La Parola crea Mondi

di Erika Carta

5 ottobre 2020: siamo di nuovo in cerchio, distanti e mascherati a parlare di Fiera del Libro di Iglesias.
Quella incredibilmente trascorsa e quella che verrà.
La sede di Argonautilus, che si affaccia sul chiostro di San Francesco, accoglie e raccoglie le nostre fatiche, le autocritiche e i pensieri: semenza da spargere in questo terreno rinnovato, fruttuoso sotto tanto punti di vista, fertile.
“Ce l’abbiamo fatta”.
È da cinque anni che, arrivati più o meno indenni al quinto giorno, ce lo diciamo. Perché fa bene.
Fa bene come guardare i miei compagni di viaggio negli occhi, ora più che mai in risalto sui volti, e vederci uno specchio di sentimenti affini: le stesse domande, perplessità e preoccupazioni. E l’immancabile luce della voglia di fare, ancora. Sopra ogni altra cosa.
Continuare a Esserci.

30 Settembre 2020, due giorni di PreFiera appena conclusi.
“Ragazzi, domani alle 8:30 in Piazza Pichi”.
Musica per le orecchie. So già che non dormirò abbastanza da arrivare fresca e riposata. Ma chi se ne importa.
È 1 Ottobre ed è come se fosse 22 Aprile.
Piazza Pichi comincia a svegliarsi in questa mattina dal tempo incerto, sotto un tiepido sole. Si anima degli anni passati, di ricordi affollati.
Viva, nonostante.
Prendiamo posto tra i tavoli dell’Electra Cafè Letterario, cauti, per la prima Colazione d’Autore (un nome che non smetterà mai di affascinarmi).
Inizia la Fiera del Libro di Iglesias 2020.
Contingentata, è vero. Ma la cultura ha lo straordinario potere di resistere, plasmarsi alle necessità e reinventarsi, pur di andare avanti e coinvolgere.
“La Parola Crea Mondi”.
Suggestivo per chi di parole, ne fa schermo e tesoro.
Spunto di discussioni incrociate, ricerca di significati; un tema che, come ogni anno, viene smembrato, riassemblato, posto con attenzione sotto una lente di ingrandimento, sviscerato in ogni sua possibile prospettiva di riflessione.
Una Fiera di spessore, comunque ricca di eventi, che avanza di livello, cresce.
Tra le novità di quest’anno, gli appuntamenti in Radio Arcobaleno per Radio Fiera e le
Dirette Web, che diffondere e rendere quanto più fruibile… non fa mai male.
Le quattro Masterclass di formazione gratuite, una per ogni giornata, che hanno esplorato il tema da diverse angolazioni: lettura e scrittura; scienza e informatica; parole dal Medioevo legate alla città, al Breve di Villa di Chiesa; giornalismo di inchiesta, associato al Premio Morrione.
E che per un momento mi hanno fatto pensare: “Voglio esserci! Mimetizzarmi tra i partecipanti, smettere gli abiti da argonauta e godere di ciò che creiamo!”
Ma no. Ormai è la mia seconda pelle.
Stare dietro le quinte di tutto questo è uno dei più bei regali che mi sia presa dalla vita.

Parole condivise tra Sindaci e Assessori alla Cultura dei Comuni partner per un tempo delicato come quello con cui ci troviamo a convivere.
Mostre che illustrano la bellezza del mondo del Graphic Novel; la Casa degli Autori in Fiera; i Librai Fantastici; Alta Voce; il progetto delle Biblioteche Possibili; Tavoli Tecnici sull’editoria, sul “fare rete”: area di interesse per diversi soggetti del settore; doni inaspettati da chi come noi ci crede e si sente parte integrante.
Festival gemelli sempre attivi con impegno e sinergia; ospiti importanti che hanno diligentemente riempito la Piazza del Municipio e il Teatro Electra, sotto il meticoloso sguardo e il prezioso lavoro di un super Staff.
Piccolo grande spazio, sul palco del Teatro Electra per parlare dell’Argo Circolo Letterario e dei suoi gruppi di lettura, In Libro Veritas e Fantadìa.
Che quando dico “regalo”, non sono mai stata così seria. E se parlo di riconoscenza, intendo a tutto tondo. Verso la mia compagna di avventure Sara, verso Argonautilus.
Grazie. Ai bambini e ai lettori senza i quali tutto questo non avrebbe senso di esistere, ai libri, alle parole.
A me stessa.
Impossibile, alla fine di tutto, non provare soddisfazione per un lavoro ben svolto, non senza fatica.
Ma è riduttivo. La verità è che io provo gioia pura. La Fiera del Libro di Iglesias è da sempre la mia fonte di ricarica energetica, Argonautilus la nave sulla quale son salpata e da cui non ho intenzione di scendere.
Per mare, per cielo e terra, tante volte in ginocchio o sorvolando gli ostacoli: l’importante è andare.

