La prima volta, qualche anno fa, riuscii ad arrivare soltanto alle pagine che elencavano dettagliatamente le medicine nell’armadietto del bagno di Eddie Kaspbrak.
Non era il tempo giusto, non ne avevo abbastanza per It, perché dovevo leggere altri libri.
Pazza scriteriata!
Ovviamente è stato meglio così. Come accade sempre.
Ho pensato che avrei dovuto leggerlo quando avevo quindici anni però, e che l’avrei compreso perché ce l’avevo già questa sensibilità.
Quello che non avevo era la consapevolezza dei quaranta che nulla toglie, semmai aggiunge.
Era questo il momento ed è stato terribilmente magico.
Me lo hanno regalato per Natale, non richiesto, inaspettato, bramato senza saperlo.
Eleonora mi ha detto: “Quando l’avrai letto niente sarà più lo stesso.”
Ho avuto il sospetto di dover annuire, prima ancora di cominciare.
Non immaginavo a quale livello di profondità.
Credo sia uno dei libri più belli che abbia mai letto.
Mi ha fatto venire i brividi più di una volta, ma non quelli lievi, che senti appena nella superficie della pelle. No, quelli profondi che ti fanno muovere da dentro a fuori. E non brividi di paura, come avrei stoltamente immaginato. Solo brividi di bellezza.
Ho iniziato la mattina del 26, nel divano, sotto le coperte e la luce leggera della libreria, per lasciare la casa nella penombra, nel silenzio che arriva subito dopo Natale e che merita attenzione, prima di trasformarsi in quello opprimente di gennaio.
Ho scelto di tenerlo con me (o il libro ha scelto di tenere me) come punto fermo in questo spazio-tempo puntuale e condiviso di regolazione emotiva.
É stato la mia strategia: funzionale, necessaria… giusta.
1200 pagine.
Quando sono arrivata alle ultime duecento ho pensato di aver letto tutto il resto solamente per quelle. Ma anche viceversa.
Non posso parlare del libro, non potrei mai, non ne ho le competenze.
Posso dire ciò che mi ha attraversata, quello che è rimasto, scavandomi fin dentro nell’infanzia, incorporandosi in me adesso.
E anzi, lo farò dire proprio a lui, a Stephen King, scegliendo un solo pensiero tra tutti quelli che sono usciti dalle pagine per sedersi a fianco a me e poi seguirmi, per sempre.
Ed è il messaggio che più di ogni cosa mi è arrivato mettendo, dopo il terrore, pace e ragione a me adesso, e alla bambina che sono stata.
Non tutte le barche che salpano nelle tenebre non ritrovano più il sole o la mano di un altro bambino; se la vita insegna qualcosa, ti mostrerà allora che le storie a lieto fine sono così numerose che è lecito dubitare della razionalità di chi non crede nell’esistenza di Dio.
Parti e parti in fretta quando il sole comincia a scomparire, pensa in questo sogno. Ecco che cosa fai. E se ti dai tempo per un’ultima riflessione, forse è per dedicarla a dei fantasmi… i fantasmi di alcuni bambini fermi nell’acqua al tramonto, in circolo, a tenersi per mano, giovani, ma soprattutto risoluti… abbastanza risoluti da dare origine alle persone che saranno, abbastanza risoluti da capire, forse, che dalle persone che diventeranno dovranno necessariamente nascere le persone che sono state in precedenza, prima di potersi rimettere a cercare di comprendere il semplice fatto della mortalità.
Il circolo si chiude, la ruota gira e altro non c’è. Non c’è bisogno di girarsi a guardare indietro per vedere quei bambini; parte della mente li vedrà per sempre, vivrà sempre con loro, li amerà sempre. Non sono necessariamente la miglior parte di noi, ma sono stati un tempo depositari di tutto ciò che saremmo potuti essere.
Bambini, vi voglio bene, vi voglio tanto bene.
Allora vai senza perdere altro tempo, vai veloce mentre l’ultima luce si spegne, vattene da Derry, allontanati dal ricordo… ma non dal desiderio. Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte.
Parti e cerca di continuare a sorridere. Trovati un po’ di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c’è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio.
