Breve storia della Letteratura Rosa

di Claudia Aloisi

“Breve storia della letteratura rosa”, di Patrizia Violi, edito da Graphe.it per la collana Parva, è un delizioso saggio, il cui tema è preannunciato dalla copertina di un elegante rosa corallo: la narrativa rivolta alle donne, a partire dai suoi albori nella metà del XVIII secolo, fino alle fan fiction di oggi.

Non deve fuorviare il titolo, né deve far cadere nell’atavico pregiudizio che considera questi romanzi dedicati a signore e signorine un genere letterario inferiore. In realtà grazie alle pagine leggere e piacevoli di Patrizia Violi si scopre che la letteratura “rosa”, lungi dall’essere di serie B, rispecchia i cambiamenti della società: attraverso i diversi modelli femminili proposti in questi romanzi si scoprono i sogni, le ambizioni, le discriminazioni, ma anche le conquiste che le donne sono state capaci di ottenere attraverso i secoli.

Quindi è solo in apparenza una letteratura di evasione e di consumo, visti e considerati i numerosi best seller che appartengono al genere “rosa”. Ma anche emblema di un mondo complesso in continua evoluzione, come quello della realtà femminile all’interno della società.

E anche se sono cambiate le priorità delle donne, anche se oggi possono essere manager in carriera, single per scelta, oppure libere di vivere la loro affettività senza (troppi) pregiudizi, c’è un elemento che continua ad affascinare tutte: la possibilità di (almeno) sognare l’amore. E questo è il segreto per un genere letterario a torto bistrattato, ma dagli insospettabili risvolti.

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