma puoi comprare un libro che è praticamente la stessa cosa”.

Felicità. È sempre, esattamente questa, la parola che spicca tra le tante nella mia testa, quando penso ai libri. Lettere che rimbombano al suono delle centinaia, migliaia di voci che in questi giorni hanno fatto da sottofondo al mio incedere.

I libri. Ammassi di carta, storie, prodotti commerciali, certo.

Eppure, c’è tutto un mondo che si muove intorno. Dannatamente bello e maledetto.

E movimento, ora, mi sembra la parola più adatta a descrivere ciò che è la Fiera del Libro di Iglesias. Per il secondo anno, ospite dello spazio Super Festival al Salone Internazionale del Libro, per l’evento “Il mare intorno”, non a caso. Sul monitor scorrevano le immagini della quarta edizione della nostra Fiera appena trascorsa, immortalate da Valentino Film the Life, e al tavolo sedevano Eleonora Carta, Maurizio Cristella, Marco Belli, Riccardo Cavallero e Mara Facchetti a parlare di ciò che è stata e a cosa ha portato. Perché è importante l’evento in sé, ma forse ancor più, l’effetto che genera in seguito. E man mano che procede lungo il corso del tempo, la Fiera del Libro di Iglesias evolve, cura i rapporti instaurati e si apre a nuove conoscenze aggiungendole alla rete, che si fa sempre più solida.

E proprio al Salone Internazionale del Libro di Torino è stata presentata la neonata Rete Pym.

Rete di Fiere e Festival che si svolgono indipendentemente in vari punti del territorio italiano e che si uniscono come stelle di una costellazione, in gemellaggi che sanno di buono, che operano insieme per diffondere la lettura come strumento di benessere individuale e sociale.

Fiera del Libro di Iglesias, Elba Book Festival, Festival Giallo Garda, Piccolo Festival dell’Animazione di Pordenone.

Luoghi, isole, piazze, città… persone, perché è da lì che si parte.

Ed è importante essere consapevoli, dall’interno e all’esterno, che si può e si deve crescere, e che per far in modo che ciò sia possibile è necessario unire le forze, incontrarsi, parlarne, raccontarsi.

Immancabilmente, i libri e tutto ciò che è costruito intorno a questi, sono potente veicolo di diffusione, cassa di risonanza che produce di continuo sistemi di causa ed effetto, e perché no, che genera sempre “gioia a profusione”.

E quale luogo, fisico e non, meglio del Salone Internazionale del Libro di Torino, può accogliere tutte queste realtà dinamiche?

Micro mondo, sospeso in una dimensione che seppur caotica, o forse proprio per questo, sa di Gioco del Mondo per chi è del settore.

Sa di magia per chi chiude gli occhi quando inala il profumo di un libro e per chi, semplicemente, sogna.

©Erika Carta

Gioia a profusione

“Non sto più nella pelle”.

Mi è sempre piaciuta questa espressione, trovo sia la descrizione che più si avvicina a come sta davvero la realtà, alcune volte.

Senti che qualcosa custodito profondamente nel tempo, scalpita con frenesia battendo più forte perfino del cuore. Si proietta fuori, verso ciò che sarà ma che ancora non è.

Chiassoso, difficile da contenere. Abbatte gli argini e straripa in libertà.

Non sto più nella pelle.

Poi succede che il volume esterno i cui decibel non si possono quantificare, sfuma fino a diventare sussurro unanime, quasi playback.

Non senti nient’altro che brividi in quella pelle ricongiunta finalmente a te stesso.

Succede, quando entri al Salone Internazionale del libro di Torino.

E ti rendi conto dell’immensa fortuna e di “come spesso basti un viaggio, pochi

grammi di coraggio”, per varcare la porta di un sogno.

144.386, scrive il direttore Nicola Lagioia. Anime come te, riunite sotto il tetto del Lingotto Fiere a camminare tra padiglioni di libri e persone, in flussi multidirezionali.

È pazzesco.

Diventa un luogo amplificato, senza tempo. Ti muovi veloce cercando di tenere il passo con gli occhi che schizzano fuori per cercare di carpire ogni dettaglio.

Ogni tanto una voce nella testa ti ricorda che sei davvero lì, perché non è facile crederci.

Te ne vai stanco, ti duole ogni muscolo, fischiano le orecchie, se chiudi gli occhi vedi pile di libri e passi svelti.

Vorresti riposarti a un certo punto, ma sei una bomba di energia sull’orlo dell’esplosione, che quando esplode ti rende suscettibile e insopportabile.

Ma poi ridi. Di gioia a profusione.

Succede tutto questo e di più quando oltre ad andare per la prima volta al Salone internazionale del libro di Torino, ci vai con un gruppo che non è soltanto un’Associazione Culturale, ma una rete di amici. Un gruppo di Argonauti coraggiosi che stanno gettando basi solide per creare qualcosa di sempre più grande: la diffusione della cultura, la cultura del libro, della lettura, della condivisione e della costruzione di mondi perpendicolari e paralleli.

La Fiera del Libro di Iglesias 2018, partner del Superfestival, diventa una goccia nel grande mare di una realtà come quella di Torino, in questa sua 31esima edizione.

Il mare intorno.

Ispirato al romanzo dell’autore sardo Giulio Angioni, è questo il titolo dell’evento che vede il cuore pulsante di Argonautilus raccontare cosa c’è sotto l’organizzazione di una fiera letteraria in una città come Iglesias. In particolare il balzo di crescita che ha fatto in questa sua terza edizione, guidata dal tema Costruire – Nec sine labore.

E si ricrea un po’ di quella magia.

Ancora una volta a riunirsi in festa, per narrare, sono state le persone. L’Assessore alla Cultura, vicesindaco di Iglesias Simone Franceschi; Marco Belli, Livio Milanesio, Chiara Cuttica, Diego Galdino, Daniele Aristarco: autori ed editori presenti in Fiera a Iglesias, che sono arrivati come ospiti e sono andati via come amici hanno raccontato la loro esperienza, mentre in sottofondo scorreva il video, realizzato da Valentino Film the Life, dei quattro giorni di Aprile in cui si è svolta. Momenti immortalati e salvati per sempre.

Tutto questo ha portato davvero un’altra boccata di orgoglio.

Ha arricchito notevolmente il bagaglio con cui ero partita, incontro a questa nuova avventura. C’è sempre tempo per emozionarsi, per imparare, ricevere e donare.

C’è sempre vita nello spazio culturale.

©Erika Carta

#SalTO30

Il Salone del Libro di Torino compie trent’anni con un’edizione fantastica. Fresca e innovativa grazie a una sapiente macchina organizzativa, che ha saputo coinvolgere nel progetto tutti gli elementi della filiera del libro, mettendo al centro l’orgoglio di esserne parte.

Qui una breve cronaca fotografica della nostra quattro giorni allo Stand Laterza.