“Se viaggia, Enea lo fa per arrivare a fermarsi. E per, finalmente, costruire. Anzi per ricostruire.
[…] è la serietà a guidare la mano nel suo lento ricostruire”.

La lezione di Enea, Andrea Marcolongo

fieralibroiglesias
Le parole

Le parole

Le parole.

Di Gianni Rodari

“Abbiamo parole per vendere

parole per comprare

parole per fare parole

ma ci servono parole per pensare.

Abbiamo parole per uccidere

parole per dormire

parole per fare solletico

ma ci servono parole per amare.

Abbiamo le macchine per scrivere le parole

dittafoni magnetofoni

microfoni telefoni.

Abbiamo parole per fare rumore,

parole per parlare non ne abbiamo più”.

Sembra l’abbia scritta adesso, apposta per noi, per questa quinta edizione della Fiera del Libro di Iglesias. “La parola crea mondi”.

Invece è una filastrocca che di anni ne ha ben sessantasette.

Quanta intramontabile, sfrontata verità si legge tra queste righe.

Una parola può germogliare come un fiore e un’altra si affila, diventando coltello. E la cosa magica, o tragica, è che ognuno di noi può impugnare il manico o lo stelo.

In questo tempo in bilico tra parole svuotate, inaridite del loro significato, e di contro parole pompate, irrorate col peggior pesticida al mondo, la menzogna, basta leggere una filastrocca perché tutto si fermi e metta in moto, un attimo dopo, l’ingranaggio della riflessione.

È una voce bambina, quella che ripete i versi. Riecheggia tra i muri tappezzati di cartelloni, rimbalza sulle tende, torna sopra quel banco di legno verde chiaro, scheggiato in alcuni punti. Pianta il seme delle domande.

È una voce consapevole, quella che legge ora.

Ed è di incredibile bellezza che la distanza tra gli anni diventi nulla e quanto il tempo venga attraversato dalla potenza di un mezzo come la scrittura, quella che rimane; che ancora, e per fortuna, apre gli occhi come fosse la prima volta, ti fa guardare intorno e soprattutto porta a chiedersi sempre “perché?”.

E allora sì, che nascono parole.

Parole che amano.

Parole che pensano.

Pensieri che parlano.

La grandezza di Gianni Rodari verrà celebrata a gran voce in questo anno, perché nel 2020, precisamente il prossimo 23 Ottobre, l’autore, il maestro, avrebbe compiuto cent’anni.

Eppure il verbo “avrebbe” non mi è congeniale, in questo caso. Sottende chiaramente un “se”: se non fosse deceduto nel 1980.

Ma come si può considerare tale, se ancora oggi siamo qui a parlarne?

No, uno spirito così diventa immortale, grazie alle sue parole.

Ma chi era Gianni Rodari?

Ne parleremo ancora… Seguiteci nel prossimo articolo!

©Erika Carta

Iglesias incontra la poesia

Iglesias incontra la poesia

Libertà

“Quando la stanza dell’inquietudine

diverrà sempre più grande

ingombrante e invadente,

lei lascerà la casa.

Attraverserà la porta

con i suoi piccoli piedi

nelle scomode ciabatte.

Avanzerà tra la polvere

le pietre, le foglie

sotto la pioggia

o lascerà leggere orme

sulla neve bianca.

Scanserà ogni luogo comune

allontanerà ogni zavorra

scavalcherà ogni ostacolo,

muterà il tempo incendiandolo

un’altra volta ancora.

Silenziosa, è soffio

che arriva ovunque,

guida di battaglie

richiamo che no tace,

ombra che nessuna oscurità

imprigiona mai.”

Iglesias incontra la poesia. Nuova, densa di emozioni e di fotogrammi istantanei. E la accoglie nelle parole di Stefania Congiu, figlia di questa città, innamorata degli ombrellini sospesi sopra Via Nuova.

La sua opera prima, una raccolta di alcune poesie ha come titolo, per l’appunto, “L’elefante tra gli ombrellini”.

E subito, l’immagine rimanda a qualcosa di pesante, greve, che ha bisogno e desiderio di sentirsi leggero, di librarsi al di sopra della malinconia.

Questo è la poesia per Stefania, come ha raccontato lei stessa alla serata, organizzata da Gennarta Servizi in collaborazione con Argonautilus, che l’ha vista protagonista ieri 18 Settembre, alla Biblioteca Comunale di Iglesias.

“È una valvola di sfogo”, dice. “Soltanto così, riesco a fermare le parole che mi riempiono la testa”.

