I mercoledì di ArgoNautilus

I mercoledì di ArgoNautilus

Mi piace pensare che diventerà un appuntamento fisso.

I Mercoledì di Argonautilus.

Con la musica in sottofondo e gli ospiti che si muovono nel fermento delle chiacchiere, che sorridono al tintinnare dei bicchieri.

Mi piace vederlo come luogo magico, terreno fertile di scambi reciproci.

È l’incontro tra le persone, ogni parola può diventare nodo di una rete in continua costruzione.

È un’Iglesias che cerca d’essere diversa, di respirare aria di novità.

Per la prima serata, in sintonia con il caldo rinnovato di questo Settembre a cavallo tra l’estate che sgocciola e l’autunno che si avvicina di soppiatto, abbiamo scelto un tema tropicale. Candele profumate, foglie di ficus decorate in oro con quelle che sono le nostre parole chiave: Party, Argonautilus, Fiera del libro di Iglesias, Fiera Off, Costruire, Big Blue Festival, Aperitivi Filosofici.

Carne speziata, patate, cous cous di verdure, spiedini di frutta a dare un tocco di colore e ad accompagnare il rosso dolce della sangria, in un clima di convivialità.

Calici di vetro, piatti in porcellana, barchette e posate di legno. Sì, perché sensibilizzati al tema dal Big Blue Festival e come abbiamo optato agli aperitivi filosofici, anche in questa occasione abbiamo scelto di non utilizzare la plastica.

E anche così, ha tutto una luce diversa.

Il coro di Iglesias, in borghese, ci ha regalato un momento di canto e musica allietando gli ospiti.

Tra i presenti, l’illustre archivista Celestina Sanna, l’Assessore alla cultura di Iglesias, scrittrici, docenti, ragazzi e ragazze ormai diplomati che hanno speso con l’associazione Argonautilus le ore di alternanza scuola/lavoro. La loro costante presenza è un chiaro segno di quanto attività come queste possano lasciare un segno forte nelle loro menti, depositandosi nelle anime ancora acerbe ma assennate, che hanno davanti il futuro da costruire.

Abbiamo festeggiato insieme l’uscita del nuovo libro di Khaled Hosseini “Preghiera del mare”, edito da SEM società editrice milanese con la quale speriamo sia solo l’inizio di una collaborazione.

Un tema forte, attuale, che con le parole di Khaled Hosseini e le illustrazioni di Dan Williams cerca di tenerci ancorati alla nostra umanità, mentre sfogliamo le pagine del libro e andiamo avanti con la nostra vita.

Vita da festeggiare, da proteggere e da coltivare anche con le piccole cose come un mercoledì qualunque in mezzo a una qualunque settimana dell’anno.

I Mercoledì di Argonautilus.

di Erika Carta

 

 

Parola chiave, emozioni. Gli aperitivi filosofici di Argonautilus.

Parola chiave, emozioni. Gli aperitivi filosofici di Argonautilus.

Responsabilità. Consapevolezza. Autonomia.

Tre parole che hanno riecheggiato in questa estate iglesiente sui social e tra i tavoli dell’Electra Cafe’ Letterario.

Tre parole che sono chiave e al tempo stesso tesoro, che si diramano nell’attuale ma hanno radici profonde ben più lontane.

Condivido spesso il mio pensiero sulla magia emanata dai libri, ne trovo dimostrazione ogni qualvolta mi accolgono tra le pagine, quando incontro gli occhi di chi parla questa stessa lingua.

Lo scorso 28 Agosto si è conclusa la prima rassegna di Aperitivi Filosofici a cura di Argonautilus.

Tre incontri che hanno sprigionato il genere di magia di cui ho parlato poc’anzi.

Federica Musu, socia di Argonautilus, professoressa e donna che va veloce come un treno e non smette mai di correre, ha permesso a tre filosofi di rivivere ancora una volta nella sua voce.

Trovo meraviglioso il fatto che le parole scritte, raccontate e ascoltate abbiano l’immenso potere di attorcigliare passato e presente, di fondere le persone in un unico cuore pulsante, in grado di riempire una piazza.

