Editoria e magia

I sognatori, quelli che annusano l’inchiostro sulle pagine e leggono con i piedi per terra e la testa tra le nuvole, vedono i libri come mezzo di diffusione della felicità.

E se spogliamo il libro di questo alone evanescente e misterioso, cosa rimane?

Il contenuto, certo.

Ma cosa si nasconde dietro e tutt’intorno alla costruzione fisica e mediatica di un prodotto che, una volta terminato, diventa a tutti gli effetti un prodotto commerciale?

Che già… per arrivarci, bisogna attraversare il magico mondo dell’editoria.

E per magico, intendo dire che se ti distrai un attimo, può arrivare un “Expelliarmus” a tradimento e rimani così… disarmato, ecco. È la parola giusta.

Nascono editori come fiori per fronteggiare la presenza sempre più ingombrante di nuovi scrittori. Ora il mondo ne è zeppo. Ben venga, forse. Prima domanda, trita e ritrita: e i lettori? Mi piace pensare che qualcuno, mimetizzato, esista ancora.

Seconda domanda: dov’è finita la caparbietà nel lottare, come che so io, una J.K. Rowling che si è vista rifiutare il suo capolavoro da ben OTTO case editrici prima di poter finalmente regalare al mondo intero Harry Potter? Dov’è finita la competizione sana, il mettersi in gioco e quella voglia di emergere per un merito NON autoriconosciuto, NON salatamente pagato, e valorizzato, invece, da chi di dovere?

Mi faccio queste domande, perché io nell’editoria, che mi affascina e mi attrae, ci ho messo appena un piede e se mi guardo intorno vedo nubi, e se guardo oltre questo mare pieno di squali non riesco a cogliere nitido l’orizzonte.

Però, però.

C’è anche l’amore.

E a proposito di questo, ho voluto parlare in maniera diretta con chi di amore ne scrive, con chi, forse proprio per amore, prende una strada inaspettata, che aggiunge domande alle domande.

E allora, non ci resta che leggere le risposte, tra le righe dell’intervista allo scrittore Diego Galdino.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Diego Galdino, lo scorso anno, alla terza edizione della Fiera del Libro di Iglesias, dove, davanti alla vetrina di un bar, non a caso, ha presentato in anteprima nazionale il suo romanzo, edito da Sperling & Kupfler: “L’ultimo caffè della sera”, sequel de “Il primo caffè del mattino” (Sperling & Kupfler, Milano 2013).

Diego, barista romano e scrittore che parla d’amore, considerato il Nicholas Sparks italiano e che ama leggere Jane Austen e Rosamunde Pilcher.

Ci vuoi raccontare come nasce la tua passione per la lettura, prima di tutto, e per la scrittura poi?

Io dico sempre che leggere è la cosa migliore che possa fare un essere umano, dopo fare l’amore. Ho iniziato a scrivere romanzi molto tardi, anche se da bambino scrivevo delle storie di fantascienza. Affascinato da cartoni animati come Goldrake o Mazinga Z, ricordo che la signora Maria, uno dei personaggi de “Il primo caffè del mattino”, mi cuciva insieme i fogli per farli diventare dei piccoli libri. Mi dispiace tantissimo che siano andati persi. Si può dire che sono diventato lo scrittore di oggi per merito – o colpa – di una ragazza adorabile che a sua volta adorava Rosamunde Pilcher. Una scrittrice inglese che di storie d’amore se ne intendeva parecchio. Un giorno lei mi mise in mano un libro e mi disse: “Tieni, questo è il mio romanzo preferito. Lo so, forse è un genere che piace più alle donne, ma sono certa che lo apprezzerai, conoscendo il tuo animo sensibile”. Il titolo del romanzo era “Ritorno a casa” e la ragazza aveva pienamente ragione. Quel libro mi conquistò a tal punto che nelle settimane a seguire lessi l’opera omnia dell’autrice. Il mio preferito era “I cercatori di conchiglie”. Scoprii che il sogno più grande di questa ragazza di cui ero perdutamente innamorato era vedere di persona i posti meravigliosi in cui la Pilcher ambientava le sue storie. Ma questo non era possibile perché un grave problema fisico le impediva gli spostamenti lunghi. Così, senza pensarci due volte, le proposi: “Andrò io per te, e i miei occhi saranno i tuoi. Farò un sacco di foto e poi te le farò vedere”.Qualche giorno più tardi partii alla volta di Londra. Con la benedizione della famiglia e la promessa di una camicia di forza al mio ritorno. Fu il viaggio più folle della mia vita e ancora oggi, quando ci ripenso, stento a credere di averlo fatto davvero. Due ore di aereo, sei ore di treno attraverso la Cornovaglia; un’ora di corriera per raggiungere Penzance, una delle ultime cittadine d’Inghilterra, e le mitiche scogliere di Land’s End. Decine di foto al mare, al cielo, alle verdi scogliere, al muschio sulle rocce; al vento, al tramonto, per poi all’alba del giorno dopo riprendere il treno; fare il viaggio a ritroso insieme ai pendolari di tutti i santi d’Inghilterra che andavano a lavorare a Londra. Un giorno soltanto, ma uno di quei giorni che ti cambiano la vita. Tornato a Roma, lasciai come promesso i miei occhi, i miei ricordi, le mie emozioni a quella ragazza. Forse le avrei lasciato anche il mio cuore, se lei non si fosse trasferita con la famiglia in un’altra città a causa dei suoi problemi di salute. Non c’incontrammo mai più, ma era lei che mi aveva ispirato quel viaggio. In fin dei conti tutto ciò che letterariamente mi è successo in seguito si può ricondurre alla scintilla che lei aveva acceso in me. La voglia di scrivere una storia d’amore che a differenza della nostra finisse bene.