E con simpatia, Stefania supera il momento di imbarazzo… quella linea sottile tra “scrivo solo per me stessa” e “è arrivato il momento di far conoscere anche agli altri quello che scrivo”.

Ed è un successone, perché le persone si rispecchiano, interpretano, comunicano tra loro. Si ha bisogno anche di questo: del coraggio, della bellezza di parole che descrivono le emozioni e il quotidiano.

E per mantenere la scia d’arte scatenata ieri, Stefania, Gennarta Servizi e Argonautilus replicheranno con un’altra serata, la settimana prossima alla fattoria didattica di Donne Rurali Società Agricola per una serata di poesia e luna piena.

 

di Erika Carta

#EffettoFiera

#EffettoFiera

Avete presente quando da bambini si imparano le parole? Con il tempo diventano parte di noi, ne abbiamo piena la testa, le pronunciamo all’occorrenza, ne conosciamo il significato.

Ma vi è mai capitato che un vocabolo prendesse vita?

A me è successo con la parola COSTRUIRE.

Il contesto è stato la Fiera del libro di Iglesias.

Arrivata alla terza edizione, la fiera si svolge in quattro giorni nel mese di Aprile. Sono giorni in cui le piazze del centro storico pullulano di energia, che se stai bene attento, la puoi sentire a fior di pelle. Quest’anno ho potuto toccare con mano ciò che sta dietro le quinte. Ho assistito e partecipato al graduale dipanarsi della trama celata dietro la realizzazione di un evento che non è fine a se stesso.

È stato come se ogni forza impiegata in questo lavoro avesse depositato di volta in volta, di mese in mese, qualcosa di sè.

Come il muro che abbiamo innalzato nel corso della manifestazione: un muro fatto di libri per simboleggiare che mattone dopo mattone insieme si può costruire, unire e non dividere.

Costruire-Nec sine labore.

Costruire-Non senza fatica: il tema scelto per raccontare questa terza edizione.

Parole che ho visto esplodere davanti ai miei occhi, in ogni sfaccettatura; un concetto emerso in tutti i  punti del ricco programma, articolato in colazioni d’autore, inaugurazione di mostre, incontri con autori, animazione alla lettura e diversi laboratori.

Progetti e flashmob con protagonisti i ragazzi degli istituti superiori di Iglesias, impegnati nell’alternanza scuola lavoro, che hanno lavorato con dedizione portando avanti la riscoperta di valori e ideali, costruendo emozioni, passione per i libri, consapevolezza assieme a guide motivate e competenti.

Tavole rotonde dove a discutere sono stati autori, editori, librai, giornalisti, geologi, fotografi, assessori alla cultura che nei loro dibattiti hanno gettato le basi per costruire ancora coscienza, identità, cultura, coscienza ambientale.

Ma è stato aggirarsi tra le vie che collegano le piazze coinvolte, in mezzo agli stand e le installazioni a tema create dai ragazzi delle scuole, a portarmi dentro la reale magia che eventi come questo creano, con un sano sistema di causa-effetto.

Aggregazioni di persone e idee, scambi di cultura dove le differenze si evidenziano ma coesistono in un terreno neutro di crescita.

A fare da sfondo pittoresco: Iglesias, città che affonda le sue radici nella storia, ma che cambia volto, diventando fulcro di energia potentissima in cui si respira aria fresca di novità, consapevolezza e voglia di cambiare.

Concludo con una citazione di Niccolò Fabi che inconsapevolmente ha prestato il testo di una sua canzone come colonna sonora di questa edizione:

“E in mezzo c’è tutto il resto. E tutto il resto è giorno dopo giorno. E giorno dopo giorno è silenziosamente costruire.”

©Erika Carta

 

Photocontest #BirraNauti all’Iglesias BeerFest

Photocontest #BirraNauti all’Iglesias BeerFest

ArgoNautilus sarà presente il 04 e 05 novembre all’evento Iglesias Beerfest, organizzato dal Consorzio Turistico Iglesiente. Una due giorni, dedicata alla Buona Birra, al Buon Cibo del Territorio e alla Buona Musica.

Oltre a raccontarvi la prossima Fiera del Libro di Iglesias, vi proporremo un concorso fotografico.

Ecco le 4 semplici regole per partecipare:

  1. SCATTA una foto al BEERFEST con una delle birre in vendita e il logo di ARGONAUTILUS o della FIERA del LIBRO DI IGLESIAS
  2. POSTA la foto sui tuoi social (Instagram o Facebook) con l’hashtag #BIRRANAUTI e tagga Argonautilus e/o Fiera del Libro di Iglesias
  3. VINCI una BIRRA e un LIBRO
  4. RITIRA il premio allo Stand ArgoNautilus

    beerfest Iglesias

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