Platone (428/427 a.C. – 348/347 a.C.) padre, assieme al suo maestro Socrate e al suo allievo Aristotele, del pensiero filosofico occidentale.

Abbiamo affrontato il concetto di Responsabilità attraverso il mito di Er, dove il filosofo greco parla di reincarnazione e della responsabilità morale che abbiamo nello scegliere le nostre vite dopo la morte.

René Descartes, per gli amici Cartesio (1596-1650) padre francese della matematica e della filosofia moderna.

Un discorso intenso sulla Consapevolezza, che ha tenuto gli ospiti incollati alle sedie.

“Cogito ergo sum”, Penso dunque sono. Una massima bellissima che fa del pensiero il mezzo per rendersi conto che l’uomo, in quanto essere pensante, può distinguersi dalla “res estensa”, ovvero dalle cose sensibili che lo circondano. Da Cartesio abbiamo anche appreso l’importanza del dubitare, dell’esercizio del dubbio come metodo non per distruggere una verità, piuttosto per avere sempre nuove certezze fondate su qualcosa di veramente solido.

“Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”.

Immanuel Kant (1724-1804) filosofo tedesco tra i primi a portarci nella corrente dell’illuminismo e fondatore del criticismo.

Si parla ancora una volta di morale, ma la grande novità al riguardo è la nascita del concetto di Autonomia. Kant parla di morale autonoma, sostiene che la fonte delle leggi risiede all’interno dell’uomo stesso. Egli può, servendosi della Ragione, decidere volontariamente se seguire e applicare queste leggi dettate dal proprio io, piuttosto che seguire una qualsivoglia legge proveniente dall’esterno.

Tutti i temi affrontati sono stati seguiti con partecipata attenzione, discussi e adattati al qui e ora.

A fare da sfondo a queste chiacchierate, le illustrazioni di Sara Camboni, socia che mette a disposizione la propria arte al pubblico, rendendo facilmente comprensibile ciò che vuol rappresentare in modo divertente, ironico e sagace.

Un’importante collaborazione che ha accompagnato gli aperitivi filosofici è stata quella con il Big Blue Festival che dice No alle cannucce di plastica, prediligendo l’ecologia e la salvezza dell’ambiente.

Ma sapete, la cosa che più rimane, ogni volta che le persone si incontrano a questo genere di eventi e si scambiano sorrisi e cultura, sono le emozioni.

Forti, tangibili, frutto dello stare insieme e tornare a casa arricchiti con qualcosa che non ha un prezzo materiale.

La soddisfazione pura e semplice per un evento ben riuscito, che ripaga tutto il duro lavoro che sta dietro alla nascita di una nuova idea.

E di idee, di sogni, gli Argonauti ne hanno pieni i cassetti, che aspettano solo di essere spalancati e condivisi.

Altri filosofi fremono in attesa che si parli un po’ di loro agli aperitivi che verranno, in versione autunnale.

Mentre un evento prossimo, il 5 Settembre, vedrà l’inaugurazione dei “Mercoledì di Argonautilus”, dove si parlerà insieme del nuovo libro in uscita di Khaled Hosseini, “Preghiera del Mare” edito da SEM Società Editrice Milanese. Sarà un altro modo per riflettere e per festeggiare la vita con un tropical sangria party.

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”.

-Hans Georg Gadamer-

di @Erika Carta

#FieraOFF “Lo stupore della notte”

#FieraOFF “Lo stupore della notte”

“La società in cui viviamo ci ha sempre insegnato a scindere il lato femminile da quello maschile e viceversa. Ma soltanto chi attinge senza alcuna remora a entrambi è dotato di quella che si chiama: intelligenza emotiva”.

Con questo concetto, Piergiorgio Pulixi porta a conclusione la serata che lo ha visto protagonista alla Storytelling Libreria-Sala da tè, nell’evento di FieraOFF, della Fiera del libro di Iglesias, organizzata dall’Associazione culturale Argonautilus.