Quindi è questo che ti spinge a scrivere di un tema universale e complicato come l’amore?

A me piace scrivere romanzi d’amore, perché scrivo quello che sento, quello che il mio cuore ha bisogno di esternare, io amo l’amore e tutti i suoi derivati.

Veniamo al tuo ultimo romanzo, “Bosco Bianco”. Cosa ci puoi raccontare in merito, per stuzzicare la nostra curiosità senza toglierci il gusto di leggere le tue parole?

Bosco Bianco è stato scritto tanti anni fa , in un periodo particolare della mia vita, avevo appena divorziato e c’era la paura di non poter più vivere le mie figlie nella quotidianità, e il senso di colpa per aver tolto loro una famiglia unita. Ho proiettato queste mie paure ed emozioni nel protagonista di questo romanzo, padre divorziato con due figlie a cui è legatissimo, a cui cerca di non far mancare niente, ma ha sempre questa sensazione di colpevolezza nei loro confronti. In realtà è un romanzo che parla dell’amore in tutte le sue forme. L’ amore per i figli, l’amore per una donna, l’amore per un posto che è appunto la magnifica tenuta di Bosco Bianco che si affaccia sulla costiera amalfitana, e infine l’amore supremo quello che va oltre tutti i pregiudizi. Quando scrivi con il cuore escono fuori storie come Bosco Bianco.

Come detto, la tua scrittura parla d’amore, di sentimenti profondi e reali. Niente a che vedere con il mondo in cui il libro naviga, come prodotto commerciale, nel mare dell’editoria, del marketing. Ti va di portarci dietro le quinte? Di raccontarci il tuo percorso e come mai, uno scrittore del tuo livello, conosciuto in tutto il territorio nazionale e tradotto in Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Bulgaria, Serbia, Spagna e Sudamerica, abbia deciso di intraprendere questa imprevedibile strada nel mondo dell’editoria, che vede, comunque già, il successo di “Bosco Bianco”, il tuo ultimo romanzo?

La scelta di autopubblicarmi è stata una scelta fatta con il cuore, perché con “L’ultimo caffè della sera”, si è conclusa la mia avventura editoriale col Gruppo Mondadori, e per pubblicare Bosco Bianco con un editore di pari livello avrei dovuto aspettare la primavera del 2020. Ma io ho pensato che questa storia meritasse di essere letta il prima possibile, così ho deciso di autopubblicarmi, una scelta che per un autore come me poteva sembrare una scelta folle, però ho creduto in questa storia e ho voluto affidarmi completamente a lei, credo nei miei amici lettori che mi seguono e stimano da tanti anni e sono certo che mi aiuteranno a sopperire alla mancanza di un editore di livello facendo in modo che Bosco Bianco non finisca nel cimitero dei libri dimenticati. Capisco che questo romanzo è un romanzo a cui voler bene, ancora di più degli altri scritti fin’ora, quando leggo le recensioni positive e mi commuovo. Bosco Bianco è un libro che nasce solo, forse una scommessa persa in partenza, un libro, fragile, vulnerabile, senza santi in paradiso, ma proprio per questo un libro da proteggere e aiutare, da far crescere in tranquillità, un libro che come gli altri merita di essere felice e di vivere la sua vita al meglio delle sue possibilità. Mai come per questo romanzo mi sento un genitore e un genitore non lascia mai da solo un figlio e così farò io, quindi se ameranno Bosco Bianco ameranno anche me e viceversa, così è e così dev’essere e così sarà.

Grazie per la sincerità! Volevo concludere con due domande. Una è: pur tenendo l’occhio a questo presente, che progetti hai per il tempo che verrà?
E la seconda domanda è questa: qual è il segreto per fare il caffè più buono del mondo?

Devo confessare di essere già al lavoro su una nuova storia dal titolo “Una storia straordinaria” sperando che come dicono i latini nomen omen… In più a fine Giugno volerò in Bulgaria per un tour di presentazioni nelle più importanti città del paese e tra qualche mese L’ultimo caffè della sera uscirà in tutti i paesi di lingua tedesca e in tutti i paesi di lingua spagnola… e in autunno potrebbero esserci importanti novità per quanto riguarda la trasposizione cinematografica de Il primo caffè del mattino. Per fare il caffè più buono del mondo ci vuole un’ottima miscela, la giusta macinatura, una macchina del caffè efficiente, una tazzina bollente e l’amore di chi lo prepara, perché se ci metti l’amore viene tutto più buono…

© Erika Carta

Tra pace e dolore

E’ esattamente così che ci siamo sentiti al terzo appuntamento del gruppo di lettura In Libro Veritas, per l’Argo Circolo Letterario.

Sospesi tra la pace e il dolore che emergono dalle pagine di “Una giornata dall’aria antica”, edito dalla Graphe.it.

12 Novembre 2003. Attentato a Nassirya. C’è la Brigata Sassari in quel campo, missione di pace…

L’autrice Antonella Serrenti ha dato voce al suo dolore di madre, alla paura che ha provato in quei momenti concitati dove vacillava e lottava per credere fermamente alla convinzione che suo figlio stesse bene. Poi il sollievo e la paura che dopo anni è svanita soltanto per lasciare il posto al “timore di avere paura”.

Non solo la voce di una madre, ma tutti i racconti in cui l’autrice si è immedesimata, hanno scavato dentro ognuno di noi emozioni forti e contrastanti che sono venute fuori senza freni, vive e condivise.

Perché è sempre questo il potere della parola scritta e raccontata: un viaggio da un cuore a un altro. Ricchezza in circolo.

“E’ una strana giornata, tiepida, tersa ma di un colore che non so definire. Sembra che tutto abbia un’aria antica. Sì, ecco cos’è: una giornata dall’aria antica”.

Antonella Serrenti – Una giornata dall’aria antica.

E noi, cari amici lettori, prendiamo appuntamento al 5 Febbraio per un’altra avventura da scoprire. Ad aspettarci, il confronto “Tra realismo e allegoria” con “Il paradiso degli animali” di David James Poissant, edito da NN Editore.

Buona lettura.

Tra sostanza e apparenza

Martedì 4 Dicembre 2018.

Non eravamo al lavatoio del sesto piano di Via Grotta Perfetta 315, ma lo stesso ci siamo riuniti, nella sede di Argonautilus a parlare ancora di libri.
È nato e trascorso così il secondo appuntamento del gruppo di lettura In Libro Veritas.
Il tempo si è messo in circolo insieme alle parole e alle idee.
Controverse, animate.
Chi con uno sguardo fugace, chi in punta di piedi o di prepotenza, tutti ci siamo comunque intrufolati in un condominio che non era nostro ma che forse un po’ lo è diventato.
Abbiamo sbirciato le luci accese in ognuna di quelle case, ci siamo fatti portavoce e giudici di altre vite, irreali ma non troppo.

“E oggi mi sembra che nessuna donna oltre a me, è mai diventata Mamma”.