Non è stata una mera “presentazione” del suo ultimo romanzo, piuttosto mi piace vederla come una chiacchierata compartecipata dove l’autore ha raccontato, anche attraverso le domande delle relatrici e del pubblico, “Lo stupore della notte”.

È lo stupore suscitato da Milano, che va vissuta da dentro, per essere davvero capita.

E Piergiorgio Pulixi si è calato di persona nelle tenebre della città, per raccontarle.

Parole senza bavagli, pagine fitte di emozioni forti e contrastanti che rimandano alla paura, al disagio, al sentimento radicato della vendetta e della giustizia, con un velato senso di impotenza che pende come spada di Damocle sopra le teste.

Un piede già in là, oltre il baratro del buio.

Terrorismo, lotta a un nemico che si è venuto a creare all’interno della società stessa. Immigrati di seconda e terza generazione in conflitto, che vivono il contrasto tra il fallimento delle famiglie d’origine e l’immaginario occidentale.

Il lavoro incessante delle forze dell’ordine, ramificato in trame complesse, non sempre lineari.

Piergiorgio Pulixi ha imparato a seguire le storie, a recarsi personalmente dove esse parlano per toccare con mano le situazioni ed entrare nel loro cuore pulsante.

Ha la straordinaria capacità di entrare nelle vite dei personaggi con spiccata sensibilità ma soprattutto con reale empatia e questo gli permette di non esprimere o lasciar trapelare giudizi sul loro operato.

Il confine tra bene e male è appena accennato, si confonde perfino agli occhi del lettore, che si lascia trascinare dai diversi punti di vista.

Osserva come dovrebbe osservare un giornalista, con gli occhi accesi di oggettività e al momento di mettere nero su bianco la storia che intratterrà il pubblico, riesce non soltanto a raccontare verità, siano esse scomode o meno, ma a romanzarle in un perfetto intreccio di situazioni e personaggi.

Rosa Lopez, protagonista tra le pagine, è una donna in carriera nelle forze dell’ordine, superiore in formazione a tanti dei suoi colleghi uomini. La sua scelta la porta a dover compiere un duplice sforzo per emergere e non fare entrare nessuno nella sfera privata delle sue emozioni. Lei stessa se ne allontana quando a prevalere non può che essere la lucidità.

È una donna coraggiosa che ha imparato a non fuggire dal buio perché questo vorrebbe dire tirarsi indietro, abbandonare, e lei non può permetterselo.

C’è un momento però, in cui si spoglia della freddezza necessaria che la accompagna nel mondo esterno, per addentrarsi nel profondo di sé stessa, ed è un momento puro, intenso e pregno di bellezza.

E dopo aver parlato di scelte, punti di vista e scambi di idee in questa serata di cultura, Piergiorgio Pulixi si è prestato con disponibilità e simpatia a un’intervista particolare dove “scelta” e “parole” sono state protagoniste.

“Piergiorgio, cominciamo. Bianco o Nero?”

“Nero”.

“Rosa Lopez o Carla Rame?”

“Carla Rame”.

“Città o Campagna?”

“Città”.

“Luce o Buio?”

“Buio”.

“Topolino o Dylan Dog?”

“Dylan Dog”.

“Romanzo o Racconto?”

“Racconto”.

“Milano o Cagliari?”

“Cagliari”.

“Spritz o Mojto?”

“Mojto”.

“Stephen King o Lovecraft?”

“Stephen King”.

“Leggere o scrivere?”

“Sempre leggere, assolutamente!”

“Alba o Tramonto?”

“Alba”.

“Guerra e pace o Harry Potter?”

“Eh, questa è ardua… Guerra e pace”.

“E per finire… Apatia o Stupore?”

“(Sorride) … Stupore”.

 

©Erika Carta

Vedi alla Voce… Letti di Notte
Vedi alla voce…

Vedi alla Voce… Letti di Notte

di Erika Carta

Solstizio d’estate: dato di fatto, poesia che fa pensare al sole caldo, a una brocca di limonata fresca, al vento leggero che porta cose belle. E nel tardo pomeriggio ancora soleggiato di Giovedì 21 Giugno, la Storytelling-Libreria Sala da tè ha aperto le porte all’estate e alla notte bianca dei lettori e delle librerie.