Abbiamo conosciuto quella scellerata di Maria e seguito la piccola Mandorla nelle sue strampalate famiglie. Tina Polidoro che cena con l’immaginazione; Lidia e Lorenzo che non riescono a scindere l’amore dal male che si infliggono; Caterina, donna e Samuele, bambino; Paolo e Michelangelo che si aggrappano uno all’altro in spazi diversi; la famiglia Barilla, specchio di apparenze.
Porcomondo, la paura del diverso.

Al riparo dal mondo per un po’, abbiamo lasciato comunque nuove impronte, che seppure minuscole, rimarranno impresse dentro noi stessi e almeno vicine a chi ci sta intorno.

Vorrei Vorrei Vorrei…
Che nei momenti di disperazione non ti viene in mente di invidiare la felicità degli altri, le fortune, i successi degli altri, le certezze, i risultati, le luci nelle case degli altri. Dappertutto c’è del bene, dappertutto c’è del male”.

Le luci nelle case degli altri.
Chiara Gamberale.

E poi, ci siamo detti la frase di congedo più bella che possa esserci, per salutare questo nostro Dicembre letterario:

“Ci vediamo a Gennaio”.

        

 

         

 

 

 

 

 

Tra verità e menzogna

Martedì 6 Novembre 2018.

I pasticcini sistemati sul vassoio, il tavolo con i libri preparato, le sedie… disposte a semicerchio di fronte al divanetto con i cuscini.

È tutto pronto.

Ho appeso un cartellone blu notte con la scritta “Think Crossing”, vorrei fosse un angolo dedicato ai pensieri. Da scrivere, leggere.. scambiare. Mentre lo guardo mi accorgo del silenzio. È un istante denso di ogni cosa. Timori, speranze, emozioni. È quell’attimo speciale che precede i nuovi inizi.

Un gruppo di lettura in un circolo letterario. Abbiamo un nome: In Libro Veritas, un tema: la verità, sette mesi e sette titoli di libri. Tanti post sui social.

Ma oggi, finalmente, avremo le persone.

Arriva Stefania, che prima ancora di essere la libraia di questo appuntamento è una lettrice.

In sottofondo, le note graffianti di musica d’altri tempi diffuse da un giradischi vintage.

E poi, le persone arrivano. Piano piano, incontrano il mio sorriso di benvenuto già pieno di gratitudine, si guardano intorno, ci accomodiamo e senza nemmeno accorgercene entriamo nel cuore pulsante della serata.

Protagonista assoluto, il libro scelto per Novembre: “Fake, non è vero ma ci credo”, strada di menzogne smascherate e di verità che Daniele Aristarco ha tracciato per tutti noi e che abbiamo ripercorso tra letture e riflessioni.

Il tempo, in questi casi, conta ben poco. Si ferma mentre fuori scorre e piove, si dilata e si riempie di ricchezza. Sembra di stare tutti su una grande nave, scialuppa di salvataggio dal mondo, almeno per un poco.

I lettori trovano gemme di bellezza in queste piccole cose. Lo vedo nei loro sguardi, riflesso del mio.

Un esordio che per me è già vittoria. Mi rimbomba nella testa una parola che ormai è diventata un’impronta su cui calcare nuovi passi.

Costruire. Sempre.

E niente sarebbe possibile senza le persone, che si incontrano e insieme si raccontano. Verità, bugie, sogni.

“La vita non può essere riparata, ma soltanto ricreata. La verità non si può stringere tra le mani e mostrarla agli altri, non la si può custodire né insegnare. La verità ha bisogno di tutti”.

-Fake, non è vero ma ci credo-

Daniele Aristarco.

È un circolo che mi piace. L’ Argo Circolo Letterario.

E ora, non ci resta che aspettare il prossimo bel momento. Dicembre, “Le luci nelle case degli altri”.