Anche quest’anno, in collaborazione con l’Associazione culturale Argonautilus, ha preso vita una delle tante sfaccettature di “Letti di notte”, l’evento nazionale ideato dalla casa editrice Marcos y Marcos e da Letteratura rinnovabile, giunto  alla sua VII edizione.

La piccola, incantevole libreria di Gonnesa, a Sud dell’isola lambita dal mare, è una delle due librerie che hanno aderito a questa edizione, insieme alla Libreria Cyrano della città di Alghero.

“Vedi alla voce…” è il tema che ha lasciato libero spazio alla fantasia. “Storytelling a più voci” è stata l’interpretazione della libreria.

Ancora una volta, sono state le parole il cuore pulsante della manifestazione: scritte su fogli di carta appesi sul muro e in vetrina, fissate su un grande vocabolario, cantate, lette, ascoltate.

Gli ospiti sono stati accolti dalle “Voci di Holt”, la cittadina raccontata da Kent Haruf nei suoi libri, nella trilogia di Holt, letta dalla voce di Sergio Rubini, in alcuni estratti degli audiolibri inviati alle librerie dalla casa editrice NN, in collaborazione con Emons edizioni.

La serata ha proseguito il suo corso con la premiazione del miglior lettore per lo step intermedio dell’Italian Book Challenge, la sfida che vede i lettori battersi a suon di pagine lette e commentate.

C’è stato un momento in cui parole e musica si sono fuse in un connubio d’arte, arrivano dritte al cuore dei presenti… senza passare per gli occhi.

“Chiudi gli occhi… immagina una storia. Racconti tra voci e musica”, il titolo dato alle letture bendate.

Un vecchio giradischi suonava jazz tra le note di Duke Ellington e le voci di Neil Young e degli INKS, mentre nell’aria si levavano, ancora, parole raccontate. Da Marco Missiroli al Grande Gatsby, passando per L’insostenibile leggerezza dell’essere e il Preludio a un bacio di Tony Laudadio.

“È iniziata la festa”, narra F. Scott Fitzgerald e la festa inizia per davvero. Ancora musica, cibo e brindisi speciali con il prosecco della Libreria Bacco di Raffa di Puegnago del Garda. È stata l’occasione per un collegamento oltre mare con le ragazze del Festival Giallo Garda, gemellato con la Fiera del Libro di Iglesias.

In dirittura d’arrivo sono stai i lettori i protagonisti assoluti, le anime vere che fanno brillare di luce le librerie, unite nello spazio “Ti leggo una storia”, dove ognuno ha portato un po’ di sè leggendo dei brani a partire dalla “voce” scelta.

Parole come “verità”, “confini”, “mare” sono diventate luoghi di una mappa immaginaria.

E per finire, la delizia delle voci, le chitarre e l’armonica di Giulia e Fabio, hanno visto la sera diventare notte.

La notte bianca dei lettori e delle librerie.

Letti di notte 2018.

Vedi alla voce… “Ispirazione”.

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©Erika Carta

ArgoNautilus al Festival della Scienza di Iglesias

ArgoNautilus al Festival della Scienza di Iglesias

“Bambini, secondo voi cos’è l’intelligenza?”
Mormorii sommessi, qualche risposta coraggiosa soffiata a bassa voce.
“È chiedersi sempre perché” risponde il professore Massimo Lumini, affascinando loro, e non solo.
Così, muoviamo i passi dentro quelle che abbiamo chiamato “Le stanze della mente di un ricercatore”.

Festival della Scienza alla “E. D’Arborea di Iglesias”, a cura dell’Associazione Agorà – I locali della scuola hanno accolto mostre e laboratori che hanno permesso ai visitatori di entrare a sbirciare il mondo di Massimo Lumini,che con le sue ricerche, studi e parole, lega passato presente e futuro. Alcuni allievi del professore hanno fatto esperimenti sull’infinitamente piccolo, con le lenti Blips che trasformano qualsiasi cellulare in un microscopio. In un’altra aula la Dottoressa Maria Salvador Fernandez ha intrattenuto gli ospiti con un bellissimo laboratorio sul magnetismo.