Svelati i titoli del Gruppo di Lettura “In libro Veritas”

Argo Lettori… CI SIAMO!
Con trepidazione vi sveliamo i titoli delle storie che leggeremo e ci racconteremo, muovendo i nostri occhi e le nostre parole sul sottile filo della VERITA’, tema che abbiamo scelto e che ci accompagnerà in questa nuova Argoavventura.
-Fake (non è vero ma ci credo) di Daniele Aristarco. Einaudi Ragazzi
-Le luci nelle case degli altri di Chiara Gamberale. La Feltrinelli
-Una giornata dall’aria antica di Antonella Serrenti. Graphe.it
-Il buio oltre la siepe di Harper Lee. La feltrinelli
-Storia di Asta di J.K. Stefansson. Iperborea (consigliato dalla libreria Storytelling, Gonnesa)
-Il paradiso degli animali di D.J. Poissant. NN Editore (consigliato dalla libreria Mondadori, Iglesias)
Ogni libro ha la propria verità da narrare e noi saremo lì per coglierla e farla nostra.
Ma non è tutto… manca un titolo e SARETE PROPRIO VOI, partecipanti al gruppo di lettura “In Libro Veritas”, A SCEGLIERLO.
State collegati per scoprire in che modo

Leggere – Report Istat 2016

Abbiamo smesso di leggere anche i dati sulla Lettura. La fulminea reattività di chi scrive sul web, diffonde un commento del commento di un dato non letto. Proviamo quindi a leggerlo insieme, almeno per gli aspetti più significativi.

Il report ISTAT pubblicato il 27 dicembre 2017 sul tema: PRODUZIONE e LETTURA di LIBRI in Italia (anno di riferimento: 2016) è un .pdf di 23 pagine più le tavole.

Per una migliore e più completa visione dei dati, si rimanda al sito Istat http://www.istat.it/it/archivio/207939 dove si possono trovare il testo integrale, la nota metodologica, e tutte le 63 tavole della statistica.

 

PRODUZIONE

Breve visione dello stato della produzione. La produzione libraria in Italia è stata caratterizzata da un andamento opposto tra il numero di titoli pubblicati e la quantità di copie stampate: i primi sono aumentati del 20% dal 1996 al 2016, mentre la tiratura si è ridotta di oltre la metà.

La popolazione di riferimento* è composta da tutte le case editrici italiane e gli altri enti, sia pubblici che privati, che svolgono attività editoriale. Alla popolazione oggetto di rilevazione, composta complessivamente da circa 2.000 editori, appartengono anche le aziende che stampano libri e pubblicazioni come attività secondaria e che sono presenti, seppure in modo non continuativo, sul mercato editoriale.

(* l’insieme dei portatori potenziali, ma concreti, del Carattere statistico indagato da una Indagine statistica)

È bene quindi ribadire che le opere pubblicate a cui ci si riferisce in questa statistica non sono solo i “libri da libreria”, ma anche tutte le opere pubblicate da enti pubblici e privati che non svolgono attività editoriale a titolo principale.

Produzione, dato Italia, Regioni, Sardegna:

Opere pubblicate e tiratura per genere e provincia di pubblicazione – Anno 2016 (tiratura in migliaia)

 

Nel 2016, i circa 1.500 editori attivi censiti hanno pubblicato 61.188 titoli e hanno stampato quasi 129 milioni di copie (circa due copie per ogni cittadino italiano); in media, sono state stampate poco più di 2 mila copie per ciascun titolo pubblicato.

(In media la percentuale di chi dichiara di aver letto un libro in 12 mesi nelle isole è del 30,7%,  in media nella regione Sardegna è del 45,7% e la media nella Regione Sicilia è 25,8)

Titoli prodotti +20%      Copie stampate -50%

LETTURA

 

 

PERSONE DI 6 ANNI E PIÙ CHE HANNO LETTO ALMENO UN LIBRO PER MOTIVI NON SCOLASTICI O PROFESSIONALI NEI 12 MESI PRECEDENTI L’INTERVISTA PER REGIONE Anno 2016, per 100 persone di 6 anni e più della stessa regione

 

Disuguaglianze sociali, economiche e territoriali anche tra i lettori

Il livello di istruzione continua a essere un elemento fortemente discriminante nell’abitudine alla lettura, radicata soprattutto fra le persone con un titolo di studio più elevato: legge il 73,6% dei laureati (75,0% nel 2015) ma la proporzione si riduce già a poco meno di uno su due fra chi ha conseguito al più un diploma superiore (48,9% nel 2016; 50,2% nel 2015) per arrivare al 23,9% tra chi possiede al più la licenza elementare.
A livello territoriale, la lettura risulta più diffusa nelle regioni del nord-est e del nord-ovest, dove dichiara di aver letto almeno un libro oltre il 48% delle persone residenti (Figura 6 e Tavola 56).