Le ragazze del Liceo Scientifico di Iglesias hanno illustrato quelle che sono le definizioni e i fondamenti della biomimetica, nella mostra “Biomimetica: A lezione dalla natura”. Un arduo compito, cercare di attirare l’attenzione dei più piccoli delle classi elementari. E spiegare loro quanta importanza ha la Natura. Spingerli a capire quanto si può imparare, semplicemente prestando attenzione agli elementi della natura, e quanto abbia ancora da darci: soluzioni a impatto zero per i problemi dell’uomo moderno, già scritte e sperimentate in secoli di evoluzione. Pronte da essere utilizzate.

Noi dell’Associazione Argonautilus, ci siamo occupati della mostra “Wunderkammer 2.0 – nelle stanze della mente di un ricercatore”. La parola, di origine tedesca, significa “Camera Delle Meraviglie” e si riferisce ai luoghi in cui, tra il XVI e il XVIII secolo, venivano esposte raccolte di oggetti straordinari, atte a suscitare la meraviglia dei visitatori. Abbiamo raccontato alle classi che sono venute a trovarci, che alla fine del 1600, quando erano ancora pochi a poter viaggiare su e giù per il mondo, le “Camere delle Meraviglie” divennero antesignane dei musei: stanze piene di oggetti con caratteristiche particolari, nuove e sconosciute, creati dalla natura o talvolta dall’uomo. Libri, piante essiccate, resti di animali o interi animali esotici imbalsamati, reperti archeologici, pietre, manufatti, fino a esempi di deformità in natura, o perfino “falsi” storici come le riproduzioni di animali mai esistiti. Le collezioni, occupavano tutto lo spazio disponibile: riempivano le scansie, i cassetti e tutta la superficie degli espositori, pendevano dal soffitto, stavano appesi alle pareti. Oltre alla natura degli oggetti, era anche la loro quantità e dover meravigliare.

Invece, la nostra Wunderkammer 2.0 (dopo la prima Wunderkammer, creata per la Fiera del Libro di Iglesias 2017 e riproposta al Big Blue Festival 2017) doveva condurre i visitatori dentro le stanze e la mente di un ricercatore. E noi, attraverso un filo di lana rosso, abbiamo guidato bambini e ragazzi nel percorso di libri, appunti, studi e scoperte del nostro Massimo Lumini. Egli stesso ha illustrato una piccola parte delle meraviglie nascoste dietro ai suoi occhi, capaci di osservare la natura, stupendosi ancora e ogni giorno, davanti ai suoi misteri.

Ha parlato di un piccolo omino dentro il suo cervello che lo tiene sveglio chiedendogli sempre: “Perchè?”

A quel punto, si è creata magia. Abbiamo assistito, rapiti, all’annullarsi della differenza di età tra uno studioso di grande esperienza e i piccoli che lo ascoltavano persi nelle sue parole.

Poi è stato un gioco da ragazzi “intervistare” le classi, generando imprevedibili associazione di idee.

“ Quali impressioni e sensazioni ha suscitato in voi, ciò che avete visto e ascoltato?”

“Se aveste la possibilità di possedere una vostra Wunderkammer, quali tesori raccogliereste al suo interno?”

È stato un susseguirsi di risposte, dapprima sussurrate timidamente poi gridate in un’esplosione: “Una paperella volante” , “Mare in barattolo” “Libri antichi” “Scheletri di animali”! Spunti, pensieri che si ispiravano l’un l’altro.

Giornate ricche di insegnamenti, e d’arte. Mi piace pensare che i bambini e ragazzi che sono passati al nostro Festival della Scienza, siano tornati a casa con la mente piena di colori e di “perché”. E sono sicura che lezioni così, lontani dai banchi di scuola, con maestri come Massimo Lumini, abbiano un impatto diverso sulla voglia di studiare, conoscere, imparare e soprattutto MERAVIGLIARSI.

©Erika Carta