Nel Sud, la quota di lettori scende al 27,5%, mentre nelle Isole si osserva una realtà molto differenziata tra Sicilia e Sardegna (25,8% di lettori rispetto a 45,7%). La tipologia comunale è un ulteriore elemento discriminante: risulta molto più diffusa nei comuni centro dell’area metropolitana, dove si dichiara lettore poco meno della metà degli abitanti (48,6%); la quota scende al 35,6% nei comuni con meno di 2 mila abitanti.

Al di là del contesto territoriale di appartenenza, la lettura si conferma un comportamento fortemente condizionato dall’ambiente familiare e la propensione alla lettura dei bambini e dei ragazzi è certamente favorita dalla presenza di genitori che hanno l’abitudine di leggere libri. Ad esempio, tra i ragazzi di 11-14 anni, legge il 72,3% di chi ha madre e padre lettori e solo il 33,1% di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori (Figura 7 e Tavola 57).

Una famiglia su dieci non ha libri in casa

Nel 2016 circa una famiglia su dieci non ha alcun libro in casa, dato ormai costante da quasi un ventennio. Anche nei casi in cui è presente una libreria domestica, il numero di libri disponibili è molto contenuto: il 28,2% delle famiglie possiede non più di 25 libri e il 63,2% ha una libreria con al massimo 100 titoli.

Quasi il 25% ha in casa da 0 a 10 libri, di questi il 10% circa ne possiede 0

 

PERSONE DI 6 ANNI E PIÙ CHE HANNO LETTO ALMENO UN LIBRO PER MOTIVI NON STRETTAMENTE SCOLASTICI O PROFESSIONALI NEI 12 MESI PRECEDENTI L’INTERVISTA. Anni 2000-2016, per 100 persone di 6 anni e più

OVVERO: il 60% del campione dichiara di NON aver letto neanche un libro in 12 mesi

L’influenza dell’ambiente

Chi non legge non partecipa neppure alle attività culturali

 

Le motivazioni della non-lettura NON sono di carattere economico.

L’indagine nel suo complesso induce in modo naturale a una riflessione sul: Ruolo degli operatori culturali e sugli obiettivi dell’attività culturale

Emerge la necessità di:

  • Più Eventi culturali
  • Più Autori nelle scuole
  • Più Artisti nelle scuole
  • Più Biblioteche e più luoghi della lettura
  • Più Librerie

Maggiore è l’offerta e la qualità, migliori sono i dati relativi alla lettura e alla partecipazione alla vita culturale.

Gli eventi culturali hanno come obiettivo quello di accrescere il valore culturale di chi ne fruisce (come la scuola?)

Più ampia è la partecipazione meglio è, tuttavia le dimensioni della partecipazione non sono il fine (che resta la crescita culturale). 

 

Lo show dei numeri – i numeri degli eventi e i numeri dello show

«Se non si vede, sarà un successo». Questo lo spirito con cui è partita, in Francia, la grande offensiva del governo Macron sulla cultura, che sarà annunciata ufficialmente dal presidente a gennaio. Non si punta a iniziative a effetto ma a rivoluzionare il tessuto sociale francese dal basso e a esportare il modello in tutta l’Unione Europea.

  • Aumentare e migliorare l’offerta per i ragazzi
  • Partire dalla scuola (portando autori e artisti)

E poi?

  • In orari extrascolastici aumentare la quantità e qualità dell’offerta culturale nelle biblioteche e in altri luoghi di lettura
  • Aumentare fortemente lo scambio e la mobilità, anche sulle brevi distanze. Creare reti tra i comuni e tra le regioni, creare reti tra le manifestazioni culturali.

 Crediamo che anche in Italia queste possano essere le prossime sfide per tutti noi operatori culturali.

©ArgoNautilus

Presentazione del Libro “I delitti della Sardegna” di GianMichele Lisai

“I delitti della Sardegna” di GianMichele Lisai prende in esame – grazie a un attento lavoro di ricerca e una mirabile sintesi – cento delitti della storia sarda dal Duecento ad oggi. Con l’occasione esplora il susseguirsi di dominazioni, regnanti e regimi, i cambiamenti sociali, le evoluzioni del costume (criminale e non) e le contaminazioni culturali.

La presentazione del libro, tenutasi ieri presso l’Electra Cafè di #Iglesias è stata occasione di un dibattito interessante – a tratti divertente – tra l’autore e il pubblico.

Grazie a GianMichele Lisai, alla Libreria Duomo di Gianni Loi, a tutto lo staff dell’Electra Cafè per la splendida accoglienza e naturalmente a tutto il pubblico.


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Presentazione del Libro “I delitti della Sardegna” di GianMichele Lisai

Siete tutti invitati alla Presentazione del Libro “I delitti della Sardegna” di Gian Michele Lisai, venerdì 16 ottobre alle ore 18:30 presso il Cafè Letterario Electra in Piazza Pichi a #Iglesias. Con la partecipazione della Libreria Duomo di Gianni Loi.

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Congiure di palazzo, spietati banditi, faide e omicidi: storie criminali dell’isola dal Medioevo a oggi

Tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito parlare dell’Anonima sequestri, organizzazione criminale le cui gesta, spesso, sono finite in tragedia, con l’uccisione di ostaggi innocenti. Ma la storia della Sardegna è densa di episodi sanguinari, più o meno noti, che vanno oltre il fenomeno endemico dei rapimenti. Questo libro traccia in 100 tappe una mappa dei principali delitti commessi sull’isola: quelli maturati negli ambienti di corte, tra intrighi di palazzo e lotte fratricide; quelli dettati da ragioni d’onore, dando vita a vere proprie faide decennali; o ancora, quelli consumati durante il fascismo, spesso mescolando politica e regolamenti di conti personali, o nel mondo della malavita, a opera di personaggi come il Muto di Gallura, Samuele Stochino, Graziano Mesina. Infine, i casi della cronaca più recente, dal giallo di Borore all’omicidio di Dina Dore, passando per la morte della figlia di Matteo Boe e numerosi altri episodi che hanno riempito le pagine dei quotidiani nazionali.

Il lato oscuro dell’isola ha il colore della cronaca nera

Tra i casi contenuti nel libro:
• Con un piede nell’Inferno. Morte del barattiere Michele Zanche
• Accordo con l’assassino. La spia di Brancaleone Doria nel castello di Longone
• Breve vita al viceré. Intrighi e vendette nella Cagliari spagnola
• Il prete killer. Indulto per un sacerdote assassino
• Il bandito trasformista. L’omicidio in maschera di Antonio “Ammazzacavalli”
• Genesi e morte di un sicario. La misteriosa fine del diavolo muto di Gallura
• Il mostro di Arbus. Assassino per vendetta e sicario a pagamento
• Il prete killer. Indulto per un sacerdote assassino
• Il bandito trasformista. L’omicidio in maschera di Antonio “Ammazzacavalli”
• Genesi e morte di un sicario. La misteriosa fine del diavolo muto di Gallura
• Il mostro di Arbus. Assassino per vendetta e sicario a pagamento

Fiera del Sud Ovest 2015

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Domenica 23 agosto a #Portoscuso, Argonautilus parteciperà alla VIII edizione della Fiera del Sud Ovest con uno stand dedicato alla promozione degli autori e della letteratura del territorio, grazie all’amichevole Partecipazione della Libreria del Duomo di Giancarlo Loi

Programma Fiera:

08,00 Allestimento Stand – Esposizione Libri di autori sardi e del territorio

10,00 Colazione d’Autore – Caffè e reading “Le opere di Grazia Deledda”

10,30 Il maestro Renzo Sanna, l’Inno ufficiale del Comune di Portoscuso, e la storia del paese.

13,00 Consigli letterari “Sotto il sole”

18,00 Per la serie: È presente l’autore: “La consistenza dell’acqua” e i classici del giallo – con Eleonora Carta

18,30 La Dott.ssa Serena Carta discuterà con noi sul tema “Turismo e nuove tecnologie”

19,30 Sandro Mezzolani presenta la Carta Escursionistica “Miniere di Iglesias”-

21,15 Aperitivo con l’Autore

21,30 “Il giorno del giudizio” di Sebastiano Satta – dibattito letterario
Durante la giornata l’artista Sara Camboni disegnerà per noi.